ANCORA BASTIANO E CETTINA


Le giornate di fine agosto si stanno accorciando, l’afa in centro Italia diminuisce leggermente, si godono gli ultimi giorni di riposo prima del ritorno in città per gli impegni consueti.

Ieri sera, seduti ad una grande tavolata in pineta con dei cugini umbri, mentre stavamo gustando svariati tipi di pizze casalinghe, abbiamo potuto ammirare la caduta di un asteroide luminosissimo che nello sfondo blu scuro della notte ha tracciato il suo lento arco di discesa verso una meta poco lontana.

Una anziana signora vicina a me azzardò la possibile discesa di un UFO, un’altra affermò che per fortuna l’enorme quantità di pizze preparate li avrebbero ben accolti e sfamati.

Non era certamente una stella cadente, né fortunatamente un aereo che precipitava al suolo, personalmente ho sperato ad un ritorno a terra di nonno Talpone, che mi sfugge da un mese.

Naturalmente ho tenuto per me la mia ipotesi, perché gli altri non sapevano chi fosse questo personaggio e volevo evitare spiegazioni che mi mettessero in imbarazzo.

Forse mi mancano dei bambini per potermi esprimere, o meglio per poter far ritornare il nonno scomparso.

Comunque oggi mettendo a posto delle vecchie carte ho trovato alcuni suoi appunti per storie che lui voleva scrivere in quel tempo felice, quando si svegliava alla mattina presto con una quantità inverosimile di idee e progetti brillanti, anche se forse sconclusionati.

Premetto che avrò qualche difficoltà a riprodurre il suo stile, vogliate scusarmi in proposito.

“La rossa bambina Aurora, per l’Anagrafe Aurora del Sol dell’Avvenire, continuò i suoi racconti con i nuovi amici Hanid e Pamock, mentre erano accosciati insieme presso il cancello del vetusto Asilo per piccoli rifugiati, lassù nella grande città del nord.”

“ Nel loro paese i giovani sposi Bastiano e Cettina continuavano la loro tranquilla esistenza, il primo lavorando al tornio vasi e oggetti di terracotta, la seconda con i mille impegni di casa, tra cui, non ultimo, l’affettuoso controllo del turbolento marito.

San Tortoro vegliava sempre sulla pace famigliare, persino le vecchie ubriacature con gli amici sembravano dimenticate.

Ma un sabato sera Bastiano appariva così stanco e immusonito che la buona Cettina, avendo lei stessa alle spalle una faticosa giornata di bucato  e volendo stare tranquilla, fu comprensiva e gli permise, tra mille raccomandazioni, di uscire e raggiungere l’osteria vicina per salutare gli altri maschietti e divertirsi insieme.

Se all’inizio Bastiano fu prudente, bevve qualche mezzo bicchiere qua, due chiacchere la e una partita a carte al tavolo vicino, poi passò alle caraffe di vino – bella forma vero ? l’ho fatta io mesi fa, con le mie mani !- con un crescendo allegro e vociante.

A tarda notte l’osteria chiuse i battenti, la compagnia si sciolse  a poco a poco tra abbracci e risate, Bastiano si mosse anche lui e, dondolando abbondantemente e incespicando spesso tra i sassi, riuscì in qualche modo a ritrovare il cancello della sua casetta.

Era una notte ventosa e una volta entrato nel piccolo cortile si trovò improvvisamente  di fronte ad una serie di fantasmi biancastri che ondeggiavano minacciosamente davanti a lui nel buio.

Ancora gli spiriti bastonatori ?

“ Eh no ! – farfugliò adirato Bastiano – adesso basta, vi arrangio io !”

Entrò di furia in casa, afferrò il suo schioppo da caccia e sparò due colpi di doppietta contro quei malvagi invasori, poi , stanco e soddisfatto, si buttò sul letto a russare rumorosamente.

Cettina, svegliata di soprassalto, si mise una vestaglia  e corse fuori, quasi scontrandosi con il marito e vide il suo bucato, compresi i grandi camicioni bianchi di lavoro del marito, sbrindellati e a pezzi dai pallettoni sparati.

Sospirò rassegnata, prese subito il fucile e lo buttò in un vecchio pozzo, per evitare futuri malanni.

L’indomani Bastiano quando si svegliò intorpidito e con un gran mal di testa, fu portato fuori in cortile da Cettina, con gran risate di scherno, per poter ammirare i risultati della sua bravata notturna.

“ Oh i miei camicioni nuovi – esclamò lui sorpreso e impaurito – per fortuna non li portavo addosso quando gli hanno sparato! “

 

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NON SI TROVA PIU’


Scusate se vi disturbo in questa fine estate torrida, ho perso nonno Talpone, non riesco più a trovarlo, mi si nega ostinatamente, certe volte appare per un attimo, ma non riesco più a comunicare con lui.

E’ un fatto inusuale e imbarazzante.

Molto tempo fa mi sembra di aver consigliato ad una lettrice “ Fai parlare il Talpone che è in te “ .

Mi sembra, se non ricordo male, che la stessa o un’altra lettrice rispose                       “ Personalmente faccio il possibile per tenerlo a bada e ben nascosto “

Questione di opinioni.

Io ci soffro, ma ancora non trovo rimedi utili a questa mancanza.

Siamo tornati a Milano la settimana scorsa, era caldissima e maleodorante, almeno rispetto al fresco venticello del mare di Brighton, ospiti au pair del figlio Martello di dio e del serafico Irlandese.

Il giorno dopo siamo ripartiti per la casetta umbra, quasi subito abbiamo avuto come ospiti due coppie di amici, ieri sono ripartiti per la città.

Ora io e la fascinosa Istrice siamo soli, leggermente stanchi e affannati.

Però mi manca l’amico ironico e fantasioso, insomma lui, il nonno Talpone.

Mi consolo guardando questa fotografia.

nonno Talpone ?

L’avete visto da qualche parte ?