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WHY NOT A SMILE ?


A long age may bring you to be a wise man or a silly dischanched old man.

I sometimes feel a young childish way to look around me with a smile.

May be it happens when I hold in my hand a glass of red wine.

I don’t know if I am a wise or a silly old block but in same way smiling around me I touch the happiness.

UN SORRISO, PERCHÉ NO ?

Una lunga vita può portarti a diventare un saggio o uno sciocco vecchio disilluso.

Talvolta io provo come un bambino a guardarmi intorno con un sorriso.

Puo’ essere che mi capiti quando tengo in mano un calice di rosso vino.

Non so se sono un saggio o un vecchio sciocco, ma, in qualche modo, sorridendo intorno a me riesco a toccare la felicità.

Avevo provato una certa nostalgia per i due figli lontani, il Martello di Dio e il Selvatico Tasso irlandese.

Mi sono trovato a pensare a loro nel mio elementare inglese, condividendo la loro trepida attesa con questi pensieri per strappare loro un sorriso, magari anche di compatimento per un vecchio Talpone.

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Il nostro dovere


In questa routine quotidiana leggermente grigia e ripetitiva, assistendo la moglie in convalescenza e avanzando faticosamente per le strade con il bastone, ieri sono arrivati come squilli di tromba gli auguri di tutti i nipotini per la festa dei nonni.

È vero che ormai ogni giorno sembra dedicato a qualcosa, anche importante, ma tutto si somma e si confonde.

Devo confessare che l’inaspettata notizia del giorno dedicato ai nonni mi ha fatto un piacere enorme.

Non solo per gli auguri, ma per aver avuto il piacere di sentire ancora le vocette dei bimbi, anzi dei ragazzi, con cui parlare ed ascoltare le loro parole.

È stata come una sferzata di energia.

Bene, da nonni facciamo il nostro dovere ( naturalmente piacevolissimo ) : cerchiamo di essere presenti e disponibili, di stare vicino a questi giovani ometti e donnine nella loro scoperta del mondo.

Non è più tempo di giochini, regali ci e bacetti, ascoltiamoli e confrontiamoci.

Ne hanno senz’altro bisogno.

Anche da un tipo bislacco come nonno Talpone.

Il mio nome è Aramis


Come dicevo non volevo regalare solo dei soldi al mio omonimo nipotino per il suo compleanno.

Sarò antiquato o romantico, ma il denaro viene e va, un regalo utile rimane.

Avevo pensato ad un buon libro.

Avevo tre titoli : “Il giovane Holden “, ” L’amico ritrovato “, ” Il grande Meaulnes “.

Per non sbagliare avevo telefonato al piccolo chiedendo se li aveva letti.

” Non so, sto vedendo la partita, lo chiedo a mamma ”

Dopo un’ora ho la risposta via Watsup.

” Nonno grazie per i libri, ma visto che li abbiamo già forse è meglio se mi regali qualche soldo per metterlo in banca per il mio futuro.”

Dato che già possiede un conto corrente più che congruo nonno Talpone non si è arreso.

Dopo un consulto con una gentile libraia ho acquistato ” I quattro moschettieri ” di Dumas

Sembrerà antiquato, ma generazioni di ragazzi l’hanno letto con entusiasmo, nonno compreso e più volte..

Anzi, avendo uno zio, fratello di mio padre, che si chiamava Athos, devo confessare che da ragazzo avrei voluto cambiare nome.

Aramis mi pareva più che adatto.

La proposta per fortuna non fu accettata da mio padre e così continuo a portare il nome di mio nonno, comune e tranquillo, quasi anonimo.

Ma Aramis che sogno !

Sono sicuro che avrei seguito anche delle lezioni di fioretto, come un altro zio.

Avrei sognato avventure e duelli contro i cattivi, come gli scagnozzi del perfido cardinale.

Tornando al nipotino farlo sognare va bene, ma il nonno, cuore tenero, ha farcito le pagine della bella edizione Einaudi, dalle belle illustrazioni ottocentesche, con qualche banconota.

Giusto per il suo futuro, sperando che li spenda in libri e in qualche piccola gioia terrena, così necessaria per la gioventù.

Notarelle


Si pensa poco ormai?

Ci si sente smarriti per i malanni ?

Il cervello veramente perde i colpi?

