N. T. RISPONDE


“ OK “
OK, come risponde sempre telegraficamente mio figlio maggiore, il Promettente Avvocato, quando gli chiedo qualcosa o cerco di comunicare con lui, via SMS o WhatsApp, dato che parlare per telefono con una persona impegnata sul lavoro è una folle speranza.
OK, ritiro il licenziamento, ma quel benedetto pensionato deve trascrivere ogni tanto i miei sentimenti, quelli che gli sussurro ogni giorno, altrimenti perché pagare il canone di un blog e deludere i diritti di quei pochi lettori che mi seguono ?
Devo ammettere a sua discolpa che da mesi deve assistere ogni giorno, da badante affettuoso, sua moglie, l’amata Istrice Amorosa, che, essendo stata operata alla spalla destra, vive giornate di sofferente inabilità.
Forse questo, unito alle delusioni delle sue possibilità di maratoneta, può spiegare le sue mancanze, ma è affidabile una persona che in breve tempo ha perso tre indirizzi email, si è confuso in quattro figure di face book e perde giornalmente libri, oggetti, soldi e ricevute ?
Diciamo che lui è professionalmente inaffidabile.
Certo la vecchiaia ha i suoi difetti e questo è il blog di un nonno, quindi amatoriale e come lui leggermente svampito e stravagante.
Ma devo anche lamentare il fatto che non trovo quasi mai risposte o notizie dagli altri talponi del mondo, non ne capisco il motivo, forse per timidezza, rassegnazione o paura di mostrarsi nelle proprie debolezze ?
“ Uscite dalle vostre tane, raccontate qualcosa, altrimenti con chi comunichiamo ?”
Per quanto mi riguarda tra poco uscirò fuori casa, un saluto al giornalaio, due battute con il superstite bancarellaio di libri in piazza, infine i brevi commenti con il cassiere del supermercato dove mi reco giornalmente nelle ore di minor affluenza.
Ormai bisogna comperare qualcosa e pagare per poter parlare .
Ah bei tempi antichi, quando fuori della porta di casa c’erano le anziane vicine di scala che uscivano a parlare quando ti sentivano passare, la portinaia con le notizie e i pettegolezzi del giorno, il droghiere, il panettiere, il lattaio, le bancarelle della frutta e quello che riparava le penne stilografiche, tutti quei pittoreschi negozietti e simpatiche persone che animavano le vie della città.
Già, ora stiamo chinati sul nostro computer, scrutando lo smarphone, agitando spasmodicamente i pollici sullo schermo, perché parlare quando si può chattare?
Per noi rimangono le pensiline dove si aspetta pazientemente il possibile passaggio di un autobus o le anticamere degli ambulatori e degli ospedali dove finalmente si parla, si commenta o meglio ci si sfoga, aspettando il proprio turno e si allevia l’attesa.

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OZIO FINITO ?


Ero così comodo, rilassato, imbozzolato nella mia pigrizia appiccicosa, quasi fossi una salsiccia annegata nel lardo fuso di un barattolo di vetro, grassa, morbida, che trattiene in sé i suoi aromi profumati.
Certo vi era ogni tanto una venatura di noia, un’increspatura di melanconica depressione; anche un certo personaggio più volte al giorno bussava al mio vetro, ovviamente il solito querulo Nonno Talpone , con le sue storie fantasiose, che dovrei trascrivere e perdere in tal modo almeno un paio d’ore del mio tempo prezioso.
Siamo sinceri : il pensionato serio non dovrebbe cedere alle lusinghe di cercare un nuovo lavoro, poiché sarebbe un controsenso, una bestemmia, visto che è pagato per lasciare definitivamente un impiego e quindi dovrebbe solamente inventarsi una nuova esistenza di fantasia e riposo.
Il pensionato serio dicevo deve limitarsi nelle sue esigenze e se proprio vuole può trovare infiniti compiti irrilevanti, alcuni piacevolissimi come frequentare e giocare con i nipotini, visitare i mercati ambulanti settimanali, curiosare tra le vie della città, riposare le proprie membra, appisolarsi con i giornali e i libri sulle ginocchia.
Inoltre dovrebbe curare le sue ore di sonno e i suoi momenti di sogni ad occhi aperti, diciamo le sue reverie poetiche.
Insomma bisogna riconoscere che personalmente sono costretto a bilanciare una moglie pensionata, ma indaffaratissima in un’incredibile vortice di attività, un figlio promettente avvocato che lavora dalle otto del mattino alle undici di sera, saltando anche il pasto, un altro figlio emigrato al nord che era sempre impegnato a creare effetti speciali dalla mattina alla sera, spesso sabato e domenica compresi.
Se ipotizziamo statisticamente che uno dovrebbe lavorare 40 ore settimanali, casalinghe lavoratrici ovviamente escluse, capirete bene i miei strenui sforzi per riuscire a garantire un risultato finale approssimativamente bilanciato.
Ora invece, forse a seguito di un infortunio al piede destro e ad una lunga convalescenza, il mio piccolo, parlo del Martello di dio inglese, sembra che abbia deciso di prendersi un anno di ritiro sabbatico, rilassandosi e godendosi la vita.
Questa eventualità mi costringerebbe statisticamente a fare qualcosa, tipo verniciare quel telaio della finestra da anni scorticato e consunto, riprendere a fare ginnastica alla palestra della tarda età, cambiare la terra ai vasi sul balcone, passare l’aspirapolvere in casa.
Per iniziare sul morbido prendo carta e penna e cerco di trascrivere questi momenti di allarmanti riflessioni sul mio blog.
Nonno Talpone già freme e mi sta tormentando per dire la sua.
Ozio finito?

