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WHY NOT A SMILE ?


A long age may bring you to be a wise man or a silly dischanched old man.

I sometimes feel a young childish way to look around me with a smile.

May be it happens when I hold in my hand a glass of red wine.

I don’t know if I am a wise or a silly old block but in same way smiling around me I touch the happiness.

UN SORRISO, PERCHÉ NO ?

Una lunga vita può portarti a diventare un saggio o uno sciocco vecchio disilluso.

Talvolta io provo come un bambino a guardarmi intorno con un sorriso.

Puo’ essere che mi capiti quando tengo in mano un calice di rosso vino.

Non so se sono un saggio o un vecchio sciocco, ma, in qualche modo, sorridendo intorno a me riesco a toccare la felicità.

Avevo provato una certa nostalgia per i due figli lontani, il Martello di Dio e il Selvatico Tasso irlandese.

Mi sono trovato a pensare a loro nel mio elementare inglese, condividendo la loro trepida attesa con questi pensieri per strappare loro un sorriso, magari anche di compatimento per un vecchio Talpone.

Gentilezze e amori calibrati


Un mio conoscente si è lamentato  della sua donna, che si offende se lui le dichiara il suo perenne amore o la carezza o cerca di baciarla in pubblico.

” Non ti vuole bene, è semplice – è stata la mia incauta osservazione.

” Non può essere vero, siamo sposati da decenni, è quasi sempre gentile e dolce con me in privato.

Però è incredibile, quando le dico che è bellissima, lei si offende.”

Non so cosa pensare, gli amori delle coppie mature sono un campo ancora inesplorato.

Forse la sua donna si ritiene offesa pensando di essere presa in giro, data la sua tarda età, le rughette e i cedimenti vari.

Le donne curano sempre la loro parte estetica con scrupolosa attenzione ed è molto suscettibile sull’argomento.

Gli uomini possono essere senza problemi chiamati grassottelli, pelati o trasandati nel vestire.

Per l’altro sesso queste parole sono offese mortali.

Ci vuole delicatezza e pazienza cari mariti anziani e innamorati.

Siate gentili, premurosi, affettuosi e lodate sempre i vestiti che porta vostra moglie ( se sono un recente acquisto).

Le dichiarazioni d’amore lasciamole ai ventenni.

Contentatevi di essere ancora innamorati , anche questa è una piccola felicità.

Suggerite anche al vecchio nonno Talpone di moderare i suoi fervori passionali.

Non ha più l’età.

 

C’è sempre tempo


Certe volte alla mia età mi stupisco ancora se penso agli strani fatti degli esseri umani.

Quando ero in Inghilterra per curarmi le ginocchia ballerine ( Sic ! ) , ho avuto modo di frequentare spesso un gruppo di una decina di amici quarantenni di mio figlio, provenienti da varie nazioni europee.

Si è mangiato e bevuto insieme, abbiamo passato pomeriggi e serate a fare curiosi giochi di ruolo con le carte, si sono avute spiritose e stimolanti conversazioni, anche perché è sempre bello confrontarci con usi e costumi diversi dai nostri.

Anche qua in Italia passiamo spesso pomeriggi e serate con amici e parenti che sono coetanei.

La differenza che mi colpisce subito è che tra i quarantenni non si parla prevalentemente di malattie, medicinali, ospedali, decessi, figli, nipotini e neonati.

Da notare che casualmente alcuni di quel gruppo di quarantenni erano in un periodo di cure e ricoveri ospedalieri.

Qual’era la differenza allora?

Forse noi italiani settantenni siamo troppo spaventati dalla vicinanza (?) alla tomba.

Che arriva per tutti, nessuno escluso, forma assoluta di democrazia, non si sa come e quando.

Perché allora preoccuparci?

Parliamo di cose interessanti cari vecchietti, libri, idee, ricette, viaggi curiosi, sogni d’amore se potete.

Per la finale di partita c’è sempre tempo.

