Il blocco


Non vorrei dirlo, anzi scriverlo.

Ho paura che mi stia tornando il blocco.

Due settimane fa siamo tornati dall’Umbria dopo un periodo forzato di quasi tre mesi.

Sono stato rinserrato nel grande spazio verde di casa, lassù sulle colline della Valnerina, ho sopportato malanni e incidenti, protetto dai boschi e dagli ulivi, tra silenzio e aria pulita e balsamica.

Tornato a Milano mi accorgevo con sorpresa che in strada metà della gente girava con una mascherina.

Che strano, pazienza per i negozi e la metro, ma perché nelle strade vuote della periferia?

Poi come in un incubo le notizie hanno cominciato a peggiorare, ora tutti siamo coperti e timorosi.

Non ho il coraggio di incontrare i nipotini e gli amici.

Forse all’aperto e a distanza.

Quale? Da un marciapiede all’altro?

Il crescendo dei numeri del contagio, salito a 10.000, mi fa venire i brividi.

Come si fa a sorridere ancora e a scherzare?

Oggi ho acquistato tre libri di storia per occuparmi del passato e ho riaperto l’armadio delle riviste di enigmistica per non pensare al presente.

L’intima tana di nonno Talpone sembra attirarlo sempre più nel suo solitario rifugio.

Con annessa cantina.

48 e non c’è male


Dovevamo essere a Venezia a festeggiare i nostri 48 anni di matrimonío in una tre giorni frenetica vacanza.

Il gambone malefico, il mal di schiena e le notizie del frenetico aumento dei contagiati ci ha relegsti a casa noi due soli.

Per farci compagnia ho portato su un vassoio di paste prelibate, una bottiglia di Berlucchi, un Barolo del 2013 e un Passito di Sagrantino del 2008.

Insieme abbiamo festeggiato ilari e amorosi, eravamo in 5 come da DPR e maturi sposini ci siamo giurati eterno amore.

Padri e figli


Avevo telefonato a un figlio per avere notizie della famiglia e i suoi programmi per il weekend.

“Sabato a mezzogiorno abbiamo a pranzo degli amici e alla sera un’altra coppia – ha placidamente precisato il Grande Avvocato – domenica a pranzo e a cena altri ancora. Sai, con il virus che avanza è meglio incontrarsi subito, prima di un’eventuale chiusura.”

Ci sono rimasto male.

” E noi? – ho pensato perplesso.

La mia Istrice ha invece commentato tranquillamente che i figli, si sa, antepongono gli amici ai vecchi genitori, spesso petulanti e ripetitivi.

Ieri sera stavo continuando a leggere il mio amato Giuseppe Berto che ad un certo punto scriveva :” Se ne andrà un giorno il figlio per conto suo completamente staccato dal padre com’è giusto senza preoccuparsi di amarlo o non amarlo mentre il padre avrà sempre il bisogno di amarlo…”

Ero amareggiato da questa verità, avevo posato il libro per raccoglierne un altro sulla scrivania, il piacevole “Joseph Andrews ” di Herny Fielding e ho trovato per caso questo brano consolatorio :

” … La prudente… Slipslop…si ritirò…e con grande tranquillità fece visita alla bottiglia ( di vino delle Canarie ) , che è un rimedio sovrano per i temperamenti filosofici.”

In breve


Ho incontrato e giocato a scacchi con il nipotino Jac.. che non vedevo dallo scorso marzo.

Sono da qualche anno suo nonno f.f. e ultimamente ho avuto troppo paura.

Se avevo scelto di sostituire la figura dei suoi nonni deceduti, miei amici carissimi, avrei dovuto mostrare più coraggio.

Questo virus ci rende vigliacchi.

N.T. è andato in edicola a comperare come sempre il settimanale enigmistico.

Però ha prudentemente letto solo le barzellette.

Ma la televisione è in massima parte una gran noia, diciamolo.

Per quanto riguarda gli amati libri bastano pochi minuti per stancare la vista e fare lacrimare gli occhi.

Che guaio!

E’ venuta in visita un’amica di mia moglie che non incontravo da anni.

Ha esclamato :” Ma come ti trovi bene, sembri un sessantenne!”

Ci sono rimasto male, perché questi complimenti femminili?

Ho la mia età con i necessari guai e me li sento.

Ma perché ringiovanire di una decina d’anni?

Non capiscono che quando mi trovo con i miei nipotini allora sì che diventò ragazzo come loro.

