ESTASI E DIGIUNO


Avevo letto su Twitter un’affermazione del professor Veronesi ( 87 anni ) “ Un giorno di digiuno leva il medico di torno”.

Ohibò, sapevo della mela quale cura preventiva di ogni male, con l’immaginario collettivo di una giovane ragazza che addenta con gusto una succosa mela verde, magari con una gocciolina di sugo che scivola da una abbagliante dentatura.

Peccato che con i veleni irrorati copiosamente sulle bucce ormai il magico frutto assomiglia più a quello consegnato a Biancaneve dalla perfida strega.

Avevo cliccato sul codice a fianco della notizia e letto l’articolo della Stampa, che in realtà era la presentazione dell’ennesimo libro del professore.

“ Una scelta etica che aiuta a formare il carattere e protegge la salute”.

Fin qui non vi trovavo niente di invitante, alla mia età , da settantenne, il caratteraccio è già fin troppo radicato e in quanto alla salute sono fatalista e epicureo.

Però alcune frasi mi avevano colpito “ Niente cibo, massimo un caffè, yogurt, spremute di arance … vi siete mai chiesti perché l’ascesi sia legata al digiuno ?  …

il contatto con Dio …”

Questo avveniva giovedì sera dopo un’ottima cena e questa possibilità mi aveva intrigato.

Durante la notte mi ero svegliato con un tremendo languore allo stomaco.

L’impiccione ( lo stomaco intendo ) doveva aver in qualche modo ascoltato quanto stava ruminando il mio cervello, circa le mirabolanti prospettive di provare quanto affermato da un così insigne professore.

Venerdì mattina a colazione ho fatto allibire mia moglie “ Sai, oggi ho deciso di digiunare. Inoltre è venerdì.   Infine è la giornata della donna, auguri!”

“ Grazie caro, ma non capisco, non sei cattolico e non hai mai fatto il digiuno al venerdì; poi cosa c’entrano le donne ?”

“ L’ho letto su Twitter, lo afferma il professor Veronesi – le ho esposto freneticamente – è intelligente, più anziano, dice che fa bene, il fatto che sia venerdì capita a fagiolo e poi in questo giorno mi sento di dover espiare i miei sensi di colpa di maschio “.

Avevo ritenuto marginale dover aggiungere la mia aspirazione ad una trascendente visione mistica.

“ Amore ieri sera avevi mangiato troppo, ti avevo avvisato, dopo la spaghettata, la frittata ai carciofi, le verdure, avevi insistito per assaggiare tutte le qualità di formaggio che avevi acquistato alla tua bancarella di gastronomia al mercato. Non è che non hai digerito e hai avuto i soliti incubi?”

Nonno Talpone aveva rassicurato la sua dolce metà, quella migliore, che stava benissimo, poi si era limitato ad un tè , una mela e un mandarino. Lei aveva gustato il suo caffelatte, la fetta di pane e marmellata di prugne casarecce, finendo con il nuovo pacco di taralli al finocchietto.

Quello che lui aveva incautamente acquistato al banco gastronomia il giorno precedente.

A gola asciutta, la vista di quei taralli a treccine, sbriciolanti in bocca con quel tremulo sgranocchia mento è stato un colpo basso.

“Resistenza, ora e sempre”.

Quel vecchio ritornello sessantottino gli era risalito incongruamente al cervello, come un grido di battaglia nella difesa estrema.

Aveva deciso di tenere un piccolo diario di lotta e forse anche di visioni.

Ore 10  Tutto bene, la moglie è uscita, ho sparecchiato il tavolo.

Ore 11  Mi sento in forma.

Ore 12  Sono tornato da una camminata sotto la pioggia, resisto.

Ore 13  Apparecchiata la tavola, poco dopo ritornata l’Istrice dall’università con le cartelle gonfie degli appunti della sua lezione.

Ore 14  Ho toccato solo una mela, un’arancia, due carciofi in padella che mi guardavano smarriti, in fondo sono quasi un succo vegetale, no?                         Bevuto solo acqua, che saporaccio inodore.

Ore 16  Un tè leggero giapponese. Resisto ma non ho ancora visioni.  In compenso sono dovuto correre tre volte in bagno, deve essere stata l’acqua o i carciofi.

Ore 18  Ormai i miei diverticoli infiammati mi portano ad una prolungata frequenza in bagno, mi fa compagnia il mio bianco Android, vi leggo le notizie del mondo, con lui sento la musica, leggo qualche pagina dei libri che vi ho registrato. Ho ampia scelta dalla Bibbia a Giorgio Baffo, da Lakhous a Kapuscinski. Peccato che il mio smartphone, multifunzione come un coltellino svizzero non sappia preparare un piccolo tè.     Sarebbe un incentivo commerciale incredibile.    Che idea geniale, non sarà un anticipo di quelle ascesi promesse dal professore ?

Ore 20 Ritorna la mia fanciulla, sembra felice, è stata a casa di una sua amica a bere tè, aperitivi e sembra abbia gustato un vassoio di pasticcini alla panna.   Meglio così, a cena mangiamo due mele. Però lei si apre una bottiglia di Barbera piacentino che spumeggia.    Io solo acqua.     Provo una patata bollita con sale.

Ore 22  Assistiamo ad un film su Sky che tratta la burrascosa relazione del pittore  Diego Rivera con la sua terza moglie, la burrascosa artista Frida Kahlo.   Lei mi tiene la mano e io gliela bacio due volte delicatamente. La vedo bellissima e dolce. Amore senile o estasi da digiuno ?

Al risveglio l’indomani rileggo l’articolo e mi colpisce un’affermazione “ Quali idee fulminee, intriganti, appassionate, geniali possono mai arrivare dopo un’abbondante mangiata ?”

Eh no, caro luminare, la stimo e la rispetto ma devo precisare che le mie idee migliori sono giunte in quelle occasioni, accompagnate da ottimo vino. Sarò magari un’eccezione alla sua regola, niente fulmini, niente estasi.   Devo però anche ammettere che un effetto collaterale impensato l’ho avuto: i miei pantaloni, che per la lunga permanenza nell’armadio si erano ristretti, infeltriti direi, stamattina li ho potuti indossare con maggiore facilità.

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