 

La moglie, la badante


Ho incontrato un vecchio amico e dopo i soliti convenevoli ho chiesto notizie della moglie.

” No mio caro – mi ha risposto – ora ho la badante, lei fa tutto, gestisce la casa, comanda, me soprattutto.”

” Ma come riesci a sopportarlo? – gli chiesto preoccupato – Non puoi mandarla via e prenderne un’altra?”

” Non posso. L’ho sposata 50 anni fa”

Lanciati nell’avventura


Avevamo deciso di prenderci una vera vacanza, come meta la grande megalopoli tentacolare e tenebrosa : Londra.

Nella piccola cittadina di Hove noi ormai conosciamo tutte le strade, i pub, i giardini e i negozi dove ogni giorno sono trascinato dalla moglie a fare acquisti culinari.

Siamo inoltre a contatto continuo con il figlio inglese.

Ma dopo una settimana abbiamo deciso che era ora di lasciare i centri sanitari riabilitativi e i supermercati.

” Basta, abbiamo ancora un’età per darci all’avventura !”

Così ci siamo detti e, dopo solo due giorni passati a prepararci un trolley e uno zainetto, stamattina siamo saliti su un treno superveloce  che in un’ora ci ha portato a Victoria Station.

Arrivare all’appartamento da noi affittato non è stato per niente semplice.

Da Victoria Station a Homer Street ci saranno pure due chilometri, secondo il navigatore satellitare, ma le discussioni prima su quale mezzo utilizzare, metro o bus, poi quale direzione prendere nei meandri sotterranei in cui eravamo scesi, nonché affrontare i sei minuti teorici per raggiungere la nostra casa, sono stati motivo di discussioni e di continui ripassi avanti e indietro.

Si è rischiato veramente il divorzio per lo scontro di pareri e indicazioni.

Così in poco più di un’ora, che è parsa un’eternità, abbiamo provato numerose emozioni, quelle che per noi anziani portano ad agitazioni febbrili, sfinimento e stati confusionali.

Il tutto con la preoccupata supervisione telefonica del Martello Inglese, che ogni cinque minuti suggeriva, smussava, indicava, controllava.

Che poi, diciamolo pure, era anche superfluo il suo timore : noi anziani sappiamo benissimo come perderci da soli.

La compagnia dei due rispettivi telefonini, che con Google Maps davano indicazioni contrastanti e si spegnevano nel punto cruciale degli incroci, ha creato momenti di suspence difficilmente riferibili.

Ora siamo finalmente dentro casa,  in possesso di due mazzi di chiavi, uno a testa, di due camere da letto con bagno, una a testa, adagiati sul divano con sfinimento fisico.

Ma la televisione non vuole funzionare.

La moglie disperata non potrà seguire i suoi soliti canali di crimini e misfatti.

Il marito, compito e impassibile, se la ride sotto i baffi.

Lui stringe in tasca gli auricolari e il nuovo walkman con 60 ore di registrazione sinfonica, da godersi, spera, in un ambiente di completo silenzio.

Sudoku- N. T. 17 a 1


Molte persone forse si chiedono come mai nonno Talpone stia zitto da ben 17 giorni.

Avevo nascosto tutte le riviste di Sudoku, ma lui quatto quatto ne aveva acquistate delle altre ed ha passato i momenti liberi a cercare di mettere in fila  quelle benedette sequenze dall’uno al nove.

La sua vista è ormai degenerata, le due ginocchia lo tradiscono sempre più, il cibo e le bevande gli dovrebbero essere razionate, cosa gli rimane d’altro?

Ma ormai la sua dipendenza è quasi alla fine per cause naturali.

Di recente sbaglia anche gli esercizi da principiante, confondendo un numero per un altro..

Lui si domanda se oltre agli audiolibri c’è anche l’audio Sudoku.

Per ora si consola mandando Watsup scherzosi ai suoi nipotini dalla lontana Inghilterra.

Se scappa qualche errore di scrittura loro lo scusano sempre.

Il bello di essere nonni.