In sciopero


Caso sciopero solo notizie in breve

Ho incontrato dopo mesi mio nipote Scoiattolino, è alto quasi come il nonno e si è fatto radere i baffi per la prima volta.

Ieri scendevo le scale per cambiare le solite due bottiglie quotidiane. Ho incontrato il vecchietto del piano sottostante, 85 anni senza saggezza. Mi ha sgridato perché non portavo la mascherina. ” Anche per scendere in cantina?” “Ancor di più, in cantina ci sono i microbi !”. Deve essere astemio, io in cantina tengo circa duecento bottiglie di vino, da sempre il rimedio di ogni male.

Cambiata la tuta estiva con una invernale. Scovata una in feltro spugnoso di mio padre, risale agli anni ’50, mi commuovo e la indosso subito religiosamente, il suo ricordo mi corazza contro le avversità.

Mia moglie poco fa mi ha chiamato ” Zuccone”. Ho protestato, ma lei mi ha accarezzato il capo, dicendo che non era un’offesa, soltanto un apprezzamento per la mia testa grossa. Mi sento Charlie Brown.

Il mio gatto Coccolone è saltato sulla scrivania e si è seduto pacificamente sopra il giornaletto delle parole crociate, giocando con la biro. Anche lui è diventato proibizionista.

Baruffe in famiglia


Non si può continuare così, in questa lenta discesa verso il baratro della demenza senile.

Ho preso una decisione drastica: butto via tutti i giornaletti di enigmistica che possiede nonno Talpone.

” Sarebbe un’azione cattiva e crudele – ha suggerito il Grande Capo Super Io, che talvolta interviene nel nostro rapporto – agisci con moderazione, ricordati che lui è anziano “.

Ci ho pensato e ho deciso di nascondere quelle carte drogate in un armadio da chiudere a chiave, lasciandole disponibili solo una mezz’ora al giorno.

Quando nonno Talpone ha saputo della mia decisione si è infuriato.

“( Traduco in italiano ) Come ti permetti di di negarmi queste piccole gioie e consolazioni della mia età?

Non ho molto da fare. non ho molti amici, perché sono quasi tutti morti o indementiti, sono depresso, voglio la mia libertà!”

” Zitto e mosca!- ho insistito- è per il tuo bene, non leggi, non scrivi più, fai qualche lavoretto, fatti nuovi amici, esci di casa, non fare il talpone ottuso e scontroso!”

” Pirla! Bauscia! Balabiott ! Tripe’ de maiolica! Mi fu quel che pias a mi !”

” Vecchiaccio bilioso !- sono esploso – tu non sei nessuno! Se non ci fossi io a scrivere tu non esisteresti nemmeno, altro che emissioni cerebrali!”

” Alura anca ti, lumaga! Va a ciapa’ i ratt!”

“Buoni ragazzi, calma !- è alla fine intervenuto il Grande Capo- come dice vostro figlio Martello di dio, pace e bene, con calma e rassegnazione.”

Allora io ho risposto infuriato che lui chi si credeva di essere, il Super Io che comanda tutti a bacchetta?

Nonno Talpone ha urlato che senza i suoi rebus lui scendeva in sciopero.

” Anch’io – ho detto con tono deciso – sciopero contro il padrone, questo Super Io dei miei stivali “.

” Propri insci ! Super Io del menga- ha rincarato il nonno – Baloss! Luganega!”

C’è baruffa in famiglia.

Per fortuna che per ora siamo solo in tre, ma non è detto.

Non vorrei che ci raggiungessero anche lo zio Fiele, la Rosalinda Verginelli, il Bambino Cattivo, il maresciallo Vittorio Caraffa, il Pierrot di Periferia, Pasquale Birretta de Montecastrilli, il poeta Haiku Pao Tsou Bassho, nonché la dottoressa Santina Vivaddio, medico podologo ma anche psicologa f.f. ( facente funzione).

Sono mesi che non incontro il mio vecchio amico psichiatra, il corona virus ci ha tenuti chiusi in casa, anche troppo.

La frittata


” Muchela de di de stupidad ! Sun minga devenu un ciula, te capit!”

Il bonzo nonno Talpone ha finalmente parlato.

Traduco per la moltitudine dei non milanesi doc.

“Smettila di dire sciocchezze, non sono diventato stupido, capito?”

Il fatto è che i giornaletti delle parole crociate, rebus, sudoku, parole intrecciate e crittografate lo hanno ridotto allo stato di drogato dipendente di questi giochi solitari.

