NIPOTINI E MAGLIETTE


La gentile mamma dei miei due nipotini, l’avvocato Tuttopiede, mi ha riferito che, mentre era ai giardinetti con i piccoli, è stata  avvicinata da un burbero signore non più giovane che ha avuto da recriminare sulla maglietta di suo figlio.
Nonno Talpone ha subito chiesto quale fosse il motivo, temendo che gli avessero fatto indossare una delle solite magliette con quelle scritte teoricamente spiritose, tipo quella da lui stesso sbadatamente sbandierata per tutto il paesello umbro quando faceva le corsette agonistiche.
Scoprendo in seguito che portava sul petto una scritta in italiano che recitava “ Tengo sempre dei preservativi in tasca, ogni tanto li spolvero “
Niente di tutto questo, il piccolo scoiattolino aveva una maglietta della GAP, che, è stato spiegato in seguito a nonno Talpone, è il marchio di una catena di negozi di abbigliamento americana, tipo discount.
GAP ?
E allora ?
Ah, forse il vecchio imbecille del quartiere locale pseudo- vip, aveva forse alluso alle unità del Gruppo di Azione Partigiana, operanti nelle città italiane nella Resistenza ( 1943-1945 ).
Con quella cervellotica reminiscenza il vecchio nostalgico aveva pensato bene di sgridare un bambino di cinque anni e la sua giovane mamma.
A pensarci bene aveva ragione, forse si doveva andare a comperare le magliette da UBA UBA ( ma esiste ancora ? ), o meglio da BUNGA BUNGA.
 Aggiornatevi mamme, se volete convivere nel quartiere degli pseudo vip, detto anche Wisteria Lane.

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VINCIAMO 3 A 1 !


La vita in campagna non è così noiosa e rilassante come si legge sui libri, almeno quelli di nonno Talpone, che è rimasto alle descrizioni anteguerra della campagna inglese, in cui il piccolo Squire passa negligentemente dalla sala da tè alla biblioteca, per poi uscire a passeggio nelle vallate e nei boschi con i suoi setter.
No, qui al paese o corri o devi fare mille lavoretti, seguire la moglie a fare la spesa o visitare i numerosi parenti, che naturalmente ti tengono anche a pranzo e a cena.
Come può nonno Talpone avere quella pace, quell’ozio creativo, da lui sempre invocato, quella pace della mente che ti permette di osservare, meditare, ipotizzare, magari anche in un lieve assopirsi momentaneo, tanto per raccogliere meglio le idee ?
Per non perdere i giornali che legge quotidianamente Talpone oggi telefona all’amico Nando di mettere da parte “ Il fatto quotidiano “ e “La Repubblica “, oltre ad una buona porzione di morbida focaccia salata, passerà più tardi a ritirarli in auto.
Ora è impegnato in ancora ignote attività che la dolce metà gli spiegherà con la dovuta autorità e precisione.
 Alla fine, a mezzogiorno, finalmente può avviare la vecchia fedele Uno verso il paese munito di apposito foglietto di acquisti da completare.
Appena entrato nel locale vede sul bancone il suo quotidiano con la focaccia già incartata e pronta al consumo.
Soddisfatto, fa per addentarla, incredibile la gentilezza e la prontezza di servizio dell’umbria gente, da far impallidire i “ Lumbard ”, quando Nando lo avverte che il giovane dietro di lui è il legittimo proprietario dei pacchetti.
Talpone si scusa subito, ma come, si è addirittura in due nel paese a leggere “ Il fatto quotidiano “ ?
“ No siete in tre ! “ Gli precisa l’amico.
Cosa ?
Tre lettori de “ Il fatto “ a fronte alla solitaria copia de “ Il giornale “ del Pirlone ?
Magnifico, in paese abbiamo la maggioranza relativa, Bibi e Semper Ciucc ( sempre sbronzo, per i non lombardi)  tremate, avete finito di fare da padroni ladroni ! 

SAGGEZZA POPOLARE


Buon ferragosto a tutti quelli che non sono della casta dei magnaccioni, quindi buone feste  ai pensionati sempre più poveri, ai giovani senza lavoro, ai precari, a quelli che hanno il lavoro ma non sanno come faranno ad andare avanti, agli statali ora senza liquidazione.
Tutti in vacanza in qualche modo, così così, salvo quelli che con i soldi sporchi se la spassano da signori.
La batosta economica che la maggioranza degli italiani deve subire è pesante, una specie di tassa sul macinato di ottocentesca memoria.
Tutti vivono nella sfiducia, nella rabbia, nel timore e con poche speranze nel futuro.
Anche nel nostro paesello, l’arrivo mattutino di una ventina di giornali nel piccolo emporio di Nando suscita commenti acidi e recriminazioni.
Nonno Talpone acquista un paio di quotidiani e le prime pagine gli mettono l’amaro in bocca.
Si consola con una grossa pasta al cioccolato e si unisce al brontolio dei presenti.
Ecco che entra nel negozio il Pirlone, un vecchio conoscente.
E’ sempre male in arnese, ormai in pensione, vivacchia facendo lavoretti negli uliveti.
Da giovane è dovuto emigrare al nord, a Milano, per trovare un’occupazione.
Dopo qualche anno il suo ritorno, con una spintarella ha fatto un ventennio da operaio nell’acciaieria, ma il suo continuo intercalare con quella paroletta lombarda gli è valso il soprannome di Pirlone.
Vedendo che acquista l’unica copia de “ Il Giornale “ nonno Talpone gli chiede :
“ Ma come, con tutto quello che ci stanno rapinando, proprio quello devi comprare ?”
Con un ghigno a mezza bocca del suo faccione irsuto il Pirlone borbotta :
“Eh sono un compagno speciale !”
Quanta saggezza popolare nell’affibbiare gli appellativi appropriati !