Rimedi salutari


Domenica 15 dicembre pranzo per il compleanno della madre dei miei nipotini, mercoledì cena per l’arrivo del figlio Martello di dio e mio genetliaco, ripetute cene e pranzi il venerdì, il sabato, la domenica e il lunedì di Vigilia.

Martedì affollato pranzo di Natale con 16 persone, figli, nipotini, famiglie di amici e della figlia adottiva.

Nell’ultimo convivio nonno Talpone ha bevuto solo un brodino, un calice di Prosecco e uno di Barolo Chinato.

Per la Vigilia aveva cucinato in un grosso pentolone il suo famoso sugo da polenta, ricetta della mamma, ricco di bocconcini di vitello rosolati in trito di sapori, spruzzati di Barbera, con trita sceltissima, luganiga e salamelle Verzitt, così denso che il manico del cucchiaio di legno vi stava infilzato come la Spada nella roccia.

Forse l’entusiasmo o meglio la sua avida gola l’aveva poi tradito a tavola.

Il giorno seguente i dolori e la nausea chiedevano tregua, riposo e convalescenza.

Pillole, brodino e parte bollite.

Ma lo stare a tavola in compagnia di persone care e dei bimbi, questi piccoli esseri umani che sono il nostro futuro, non solo è e rimarrà sempre un piacere ma anche una salutare medicina.

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Buon Natale nonno Talpone


Auguri a te”Cecato” come me, auguri anche a tutti i miei lettori, se sono pochi è perché sono scelti o pietosi.

Quasi ogni notte nel mezzo dei molti risvegli notturni lui racconta, sproloquia, filosofeggiare, ma ho troppo sonno e la mattina non ricordo che frasi sparse, enigmistiche e senza senso.

Mi spiace e mi scuso, forse sono un censore di un promettente narratore o di un senile imbecille.

Bello questo Natale, con figli, nipotini, parenti e amici dei figli.

Come sarebbe interessante, curiosa e caotica una grande famiglia allargata, quella di una volta, con chiasso, discussioni, tante storie, memorie .

E niente internet e niente televisione.

 

Giovanotto ?


Quando un anziano viene ricoverato in ospedale, sia pure in day hospital, in Italia le infermiere spesso lo trattano con una brusca franchezza da caserma.

Per cui Nonno Talpone quando dopo la svestizione fu messo sulla sedia a rotelle per essere trasportato in sala operatoria l’infermiera lo apostrofo’ con un “Forza andiamo giovanotto!”

Anche se ricoperto da una sottile vestina bianca, con apertura a laccetti nella parte posteriore come fosse ancora un bambino dell’asilo , lui si era inalberato e aveva precisato che il recente congresso nazionale di geriatria aveva stabilito che la definizione di anziano ormai doveva partire dopo i 75 anni

“Quindi dato che li compiro’ tra 15 giorni- aveva esclamato – può ben dire giovanotto senza fare complimenti !”

Non ebbe risposta e fu spinto velocemente tra lunghi corridoi e ascensori fino alla porta chiusa della sala operatoria.

Un altra assistente lo accolse chiedendogli nome, data di nascita e quale fosse l’occhio da operare.

” Ma come, non si vede piu’ la X che mi hanno appena segnato sulla fronte con il pennarello nero?”

” La croce la vedo, ma lei mi risponda”

” Il destro, l’occhio destro, ma perché me lo chiede?”

” Per vedere se lei è cosciente o confuso”

Coricato sul lettino, sotto bianchi macchinari snodati e fasci di luci accecanti, legato con strette bende al capo e al petto, è stato poi raggiunto da un altro medico che gli ha nuovamente chiesto quale fosse l’occhio da operare.

Nonno Talpone, memore delle passate esperienze yoga, voleva rispondere ” Il terzo occhio !”.

Ma ha avuto paura, in camiciola sottile, legato come un salame, in balia di chirurghi armati di bisturi laser, non ha osato e ha ammesso fievolmente * L’occhio destro”

Il giovanotto era ritornato un povero vecchio timoroso in fase preoperatoria.

 

 

Operazione riuscita


Operazione cataratta eseguita con insperato successo.

Il chirurgo ha detto che devo ringraziare Gesu Bambino e il mio angelo severo poiché sembra sia evitata la necessità di un trapianto della cornea.

Nonno Talpone però è rimasto male ugualmente, poiché gli hanno tolto il tondino nero che gli copriva l’occhio destro, con relativi cerottoni ricoprenti mezzo viso.

Non solo non potrà impersonare il pirata Barbanera, che tanto divertiva i suoi nipotini, forse ormai troppo cresciuti, ma perché perdera i vantaggi del posto a sedere ceduto in metropolitana e la facilità nell’attraversare i passaggi pedonali zebrati nella maleducata Milano.

Gli sono consentiti solo gli occhiali neri totali e avvolgenti, che gli darebbero ( lui spera ) un aspetto  macho e virile da Body Guard.

Non so più cosa dire


Ieri sera lasciando gli amici dopo una cena li ho salutati con un benevolo

” Ci vediamo ”

Risate generali

Un’amica presente nel gruppo per rimediare ha esclamato:

“Ci sentiamo!”

Nuove risate generali

Non ricordava che poco prima  a cena aveva dobutd ammettere che le pile del suo apparecchio acustico si erano drasticamente scaricate.

Cosa dire alla fine della prossima cena ?

” Ci incontreremo ? ”

Speriamo di non sbagliarci ancora. .

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Caro Babbo Natale


Ci vedo poco, lunedì mi operano quindi la letterina la scrivo o meglio la detto ora.

Sono un bambino un pochino cresciuto, non me ne ero accorto , lo giuro.

Vorrei un orologio da polso grande, la trentina che possiedo ormai non li vedo abbastanza bene.

E’ per vederti meglio come dicrva il lupo a Capuccetto Rosso.

Poi un pigiama nuovo da sfoggiare in ospedale, magari con ciabattine signorili, per rassicurare le mie paure.

Desidero anche un bel libro; come quello di Eva Cantarella, ” Come uccidere il padre” , chissà forse contengono istruzioni per l’uso dell’epoca romana valide ancora oggi, per certi versi

Tanti torroni al cioccolato e tanti gioioso bambini intorno a me, intorno a noi, per le feste.

Per finire un augurio affettuoso a tutti gli amici di Nonno Talpone, fin che posso.

Grazie.

La trinità


Ci conosciamo da sempre e siamo direi coetanei, ma abbiamo un carattere completamente opposto.

Lui nonno Talpone  è sempre agitato, fantasioso e in movimento ;  invece io sono pacifico e pigro, di notte dormo dalle 9 alle 10 ore, oltre al pisolino quotidiano dopo pranzo.

Al contrario quello anche di notte si fa sentire, quando alzarmia per la breve passeggiata notturna ha sempre ha sempre da raccontare qualche storia buffa o bizzarra.

Spesso litighiamo, anche ferocemente.

Allora interviene quell’altro sopra di noi che con voce profonda e sonora dice in romanesco:

” State boni, boni se potete,  che qua ce dovemo sta in sto corpo malannato fin che se po’, booni!”

E pensare che per tanti decenni da quando mi mandarono a catechismo non capivo mai la storia della Santa Trinità.

E ora da buon vecchietto un po’ demente l’ho finalmente capita meglio un domenicano.

Benedetta vecchiaia !