GELO D’INVERNO


Dopo la neve invece della fanghiglia, del milanese picio pacio, è venuto un gelo nordico, quasi siberiano, che sembra paralizzarci tutti.

Certo a Milano non è avvenuto come a Roma o in tante altre città, questa volta si è sparso il sale nelle strade addirittura prima che cadesse la neve.

E’ andata bene, ma c’è poco da gloriarsi, tutto sembra grigio e in sfacelo.

Nonno Talpone da pensionato non può nemmeno misurarsi con la realtà del lavoro precario, dei licenziamenti, i suoi ricordi personali sono lontani e sfocati, in ogni caso  meno drammatici di quelli presenti, dei senza casa, degli altri più sfortunati o drammaticamente colpiti dalla sorte.

Lui può solo pagare le maggiori tasse, ridurre i consumi personali, accontentarsi della pensione che da 11 anni viene limata,  pagare i conti del dentista e degli altri medici.

Non è felice, non è più sorpreso dalla vita, rimane quasi in letargo, assente e rabbioso, si sente, come tanti altri, solo e depresso.

Questo post non fa ridere né sorridere, non commuove, non dice quasi niente, salvo che si esiste ancora e quello che si vede intorno non piace affatto.

I bambini per ora sono troppo piccoli, per fortuna sono ancora felici ed ignari.

Sono i giovani che preoccupano, quelli che non hanno la grinta o la fortuna di un lavoro o di una sistemazione accettabile.

Ecco confronto a loro nonno Talpone in questi giorni si sente invecchiato e, se permettete, moralmente inutile.

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SOS TALPONE


Questa mattina nonno Talpone si è svegliato felice nella sua casetta milanese e mentre metteva in ordine i suoi nuovi 17 pacchetti di tè gli era capitato di canterellare felice “ Ma che bello essere a casa, trallallero, trallallà…”

A questo punto è entrata in cucina la sua Istrice, tutta imbronciata che ha osservato acidamente “ Io stavo tanto bene là in Inghilterra, mi sono stufata di vivere in questa casa “.

“ Ma come, se fin’ora ci stavi così bene ! Lo so, ti mancano le coccole quotidiane di tuo figlio Martello, si sa, è comodo avere la mamma che cucina ogni giorno dei pranzetti sfiziosi, pulisce i piatti e le pentole, sgrassa il forno …”

“ Non capisci niente, è il livello di civiltà diverso che si respira a Londra, tutto è più efficiente, pulito, decoroso “.

“ Vedrai quando incontreremo i nipotini, allora ci ripenserai “.

“ Tu intanto preparati, stamattina devi andare in ospedale per la riabilitazione, nel pomeriggio ti voglio in palestra con me, ormai non hai più scuse ”.

“ Veramente mi sento un giramento di testa notevole e fastidioso, mi sento anche un dolore all’anca, non scherzo, mi fa veramente male “.

“ Benissimo, non c’è come la ginnastica per far passare i dolori, poi domattina vieni in piscina con me “.

“ Ma ho il dito che è ancora storto, poi al pomeriggio abbiamo i piccoli …”.

“ Vai a fare la fisioterapia, poi, visto che sei fuori, vai a fare la spesa al supermercato, ti preparo la nota, compra esattamente quello che scrivo, non fare le solite improvvisazioni, passa in farmacia per le medicine, io intanto pulisco casa “.

“ Ma come appena tornati e già pulisci, non potremmo riposarci un pochetto e stare insieme ?”.

Lo sguardo del generale Istrice vale più di un discorso, Talpone si va a vestire obbediente e mugugnante, ma come, ora non è più malato e ha perso i suoi piccoli privilegi ?

Ma le sue vacanze quando inizieranno mai ?

Metterà queste note disperate in una bottiglia, informatica naturalmente, salvate nonno Talpone, SOS.

CASA DOLCE CASA


Sono finalmente tornati a casa i due migranti, il vecchio nonno Talpone e la sua affascinante Istrice Combattiva, dopo una vacanza (?) di una ventina di giorni divisi tra l’affettuoso e comandino figlio Martello deus e la sorella, l’imperatrice galattica di Cambridge, sempre pronta a battaglie e crociate.

