UNA VACANZA TROPICALE


Molti affermano che in Inghilterra piove sempre, anche in piena estate.
Ormai è già finita la sua breve vacanza ma,tanto per essere di opinione contraria su tutto e con tutti, nonno Talpone, da vecchio turista anglofono con quasi 50 anni di piacevoli escursioni, sapeva bene come comportarsi.
L’importante è avere sempre con sé un ombrello, perfino due, per scaramanzia dice lui.
Inoltre calzare pesanti scarponi, maglioni, giaccone impermeabile da lupo di mare e un largo cappello a larga tesa refrattario all’umido e all’acqua.
Bardato in questo modo, con supplemento di camice di flanella e sciarpe, lui si è aggirato noncurante tra inglesi nativi che per essere originali si ostinavano a portare shorts, magliette sbrindellate ( senza neanche la canottiera, brrr !) e ciabattine infradito.
Certo loro sono impermeabili al freddo e all’acqua dalla nascita, come i pesci del mare.
Inoltre è ormai risaputo che l’abbigliamento estroso e bizzarro non li stupisce, potreste passeggiare vestito da venusiano che attirereste solo l’attenzione di qualche turista e gli scatti fotografici di altri italiani.
Se sei termicamente isolato puoi affrontare lo sporadico sole e il permanente grigio umido .
L’importante è portare sempre con sé gli ombrelli, non pioverà mai quando sarai all’aperto nelle strade, come è realmente accaduto a nonno Talpone nei suoi recenti quattro giorni di vacanza.
Magari volendo essere pignoli e scendendo in insignificanti particolari bisogna ammettere che le sue uscite da casa erano intervallate da frequenti soste in accoglienti locali di diletto liquido e rilassamento mentale, mentre fuori probabilmente pioveva a scrosci.
Ma il suo, anzi i suoi due ombrelli sono stati sempre accuratamente avvolti nelle custodie ed asciutti, il suo corpo deliziosamente caldo, le prescrizioni mediche di assumere almeno due litri per il funzionamento renale pienamente seguite, per concludere:
Andate in Inghilterra se volete godervi una vacanza tropicale.

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LA GENTE INVECCHIA


Eccomi qua nella Brighton fricchettona, dove anche gli anziani girano con il poncho arcobaleno o la giacchetta rosa lamè e un tubino luccicante, i capelli bianchi tenuti da formose code di cavallo, orecchini d’argento e tattoo a forma di drago.
Eteree signore della quarta età, anche di stazza extra large, sfoggiano tranquillamente delle tuniche e veli trasparenti azzurro cielo o verde prato.
Nonno Talpone, imbozzolato nella sua camicia di flanella, gilet, maglione e un giaccone da marinaio rosso cardinale si sta sentendo a disagio nella folla delle Lanes, tanto da entrare subito in un negozietto chiamato il Cappellaio matto ( Mad Hatter ) per acquistare un largo cappello alla Indiana Jones, marca Tilley, pensando seriamente di farsi un piercing ad anelli multipli multicolori al lobo sinistro dell’orecchio, Istrice Prussiana permettendo.
Che importa la vescica, la prostata, i diverticoli, il tallone ungulato e i basaliomi rifiorenti all’epidermide come un prato primaverile ?
Seducenti pubs lo adescano ad ogni passo, offrendogli generose pinte di bitter scura, fish and chips, hot dogs, farmer’s pie , entusiasmando il suo cuore di anglofono nativo.
Freedom, freedom !
Dimenticavo : sono qua anche per il mio bimbetto piccolo, si proprio il Martello di dio, che gli fa il dispetto di crescere e di compiere 40 anni, avendo messo su famiglia e preparandosi all’adozione di due bimbetti, moltiplicando il mio ruolo di nonno.
Non importa, la gente invecchia.
Io no.
Al massimo posso concedere che mi sto sgretolando.
Ma sempre con giovanile entusiasmo talponesco.

I PIEDI, FINALMENTE !


Dopo lungo tempo l’ho incontrato : smunto, con gli occhi semichiusi e un notevole bernoccolo in cima alla pelata.
” Finalmente ti rivedo dopo mesi di assenza, quasi non ti riconoscevo più – ho esclamato con sincera sorpresa.
Nonno Talpone mi ha riguardato dallo specchio e , scuotendo la testa, ha mormorato : ” Certo che invecchi male anche tu ”
Non ho voluto entrare in polemica con lui, già mi sono rimasti pochi amici, non vorrei perdere uno degli ultimi.
Mi ha raccontato una serie di piccoli malori, esami clinici doverosi ma inutili, interventi chirurgici di lieve entità, oltre ad una serie impressionante di nuove pillole da ingurgitare ogni giorno, insomma la solita litania degli anziani lamentosi.
Di una cosa pareva soddisfatto : grazie ad una serie di dolorose coliche intestinali che l’hanno colpito negli ultimi tre mesi la sua Istrice Prussiana l’ha costretto ad una dieta ferrea, così da fargli perdere quasi sette chili.
” Pensa che ora guardando in giù riesco a vedere i miei piedi ! – ha concluso con garrula civetteria – come sono diventati grandi e carini!”