INVOLONTARI EQUIVOCI


Deve essere un mio connaturato destino quello di incorrere in continui fraintendimenti e spiacevoli equivoci del tutto involontari.
Ho appena finito di leggere il commovente racconto lungo di Ghassan Kanafani “ Uomini sotto il sole “, scritto nel lontano 1963.
La drammaticità dei fatti descritti è purtroppo quanto mai attuale, se allora erano il Kuwait e l’Iraq le mete agognate dei disperati emigranti, ora è spesso l’Italia il tragico eventuale approdo per l’accesso ad un’Europa sempre più ostile.
Le notizie radio di ieri mattina riferivano della recente ripetuta tragedia dei migranti morti nella stiva del solito rottame di nave affondato nel Mediterraneo.
Purtroppo mi sono accorto ora che sull’intestazione del mio blog è rimasta una definizione di “ migrante ”, che si riferiva al continuo trasferimento dei miei post al terzo sito web.
Mi devo scusare per aver utilizzato una così pregnante definizione per le mie sciocchezzuole di vecchio Talpone, involontario sopravvissuto in questi tempi così tragici.
Va bene, ho sputato il rospo, per usare una frase fatta, ma il dolore e la commozione che provo sono troppo forti.

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BUON FERRAGOSTO


A tutti buon Ferragosto, festa tutta italiana, quindi auguri a quelli che sono distesi al mare, a quelli che sono a passeggiare in collina e in montagna, a quelli accaldati che vagano nelle città d’arte, senza dimenticare quelli che soffrono e non hanno niente.
Invece in Umbria come al solito si pianificano minuziosamente strategie di pranzi, cene, colazioni e merende, insomma le classiche magnate fuori porta, laute e saporite, abbondanti e ipercaloriche, da leccarsi le dita grondanti di olio e grasso.
Questa è solo la vigilia, ma è già un intrecciarsi di telefonate, appuntamenti, minuiose valutazioni di menu e di prezzi.
Ma oggi è anche l’anniversario del mio piccolo primogenito, sì proprio lui, il Promettente Avvocato, ormai dirigente stimato e temuto, ma per me, vecchio nonno Talpone, solamente il mio bimbo, anche se festeggia i 42 anni ben portati e quindi lasciatemi commuovere al ricordo dei suoi primi anni, a quei magici momenti passati insieme.
Che volete, è un cuor di papà che emerge spontaneamente da questo vecchio brontolone lamentoso, che si deve accontentare ogni tanto di stringere forte i suoi nipotini per avere un ricordo tangibile di quegli anni lontani.
Diciamo poi che anche i suoi due piccoli gnometti, ormai di 7 e 9 anni, stanno crescendo con vigorosa vivacità, il loro nonno fatica a sollevarli da terra, a gareggiare nelle corse con loro e tra non molto entreranno nella tumultuosa età dell’adolescenza.
Ma prima di entrare nelle pagane orge culinarie di Ferragosto permettetemi ancora di cullarmi nei teneri ricordi di quando mi scoprii improvvisamente papà, che magnifico titolo accademico !

CAPITANI CORAGGIOSI


“Una tempesta in un bicchiere d’acqua “ questo è il termine usuale per definire avvenimenti o pensieri che appaiono drammatici al momento, ma che poi si sgonfiano come palloncini e si riducono a quei fatti o idee di scarsa rilevanza che punteggiano la vita quotidiana di ogni donna o uomo.
Se ci sono alcuni navigatori o capitani coraggiosi che affrontano con animo fermo eventi drammatici, non dobbiamo dimenticare l’infinito numero di persone che si confondono per l’agitazione del proprio bicchiere d’acqua e nonno Talpone appartiene senza dubbio a questa categoria.
Ieri insieme al sole è ritornata la sua Istriciotta, reduce dal ruolo di infermiera presso il povero Martello Inglese.
In un attimo ha risolto ogni suo problema:
“ Un ginocchio dolorante?
Prendi una capsula di Airtal ogni 12 ore, riposati e ogni dolore passerà.”
“ Durante questa pausa hai ripreso qualche chilo?
A me piaci lo stesso, sei alto e non si nota.”
“ Il tablet non funziona?
Usa il mio e quando torni a Milano lo farai riparare.”
Risolte con serena praticità le angosce del marito, la fatina bianca ha aperto la valigia e gli ha offerto una serie di regali: un pacco di sei morbide Moleskine per poter scrivere, tre confezioni di cibo indiano e un paio di barattoli Strong English Breakfast e Earl Grey.
A questo punto nonno Talpone si è messo a fare le fusa, unendosi al ronfare sordo di Coccolone e di Adelina, i due gatti di casa, mentre i sette selvatici fuori dalla porta miagolavano in coro.
Mamma è tornata!

L’AMICO E’ RITORNATO


Me lo sono visto tornare mogio mogio, con l’aria da cagnetto implorante, quasi dovesse chiedere scusa per essere sparito per più di due mesi.
L’ho esaminato allo specchio, sembrava dimagrito, il volto più scavato, gli occhi velati da talpone spennacchiato, certamente dovuta anche alla cataratta all’occhio sinistro che si ostina a non farsi operare.
“ E allora ? Cosa ti è successo ? Un’infatuazione fatale per una donna ? Sei stato coinvolto in mirabolanti speculazioni finanziarie ? Una nuova passione dilettantistica che ti ha trascinato in modo travolgente ? Sarai forse ammalato ?”
Lui ha alzato il sopracciglio destro, ha piegato i baffi all’ingiù e la sua bocca ha subito assunto la forma di archetto rovesciato, tipo faccina triste.
Ha emesso un profondo sospiro, una pausa e poi ha mormorato “ Beh sì e no, vi è stata una passioncella in effetti, avevo iniziato gli allenamenti per correre la maratona di Valencia il prossimo 15 novembre …”
“ La maratona ? Ma sei impazzito ? Se ricordo bene un paio di anni fa correndo una cinquantina di metri verso una fermata di un autobus sei caduto, anzi ti sei spiaccicato a terra rompendoti la mano sinistra.”
“ Sì è vero, ora ricordo, ma cose di altri tempi, ero giovane allora.
In effetti questa è solo una minimaratona competitiva di soli 10000 metri, ma ho scovato su internet dei programmi fantastici di allenamento per ogni età.
Ho anche comprato tre magliette azzurre da nazionale, due pantaloncini neri e grigi e delle splendide scarpette da corsa misura 47.
Ho persino installato un’applicazione ipertecnologica sul mio smartphone.”
“ Ah allora sei a cavallo! – ho esclamato in tono amabilmente sarcastico – Diciamo che il traguardo è a portata di mano, anzi di piede.”
“ Ahimè no. Sono quattro giorni che non mi posso allenare. Il ginocchio destro mi fa male, sarà la rotula spostata o una tendinite ? – si è lamentato nonno Talpone con aria tragica – Due mesi di allenamento buttati al vento, sacrifici incredibili: niente liquori, poco vino, cibo parsimonioso, un calo di sette chili.
La mia Istrice è lontana, si è rotto il mio tablet, sono assediato da nove gatti famelici e ora piove. Cosa posso fare ?”