Tutto bello, tutti gentili per carità, pranzi-cene-pranzi, all’inglese s’intende, almeno cinque chili acquisiti, vento- pioggia-vento, visite turistiche a ospedali, studi medici, farmacie e un senso di socialità costrittiva che alla lunga può provocare danni all’equilibrio.

A questo proposito, dopo la tonsillite e la cistite dell’Istrice, il nostro eroe ha voluto esibirsi in una varietà completa delle sue malattie usuali : tallonite, gastrite, aerofagia, dolori e blocco del polso e vertigine da labirintite.

Non credo voglia imitare gli anziani che parlano solo dei loro malanni, si tratta di una realtà con cui certe volte bisogna convivere ed è giocoforza e conveniente per noi il convincersi che questa è la migliore delle vite  e dei mondi possibili.

Quello che non si può modificare è meglio accettarlo come viene.

Per fortuna il premier venditore di saponette sembra non sentirsi più, quest’anno dovrebbe vedere la sua uscita definitiva, così almeno ha vaticinato il mago Talpone.

Piccolo saggio delle follie inglesi sperimentate:

–         Il bagno gelato nel mare in tempesta la mattina di Natale, Talpone ha filmato questa nuova follia di moda a cui ha partecipato il Tasso irlandese, seguito da un infreddolito Martello minor.

–         La notte di fine anno senza spari, razzi e feriti come in Italia, ma con la presenza di masse compatte che sulle spiagge di Brighton cercavano di far volare palloncini cinesi tipo mini mongolfiere sotto una pioggia battente e un vento furioso.   I tentativi di decollo erano disastrosi, ma le bevute  pantagrueliche.

–         La pretesa di fare giornalmente passeggiate sul lungomare cupo e burrascoso, con folate di vento tipo bora, asserendo che in ogni caso l’aria di mare è benefica e balsamica. Probabilmente anche nel nord della Scozia e in Groenlandia i locali si godono beatamente delle identiche passeggiate.

–         Gli Italiani e gli Spagnoli si riconoscevano nella folla per essere gli unici muniti di ombrello e vestiti con giubbotti imbottiti, colbacchi e guantoni.           I locali erano talvolta in T-shirt o camiciole, loro erano in vacanza al mare, il che era un fatto incontrovertibile.

–         Dopo questa lunga vacanza nonno Talpone se vede ancora patatine fritte e hamburger potrebbe svenire o azzannare il malcapitato consumatore di tale cibo spazzatura.

In compenso ora che è tornato a casa, prima di attraversare le strisce pedonali si dovrà ricordare che l’automobilista nostrano è un simpatico appassionato di giochi di abilità, ogni pedone steso è un punto guadagnato.

Buon anno cari lettori, suvvia non pensiamo solo alle tasse e alla benzina che costa come lo champagne, restiamo arrabbiati, ma cerchiamo ogni tanto di cercare di sorridere con il vostro affezionato nonno Talpone.

TALPONI A LONDRA


“Siamo atterrati finalmente, con qualche scossa è vero, ma via, senza neanche sfracellarci al suolo, non ci sono stati dirottamenti aerei, è caduta una valigia ma non è esplosa nessuna bomba, fuori il tempo appare normalmente nuvoloso, non fa neanche tanto freddo qua fuori”

Cosa volete, nonno Talpone si felicita con sé stesso per queste piccole cose, ad altri parrebbero forse normali e quotidiane, ma per lui, catastrofista congenito, queste rappresentano una novità piacevole, quelle piccole cose che rendono la vita una gradevole parentesi tra la nascita e la morte.

Squilla subito il cellulare, è il Martello deus, vuole sapere come stanno i due vecchietti e se tutto va bene.

Certo che va bene, non si capisce perché questi giovani sono così apprensivi e preoccupati per un nonnulla.