È il momento della noia, della depressione ?

No, questa è soprattutto l’età dei confronti, almeno cinque generazioni : i miei nonni, i genitori, la mia, quella dei figli e infine quella dei nipotini.

Comportamenti, ambienti, reazioni da analizzare con grande curiosità e quotidiano stupore.

” Vorrei vivere abbastanza per poterne analizzare un’altra. Per sincera curiosità. Ho vissuto anche troppo.

Mi spiace solo per il dolore che darò a quelli che mi vogliono bene.”

Il nipotino più grande, il mio Scoiattolino, ha appena compiuto 13 anni.

Mi arriva alle spalle, è atletico, sportivo e studioso, mi accorgo che ormai studia me e i suoi genitori con uno sguardo inquisitivo.

È alla ricerca della sua indipendenza e cura la sua personalità in evoluzione.

” Cosa vuoi per regalo ?- gli si chiede.

” Soldi !- è la pronta risposta

” Ma cosa te ne fai ?”

” Li accumulo in banca, poi vedrò ”

Quando era piccolo gli proponevo di fondare una fabbrica di bomboloni alla crema, di cui era ed è golosissimo.

Chissà se nonno Talpone gli proponesse ora quell’investimento quale sarebbe la risposta ?

Vorrei regalargli ancora il sacchetto di monete d’oro, quelle di cioccolato avvolte nella stagnola argentea e dorata, che usavamo per giocare ai pirati.

Il mio regalo sarà un libro sull’amicizia e sul valore della vita.

Tra le pagine non mancherà la banconota per i suoi sogni futuri..

Come reagirà?

Auguri e buona fortuna piccolo mio.

Gusto un liquore giammai distillato


Emily Dickinson

Gusto un liquore giammai distillato

 

Gusto un liquore giammai distillato,

Da boccali cesellati da perle,

Non tutte le botti del Reno

Producono un tale liquore!

Inebriata dall’aria io sono,

E intossicata di rugiada,

Barcollando, tra giorni di sole senza fine,

Da bettole di azzurro fuso.

Quando gli osti buttan l’ape ubriaca

Fuori dalla corolla della digitale,

Quando le farfalle devon lasciare le loro gocce,

Io berrò ancora di più!

Fino a quando i serafini agiteranno i loro nivei cappelli,

E i santi accorreranno alle finestre,

Per vedere la piccola bevitrice

Protesa di fronte al sole!

 

 

I taste a Liquor Never Distilled

 

I taste a liquor never brewed,

From tankards scooped in pearl;

Not all the vats upon the Rhine

Yield such an alcohol!

Inebriate of air am I,

And debauchee of dew,

Reeling, through endless summer days,

From inns of molten blue.

When landlords turn the drunken bee

Out of the foxglove”s door,

When butterflies renounce their drams,

I shall but drink the more!

Till seraphis swing their snowy hats,

And saints to windows run,

To see the little tippler

Leaning against the sun!

 

 

 

Meditazioni in cantina


Dopo due mesi inglesi ora torniamo in Italia con una certa tristezza e rimpianto.

Una vita tranquilla nella cittadina di Hove, piccole passeggiate con la stampella fino al mare, gli autobus puntuali con almeno dodici sedili per anziani o disabili, la cortesia della gente.

Ritornerò vicino ai nipotini, agli amici e alla mia cantina con provviste di bottiglie per ogni giorno dell’anno.

I miei libri non riuscirò più a leggerli, ma con gli audiolibri e i caratteri grandi dell’ebook me la caverò.

Come reagirò alla frenesia furbastra e veemente del mio paese?

Niente più pub tranquilli, ma scenderò nel fresco della mia cantina a meditare con un calice di vino.

Ringiovanito


Alla sua età, 76 anni, nonno Talpone non si guarda mai allo specchio.

Anche quando si fa la barba lui strizza gli occhi per cercare di vedere la rasatura e non la sua figura.

Ricorda bene quella mattina quando, risvegliatosi da un pauroso incubo, si era avvicinato allo specchio, come per scorgere una figura reale, per capire se era ancora nel sogno o nella realtà.

E aveva visto riflesso uno sconosciuto, lui.

 

Rimase così turbato che aveva deciso di scrivere per capire cosa fosse successo, per analizzare, per non vivere in un incubo.