Da quando si alza alla mattina sino a tarda notte, salvo sporadici incarichi perentori della moglie prussiana, lui si rifugia in poltrona, con il gambone sollevato, a cercare di decifrare i quesiti posti da questi opuscoli.

Ieri però nel cercare di riempire uno spazio di cinque lettere, autore del ” Male oscuro”, ha subito scritto trionfante ” Berto “.

” Giuseppe Berto, devo avere anche il libro, lassù in alto nella libreria della sala, reparto libri difficili, tre volte l’ho iniziato e lasciato perdere, insieme all’ Ulisse di Joyce e all’ Uomo senza qualità di Musil “

Però questa volta stancamente si è alzato ed è salito temerario sulla scaletta per trarlo giù.

Cominciando a rileggerlo ha scoperto un tesoro.

Il rapporto conflittuale dell’autore con il padre, il rimorso dopo la sua morte, la sensazione di odio/amore verso una persona defunta eppure ancora invadente nella propria psiche.

Nonno Talpone si è ritrovato immerso fino al collo nel personaggio.

Ma poi si è chiesto, come si è comportato lui stesso con i figli?

E’ stato e sarà un fantasma angoscioso anche lui?

Per ora si ricorda vagamente di aver giocato con loro e di aver sempre fatto il buffone per farli divertire quando erano piccoli, ma anche di essere stato severo su certi principi di comportamento.

Sarà stato giusto come padre?

Comunque a quasi 80 anni ora la frittata è stata fatta.

Le onde mentali


Tempo fa mi capitava di chiedere al mio vecchio amico N. T. come mai non dettava più i suoi racconti, nonché i pensieri, le fantasie e le sue acide recriminazioni.

Lui mi rispondeva che non aveva mai smesso di parlare, solo che trasmetteva via etere come una radio privata, attraverso le onde mentali.

Io ridevo della battuta, ritenuta come tale, pensando che volesse nascondere la sua innata pigrizia.

Ora da tempo non mi degna di una qualsiasi risposta.

I suoi ultimi malanni, abbastanza seri, lo hanno ammutolito e ridotto in poltrona, con la gamba tesa in alto, lo sguardo assente e vuoto.

Spesso giace in compagnia di vecchie settimane enigmistiche, munito di penne, matite, gomma e lente di ingrandimento.

La situazione sembrava degenerata, ma la recente visita lampo del figlio inglese, il Martello di dio, lo ha scosso alle fondamenta come un tornado estivo.

Si spera in un risveglio dal suo stato comatoso.

Altrimenti dovrò cercarmi un’altra occupazione.

Chi ha bisogno di un segretario part time?

La parure


Ricevo e trascrivo:

“So’ er cognato der Tarpone, che poi da noi sarebbe Von, Von Paulus pe’ capicci, invece ar Colle suo lo nominavano Bis, perché magnava tutto doppio e anche di più.

Dicevo però che la medicina vera per quel poretto l’ho datta io, proprio ieri sera, con sei bei boccioni di vino bono, portati da Montoro de un amico mio.

Mo’ se lamenta ancora, ma lascia che voti er primo boccione e l’arrivedi novo novo.

S’è diventato mezzo nero e mezzo bianco che ffa?

Anche lì boccioni dati tre erano de Merlot e tre de Grechetto, tanto pe ffa la parurre!”

Buon ferragosto


Da molto tempo lui è depresso, rattristato dagli accidenti fisici che lo hanno recentemente colpito, è perso in pensieri vaghi, caotici e negativi.

Ora il suo ventre e le cosce sono di un uniforme colore nerobluastro e lui commenta ironicamente ” Se vado in piscina mi prendono per meticcio e mi chiedono il permesso di soggiorno in Italia”.

Due settimane fa un grave attacco di tromboflebite lo ha costretto all’immobilità e a subire dosi massicce di eparina, un fluidificante del sangue che gli provocano dolorosi ematomi nerastri.

La sua campagna umbra gli richiede insistentemente lavori manuali urgenti ma lui è costretto tutto il giorno in una poltrona con le gambe all’insù.

Questo aumenta la sua rabbia accidiosa.

Diciamolo chiaramente: è diventato noioso.

Eppure lui sostiene che nel primissimo mattino, all’alba, si sente ancora giovane, atletico e piacevolmente socievole, con idee brillanti, ruminando tracce di storie curiose ed esilaranti

Però quando si alza faticosamente per la colazione tutto sembra svanire rapidamente, lo aspetta l’iniezione bruciante, poi le zanzare e i pappataci lo attendono per il loro pasto quotidiano nel calore ferragostano.