Malignità


” Caro mio, tu diffondi solo malignità sul mio conto, scrivano infedele !”
Queste sono le contumelie di nonno Talpone che devo trascrivere senza commenti per evitare il licenziamento.
” Ultimamente mi sono messo in pausa per riposare la mente. – continua lui – Voi pensate che gli anziani non hanno niente da fare.
Sbagliato, erratissimo.

Noi siamo presissimi con i nostri problemi, tanto che certe volte non ci accorgiamo del tempo che passa.

Viviamo freneticamente noi.
Il Sudoku poi è una forma di rilassamento mentale che aiuta anche il senso logico.
In quanto ai cruciverba sono un esercizio della memoria e una forma di apprendimento culturale.
Ti darò due esempi.
Una definizione chiedeva una Amba etiopico che ricorda la storia italiana.
Mi era venuto in mente Amba Alagi.

Sbagliato. era Amba Aradam, che poi consultando i libri di storia nella libreria è risultato essere un capitolo assai vergognoso per noi popolo italiano.
Poi il nome mi ha anche ricordato un detto comune della mia nonna: ” l’è un ambaradam ” cioè un gran macello ( sic !).
L’altra definizione era ” un Pellegrino della cucina italiana “, semplice per noi anziani.
Pellegrino Artusi l’autore del famoso libro ” Scienza in cucina e l’arte di mangiar bene”, un classico che non manca mai in ogni famiglia.
Sono andato a recuperarlo negli scaffali e ho cominciato a sfogliarlo incuriosito.
Tra i pranzi consigliati per il mese di novembre ho letto quanto segue.
– Minestre: Maccheroni alla francese.
– Umido: Germano con lenticchie e cavolo nero.
– Tramezzo. Pane di lepre.
– Erbaggi: Cavolfiore con la besciamella.
– Arrosto. Sfilettato tartufato.
– Dolce: Sformato di savoiardi.
– Formaggi vari.
– Frutta: Pere, Mele, Arance, Frutta secca.
Ah che delizie soavi, oggi non mi accorgerò nemmeno di consumare le mie due uova in tegamino.

Drogato !


Se ne sta nel suo studio, piegato sulla scrivania, con occhiali e lente d’ingrandimento, chino su  mucchio di fogli.

Questo accade ormai da varie settimane e lui, nonno Talpone, non sembra accorgersene.

Le giornate si susseguono  e lui, appena possibile, si chiude nel suo cantuccio in quella posizione da riccio.

Poche le uscite in strada, niente televisione, scarsi gli incontri con gli amici.

Uno direbbe che stia scrivendo le sue memorie, o forse che abbia iniziato la famosa trascrizione delle storie di nonni, zii e bisnonni che aveva promesso da tempo a figli e nipoti.

La realtà è che ormai lo si può considerare drogato, enigmistico e sudoku dipendente.

Non si riesce a staccarlo da cruciverba e rebus nonché dalle maledette tabelle quadrate di nove numeri da collocare in verticale od orizzontale.

Il tutto iniziò quando un giorno, cercando come al solito qualcosa che si era perso, trovò su un ripiano di un armadio una catasta di settimane enigmistiche e libretti di sudoku che giacevano dimenticati da anni.

Il carattere ingordo di nonno Talpone non ha saputo centellinare quel tesoro per i momenti di ozio, ma come un bambino che trova un tesoro si è messo subito a sfogliare le pagine, scrivere, cancellare, dalla mattina fino a tarda notte.

Lui scruta, immette numeri e parole, si ferma assorto e si arrabbia con la sua scarsa memoria.

Capita altresì, ma la cosa è segreta, che a notte fonda, disperato, spulci perfino sul motore di ricerca del telefonino la definizione agognata che non gli permette di dormire.

Penso a misure drastiche : trasportare il grosso catafascio di riviste in solaio o in cantina e finalmente  chiuso in un anonimo scatolone sarà perso per altri anni.

Ahimè, queste sono le cronache degli anziani, abbiate pazienza, ci arriverete anche voi.