Prima lo aveva descritto in dettaglio, poi aveva iniziato dei piccoli racconti quotidiani, delle noterelle umoristiche , come per scongiurare la paura di vedersi ormai incarnato in quel viso di vecchio sconosciuto.

In questi ultimi mesi aveva pensato con preoccupazione soprattutto alla sua gamba destra che lo aveva brutalmente tradito.

Ma giorni fa il suo diletto figlio britannico gli aveva detto : ” Papà sai che il tuo viso è tutto squamato?”

La moglie aveva subito rincarato la dose :” È anche pieno di crosticine e di brufoli !”

Nonno Talpone già si vedeva come un vecchio coccodrillo spiaggiato, con un arto spezzato, in attesa delle iene e degli avvoltoi.

Ma il Martello di dio ha subito suggerito una soluzione, ritornando dopo un’ora con creme, tubetti e flaconi.

“Devi sciaquare il viso con acqua tiepida, lavarti dolcemente con sapone liquido Neutrogene che opacizza la pelle e apre i pori.

Poi senza asciugarti spalmati questa crema esfoliante al baobab, avena ed erba di salice.

Non così, sembra che stai intonacando un muro, dolcemente, con piccoli movimenti rotatori in un senso e nell’altro.

Questo è un scrub che toglie tutte le impurità.

Ora risciaquati con acqua tiepida e , senza asciugarti,  ricopriti con questa crema idrogenerante che penetra a fondo nella pelle.

Subito dopo usa quest’altra crema idratante con ceramide e acido ialuronico.

Resta fermo per mezz’ora senza toccarti, si assorbirà da sola.

È una cura segreta che ho scoperto dopo giornate di analisi in rete.

Ripeti il trattamento alla sera prima di coricarti e al mattino appena svegliato .”

Nonno Talpone aveva eseguito con scrupolo i suoi ordini, come uno scolaretto giudizioso, anche se dentro si sentiva come una vecchia maitresse imbellettata.

La sera seguente il Martello di dio era ritornato, dopo aver telefonato almeno quattro volte per sapere se tutto era stato eseguito come dai suoi ordini.

L’aveva guardato attentamente, scrutando il viso cremoso di nonno Talpone e poi si era mostrato soddisfatto.

” Bene papà, la tua pelle è proprio migliorata .

Ora sembri anche ringiovanito.

Non ti darebbero più di 80 anni ”

 

Jolly good fellow yoga


Speranze deluse.

E’ passata una settimana, ma nessuno si è iscritto al corso per anziani di ” dead yoga ” che avevo proposto al Community Social Club di St John.

Nemmeno uno dei numerosi lettori internazionali del blog di nonno Talpone ha avuto il coraggio o la temerarietà di proporsi per un corso per corrispondenza.

Comunque per dovere di cronaca devo precisare che nonno Talpone lo avrebbe tenuto gratuitamente, salvo eventuali omaggi vinicoli che qualche anima generosa avesse voluto donare.

Ieri però aveva notato che di fronte alla fermata del bus di Brighton Station c’era un negozio curioso.

Nelle sue vetrine erano esposti dei grandi cestoni di vimini graziosissimi.

In un’altra vetrina vi era un largo tronco di legno intagliato artisticamente con fiori e foglie tropicali coloratissimi.

Nonno Talpone aveva poi realizzato, osservando la vetrina da vicino, che si trattava di bare proposte da un’impresa di pompe funebri.

E qui è scattata l’idea geniale.

Proporre il suo corso di ” dead yoga ” ai possibili clienti del negozio.

Quelli vivi naturalmente. Perché bisogna giocare d’anticipo nella vita se vuoi avere successo.

Con il continuo aumento del costo della vita conviene investire su un articolo sicuramente necessario per ogni essere umano.

Invece di un’anonima lugubre bara convenzionale, perché non godersi un ultimo atto di fantasia?

Si potrebbe acquistare un grazioso esemplare personalizzato, mettendolo in sala in bella vista come oggetto di design o di scultura moderna.

E perché non provarlo prima, magari per un pisolino pomeridiano?

Il corso di yoga di nonno Talpone sarebbe propedeutico ad un buon sonno rilassante.

L’unica da lui proposta per il nome del corso, per renderlo più accattivante:

” Jolly good fellow joga “