Talpone chiede sbrigativo se c’è un treno per questo sobborgo di Brighton dove si sono trasferiti gli sposini, lasciando quel bellissimo appartamento sul Tamigi che avevano arredato con cura alla periferia di Londra.

Il figlio dà indicazioni vaghe, dice di aspettare a comperare i biglietti, ma fornisce l’orario dei due prossimi treni, tra dieci e tra venticinque minuti.

Sui nastri arrivano inspiegabilmente tutte e due le loro valige, si avviano all’uscita e poco prima avviene un piccolo litigio con la moglie Istrice, che, non contenta di aver acquistato liquori e scatole di cioccolatini al Duty Free Shop di Linate per il nuoro, insomma per il Tasso irlandese, vorrebbe accaparrare altre bottiglie di liquori per eventuali regali.

Già loro trascinano due valigioni trolley contenenti 30 pacchetti di pan pepati da lei cucinati e confezionati, torrroni vari, bottiglie di grappa per l’irlandese, dolcetti casalinghi alle mandorle, tartufi in vasetto del nipote cacciatore, pezzi di parmigiano, lunghi salami di Felino, oltre ad una latta di cinque litri di olio extravergine “ nostrale “ dell’alta Valnerina.

Casualmente questa volta hanno dimenticato il solito filone di pane sciapo da due chili di Collepizzuto o di Stroncone.

Escono finalmente dai portoni automatici e mentre sono in fila alla biglietteria li sorprende il gioioso Martello deus, che li abbraccia, li coccola e si accolla tutti i bagagli mentre li guida all’uscita verso la stazione.

Che gentile sorpresa, povero piccolo!

Tra la folla vedono due tizi travestiti da renne artiche che cercano gli amici.

Talpone ironizza, ma il Martello tiene a precisare che mentre lui aspettava, poteva riconoscere gli italiani in arrivo, prima ancora che si mettessero a gridare come il solito, perché erano vestiti con gran giubbotti imbottiti, scarponi, guanti e occhiali da sole, come sciatori che fossero venuti a cercare i loro attrezzi sportivi prima della discesa.

Che esagerato di figlio !

Casualmente nonno Talpone guarda prima la moglie, poi si vede in una vetrina.

Caspita, è vero, occhiali da sole a parte, sono italiani anche loro.

Fuori scoprono che la temperatura è di sei, otto gradi più alta di Milano, ma andando al nord tutti si aspettano prudentemente sempre il peggio.

Nonno Talpone non osa confessare che nella valigia, prima della partenza, ha furtivamente nascosto oltre ad una scorta di quattro cellulari, cinque penne, due computer, anche un paio di mutandoni lunghi da sci, guantoni imbottiti, un berretto di emergenza di lana pesante di colore rosso con pon-pon ed un paio di ghette da apporre agli scarponi in caso di grandi nevicate.

BENVENUTO !