E’ RIPARTITO


Era arrivato solo due giorni fa con un valigione da emigrante, pesante e rigonfio, contenente sei grossi flaconi di ammorbidente biologico da lavatrice, come solo all’estero sanno produrre secondo sua madre, con otto vassoi di cibo indiano di varia composizione e pacchi di papadam, per l’esigente fratello promettente avvocato, non dimenticando vari contenitori di humus, da gustare con i tarallucci pugliesi, secondo le pressanti richieste di nonno Talpone.

Ha così impersonato l’originale figura di unico italiano che ritornare in patria con cibo inglese, invece dell’opposta situazione.

Appena giunto a casa ha divorato con estenuante calma tutta la varietà di prelibatezze che mamma  aveva preparato solo per lui, ha giocato appassionatamente e dormito con gli adorati nipotini, per lenire un poco il desiderio antico di avere dei figli suoi per completare la sua nuova famiglia, ha trovato dei ritagli di tempo per vedere qualche amico, ha avuto qualche tempestosa discussione con i genitori, tanto per ravvivare la sua presenza, in vene talvolta grottesche tipo “ Volevo studiare da ragioniere e me lo avete impedito !”.

Nella turbolenza di richieste, chiacchere, impegni pressanti, attività e polemiche ha ripetutamente richiesto “ Perché non venite a trovarmi più spesso a Brighton nel week end?  In fondo non avete niente da fare “, con susseguenti imbarazzati silenzi.

Stamattina all’alba il Martello di dio è ripartito per il lontano esilio con il suo valigione, giustamente riempito di cibo e taniche di vino,  e baciando nonno Talpone il povero piccolo ha detto accorato : “ Mi raccomando papà, non mi massacrare troppo sul tuo blog “.

ICI PER TUTTI


Sarà forse un “ bastian cuntrari “ ( uno sempre fuori dal coro ) il nostro nonno Talpone, ma fin dall’inizio ha sempre apprezzato il Professor Monti, l’economista e docente universitario di fama internazionale che, con umiltà e determinazione, con capacità e humor, ha accettato l’incarico temporaneo di dirigere e mettere in rotta lo sconquassato barcone italiano.

Da pensionato del ceto medio piccolo nonno Talpone ha subito e subirà salassi non indifferenti, ma notevole è la sua soddisfazione di essere finalmente ritornato, come cittadino italiano, ad una dignità di livello europeo e non da terzo mondo bunga-bunga.

Bisogna anche ringraziare l’altro signore della nostra politica, il “ Nonno Giorgio “ Napolitano, quello che pur nei limiti del suo mandato presidenziale ha fatto il possibile per evitarci una catastrofe.

Detto questo nonno Talpone, che non vuole dare lezioni di politica a nessuno, deve segnalare ai suoi lettori che stamane, letti i giornali, se l’è presa con il suo stimato Professore.

Ma come, proprio adesso che il nostro eroe, da baldo vecchietto, con una delle sue geniali ed effimere trovate, stava preparando una dettagliata proposta da sottoporre alla prossima assemblea condominiale per destinare il vuoto locale della portineria ad uso cappella di culto, quale ancora non si sa, ma da deliberare con apposito democratico voto, esentando ipso facto dal pagamento dell’ICI tutti gli abitanti del palazzo.

Stamattina invece il Professore dichiara che il Governo farà pagare questa tassa a tutti gli edifici non esclusivamente destinati al culto.

Sarà anche vero che in questo modo la Comunità Europea non ci infliggerà l’ennesima multa milionaria, che la povera Chiesa dovrà sborsare qualcosa per i suoi alberghi, ristoranti, palazzi ad uso uffici, non è per non pagare le tasse, ma ora nonno Talpone non potrà più essere osannato dai condomini come padre salvatore del vecchio caseggiato in cui abita da 70 anni, perderà anche una eventuale, possibile futura targa  ricordo ad memoriam.

E no caro Professore, questo scherzo  non glielo dovevi proprio fare.

SAGGEZZA POPOLARE


Buon ferragosto a tutti quelli che non sono della casta dei magnaccioni, quindi buone feste  ai pensionati sempre più poveri, ai giovani senza lavoro, ai precari, a quelli che hanno il lavoro ma non sanno come faranno ad andare avanti, agli statali ora senza liquidazione.
Tutti in vacanza in qualche modo, così così, salvo quelli che con i soldi sporchi se la spassano da signori.
La batosta economica che la maggioranza degli italiani deve subire è pesante, una specie di tassa sul macinato di ottocentesca memoria.
Tutti vivono nella sfiducia, nella rabbia, nel timore e con poche speranze nel futuro.
Anche nel nostro paesello, l’arrivo mattutino di una ventina di giornali nel piccolo emporio di Nando suscita commenti acidi e recriminazioni.
Nonno Talpone acquista un paio di quotidiani e le prime pagine gli mettono l’amaro in bocca.
Si consola con una grossa pasta al cioccolato e si unisce al brontolio dei presenti.
Ecco che entra nel negozio il Pirlone, un vecchio conoscente.
E’ sempre male in arnese, ormai in pensione, vivacchia facendo lavoretti negli uliveti.
Da giovane è dovuto emigrare al nord, a Milano, per trovare un’occupazione.
Dopo qualche anno il suo ritorno, con una spintarella ha fatto un ventennio da operaio nell’acciaieria, ma il suo continuo intercalare con quella paroletta lombarda gli è valso il soprannome di Pirlone.
Vedendo che acquista l’unica copia de “ Il Giornale “ nonno Talpone gli chiede :
“ Ma come, con tutto quello che ci stanno rapinando, proprio quello devi comprare ?”
Con un ghigno a mezza bocca del suo faccione irsuto il Pirlone borbotta :
“Eh sono un compagno speciale !”
Quanta saggezza popolare nell’affibbiare gli appellativi appropriati !