Ieri sera tardi, davanti al suo foglietto bianco, nonno Talpone improvvisamente mi ha chiesto “ Ma  io chi sono ?”
Certe volte lui mi sorprende, nonostante l’abitudine alle sue eccentricità, che ho acquisito in seguito ad una lunga convivenza.
Che domanda, sarà l’effetto degli smilzi volumetti di filosofia raccontata dai filosofi, quelli da un euro che l’edicolante gli consegna insieme al suo giornale quotidiano ?
Sarà forse la recente ricorrenza annuale del conto dei suoi anni, cifra notevole, ma non eccessiva ?
Certo non è più il ragazzo che si pone domande esistenziali sul significato della vita, quel periodo giovanile tormentato e magico in cui si scopre e si cerca di decifrare il mondo esterno.
Forse il fatto di non essere più impegnato in una occupazione con orari , tempi e compiti vincolanti, l’avere i figli ormai cresciuti e fuori di casa, un’insieme di fattori gli lasciano ora ampi spazi disponibili di tempo libero.
No, secondo me questa creatura di incerta natura, animale ed umana, questo essere che non sa scegliere a quale generazione appartenere, che si immedesima gioioso con i bambini, ma si unisce con aria sbarazzina e incosciente con i giovani e si intende con le persone più mature e talvolta interloquisce anche con gli anziani, questa maschera nata per caso e per gioco otto mesi fa dall’idea di un figlio martellante e fantasioso, nonno Talpone insomma, sta forse muovendosi ed emergendo dalle righe scritte.
Che stia cercando una vita propria, come quei mostri, quelle creature fantastiche che escono dalla digitalizzazione computerizzata del figlio lontano ?
Benvenuto allora, caro nonno Talpone, hai però scelto un periodo molto difficile, amaro e competitivo per nascere.
Volgarità, miseria, ingiustizia sociale, fantasmi di odio e di razzismo che pensavamo scomparsi, intolleranza acuta verso i diversi.
Cosa rispondergli ?
 “ Sei quello che sei, accontentati e sii felice se puoi, non farti troppe domande, guardati dentro se vuoi, compatisci e ama gli altri, accettati, è la cosa più difficile, sii sereno “
“ Ma io vorrei solo ascoltare te e gli altri, cercare di capire, provare a sorridere, mi accontento di vivere momentaneamente e di lasciare, se posso, una piccola luce di comprensione” mi ha risposto con aria mite.
“ Allora sii benvenuto tra noi nonno Talpone, sii lieve e lasciaci una speranza, per ora un buon Natale a te e a tutti i tuoi lettori, è il solstizio d’inverno, poi ritornerà la luce, domani è la partenza per le lontane spiagge di Brighton, non farti venire la solita  tremarella da viaggio “
“ Ma non si poteva andare in mari più caldi, come Goa, Hurgada o Pucket ?”
“ Ma vuoi sfidare le ire del tuo amato e terribile Martello di dio ? Poi dimentichi che la tredicesima è stata gentilmente versata come anticipo al dentista veneto, con ricevuta beninteso, non brontolare, vola e siate felici se potete”.

IN METRO’


A Milano nella metropolitana capita a volte di incontrare tipi curiosi che animano la noia del nostro viaggio.

Non parlo tanto delle solite zingare lamentose che chiedono soldi mostrando bicchierini sporchi di Coca Cola o dei musicisti improvvisati che per lo stesso motivo salgono tra una fermata e l’altra per una veloce strimpellata con violino o fisarmonica.

Intendo il signore che improvvisamente si mette a parlare e a discutere ad alta voce, pensi che sia impazzito, salvo accorgerti poi di un sottile filo bianco che scende dal suo orecchio, ove è nascosto un minuscolo auricolare, per perdersi nei risvolti del suo giaccone fino al cellulare.

Inoltre c’è l’agitato che cammina avanti e indietro con rapidi passi, agitando le braccia e guardando fissamente le sue scarpe mentre mormora frasi sibilline.

Talvolta si può ancora ammirare una coppia di ragazzi, incollati insieme con l’UHU, che si guardano negli occhi, si sussurrano le solite dolci parole, le eterne promesse, dimentichi del mondo loro intorno.

Nonno Talpone si compiace sopratutto quando salgono le mamme con i bimbetti gioiosi, quelli che prendono l’asta di sostegno per una giostra o si issano sul sedile in ginocchio, per ammirare estasiati il veloce scorrere del treno tra buie gallerie e formicolanti banchine illuminate.

Una volta ha ammirato e invidiato un vecchio barbone con la chitarra, seduto tranquillo tra la gente, che suonava il suo strumento con grande concentrazione, senza chiedere niente ad alcuno, felicemente perso nei suoi gradevoli accordi, ignaro delle fermate e del salire e scendere dei passeggeri.

Da quando si reca quasi giornalmente in ospedale per la sua riabilitazione nonno Talpone ormai conosce gli habitué della linea verde, sa a quali sono le fermate affollate, dove si vedono gli zingari o i musicisti.

In genere è una rotazione ben regolamentata, solo poche volte si sbagliano e salgono sulla stessa vettura da due porte differenti i concorrenti dell’elemosina, non appena se ne accorgono smettono subito la loro recita, si salutano e scendono alla prossima fermata.

Nonno Talpone quando non c’è spettacolo ripassa i suoi esercizi con la mano, le sue terapiste sono molto esigenti, ad ogni visita lo controllano e gli domandano quante volte si è esercitato.

Così il nostro comincia diligentemente a muovere le due mani: 10 volte le dita unite piegate a 90 gradi come un tettuccio, 10 piegate ad artiglio, 10 a formare anelli tra il pollice e le dita, forzatura delle giunture, tensione ad artiglio dell’ultima falange, piegamenti all’insù, forzatura delle dita a preghiera.

Il tempo passa velocemente anche se i movimenti gli strappano smorfie di dolore, ma quando ha terminato un sorriso di beatitudine gli affiora sul volto e con uno sguardo mite e compiaciuto si guarda finalmente intorno.

Non so se ingenuamente si aspetta applausi o complimenti per la sua diligenza, stranamente gli altri gli rispondono con un’aria sospettosa di disapprovazione o evitano il suo sguardo, non si capisce per quale motivo.

Se è in piedi, c’è qualche giovane studente che si alza per cedergli il posto e gli chiede premurosamente se tutto va bene.

Certamente, tutto va per il meglio, il blocco delle dita ad artiglio forse si stempererà, forse tornerà normale, quasi umano.

Bisogna esercitarsi, ahimè, gli esami non finiscono mai.

Una buona notizia finale : nonno Talpone oggi compie gli anni ed ha scoperto stupito che ora ne ha solo sessantotto, lui credeva di avere da tempo superato i settanta, che bello, ora si sente più giovane.

UN’INSENSATA ALLEGRIA


“ Ma che bella giornata !”

Questo si dice compiaciuto nonno Talpone mentre ritorna verso casa, la sua piccola vecchia tana, abbarbicata sopra i fumi e i rumori di piazzale Loreto, allietato dalla prospettiva di un buon tè verde e miele.

Ad essere sinceri lì fuori cade una pioggerella acida che cerca di combattere smog e polveri sottili della strade e lui sta tornando dopo un “intrattenimento veloce “ del suo loquace dentista veneto.

Stamattina il commercialista gli ha consegnato i moduli dell’ ICI da pagare, sono un acconto delle future tasse che, essendo lui magari onorato ma non onorevole, dovrà pagare con la sua tredicesima, lasciandogli magari i soli spiccioli.

Per posta gli è pervenuta la radiografia e il costoso preventivo per i lavori urgenti alla splendida dentatura della sua amata istriciotta.

Un rapido pranzo è stato in ospedale per farsi strizzare ossa e legamenti della mano sinistrata, anche se all’arrivo lui è stato accolto dalle giovani terapiste che si sussurravano “ Sai chi è il signore ?”  ( cioè Talpone)

“ E’ il marito della mitica professoressa !”

E mentre lui arrossiva e voleva scappar via, loro si mettevano con gran impegno a torturarlo, con implacabile forza e certo per il suo bene, forse ripensando alla severa competenza della loro insegnante.

Prima di sera non si sa cos’altro potrà accadere.

Ma intanto nonno Talpone si sente stupidamente felice, non sa di cosa, però si trova in uno stato speciale di grazia, senza aver bevuto bevande alcoliche o aver fumato sigarette “ aromatizzate”.

Nella vettura della metropolitana si era trovato a sorridere ingenuamente a tutti, ricevendo sguardi corrucciati e infastiditi, ha anche subito stoicamente la vicinanza di un professore di economia, taglia extra large, che spiegava il Sole 24 ore ficcandogli i gomiti grassocci nelle sue costole, forse per sottolineare la gravità della situazione economica mondiale.

Cosa sta  accadendo a nonno Talpone ?

Qualche fatina deve avergli spruzzato una polvere magica sul testone pelato, chi mai lo può sapere ?

Ormai nonno Talpone sopporta tutto, anche l’improvvisa, insensata, sciocca allegria di questa piovigginosa giornata invernale milanese.