REGALI D’€™AMORE


Cos’è l’amore ?
Perché si trasforma, si nasconde, balza fuori all’improvviso e ti toglie il respiro, il sonno, sembra sopito come quei mucchi enormi di cenere dei falò autunnali che poi mandano fuori fiamme vivaci e guizzanti ?
Nonno Talpone più ci pensa e più ne è affascinato, l’ha già detto e scritto, scusatelo.
Dopo la tre giorni, non quella ciclistica, ma la full immersion con i nipotini, l’argomento amore era tornato prepotente nei suoi pensieri.
Così mentre in treno stavano viaggiando per andare a trovare al mare una parente e l’istrice sonnecchiava stravolta nel suo posto vicino al finestrino, nonno Talpone scribacchiava, cancellava e riscriveva sulla sua moleskine i versi di una poesia d’amore per dar sfogo ai suoi rovelli sentimentali verso l’amata.
Le sei ore di viaggio, tra andata e ritorno, avevano prodotto pagine piene di cancellature  dei suoi versi lirici ed enfatici.
Alla sera dopo una revisione finale nonno Talpone tutto tronfio ha stampato la sua poesia e dopo cena l’ha presentata timidamente alla consorte.
L’Istriciotta l’ha letta attentamente a lungo, Talpone fremeva e già pensava ad un disastro, poi lei ha alzato i suoi occhi verdi ramarrosi e ha mormorato “ E’ bellissima, grazie per il regalo, come posso ricambiarti ? “
Infine con uno sguardo birichino “ Non so comporre versi, posso però scriverti una relazione sulla riabilitazione occupazionale del deficit cognitivo ? “

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DUCA GNOCCO


Siamo in allenamento preolimpionico.
Tre giorni e tre notti con i nipotini, mentre i genitori sono a Bari per un matrimonio di amici.
Poi una settimana al mare con loro e infine ben tre settimane in campagna giù in Umbria.
Passare dal pomeriggio del mercoledì a tre giorni e tre notti è già uno sforzo e un piacere notevole, per il resto si vedrà, la filosofia di nonno talpone è fatalista.
L’istrice prussiana è già in movimento frenetico : due pentoloni di ragù sceltissimo, scorte di gnocchi e tagliatelle, ravioli rana, petti di pollo e di tacchino, bistecchine, merluzzetti.
Pensa di farli ingrassare di sette chili in tre giorni.
Si sono tirati fuori e puliti tutti i giochi dei vari bauli, fatte scorte di gessetti, penne, matite colorate e pacchi di fogli da disegno.
La nonna ha previsto di preparare con i nipotini la solita torta di cioccolato e zabaione, con conseguente pittura sulle piastrelle della cucina.
Non importa, è lei al comando, io sono l’addetto ai disegni di preparazione delle varie cose da colorare e il cavallo di trasporto, in fondo sono quasi disabile, di certo sbaglio tutto.
Sono nonno sbaglione, a volte Hulk, che poi a me sta antipatico da sempre, ma le parti da recitare le danno gli altri.
Lo scoiattolino ha deciso che vuole mangiare solo gnocchi al ragù, con porzioni gigantesche.
Magari per finire due pomodori di stazza media, qualche ciliegia e la mela finale, sbucciata dall’addetto ovviamente.
Ora dopo tre pasti sempre uguali ha deciso di cambiare nome, si vuol chiamare  “ Signor Gnocco al Ragù “.
Ritiene che abbia un che di nobiliare e cavalleresco, per me va bene signor duca Gnocco , al Ragù naturalmente.

CURE SPERIMENTALI


Il piccolo scoiattolo, uscito dall’asilo, corre spericolato lungo il marciapiede, inseguito dal ballonzolante fratellino.
La meta è vicina : il cancello di ferro d’ingresso, quello che separa il cosiddetto villaggio “ in “ dalla periferia  “ out “ di Milano.
Si arrampicano faticosamente sulle sbarre di chiusura e aspettano il nonno che sta arrivando a dieci passi di distanza.
Il gioco è stare aggrappati ai ferri mentre la porta viene da lui aperta e fatta ruotare su sé stessa.
Questa volta però arriva dall’altra parte un vecchietto irascibile che urla come un forsennato “ Giù di lì, cosa fate ? Siete pazzi ? “
I piccoli si calano giù intimoriti, lo scoiattolino comincia a piangere, arriva il nonno, apre il cancello e guarda l’isterico, questo ammutolisce, ma ormai la gioia dell’uscita dall’asilo è rovinata.
La nonna cerca con dolci parole di calmare il bambino, che singhiozza a dirotto.
Il fratellino piovretta, di stampo più coriaceo, cammina serio ma senza lacrime.
Nonno talpone prende in braccio il suo piccolo disperato, gli promette che domani tenderanno un agguato al vecchio bizzoso e, se urlerà ancora, gli daranno una mazzata in testa.
Niente.
Allora talpone mima un forsennato scroscio di manate sul fantasma di quel trucido gnomo urlante e assicura che per lui è cosa da niente, lui è forte come Hulk e potrebbe sollevare anche un’auto ; si guarda intorno, si avvicina a una piccola utilitaria e cerca di sollevarla.
Naturalmente quella non si sposta  di un millimetro, lo scoiattolino frena le lacrime ma resta scettico, prigioniero della sua grande paura.
Talpone allora tira fuori dal sacchetto dei giochi, tra palloni colorati e pupazzi di spiderman, una grossa auto di plastica e fa vedere come lui la fa volare via.
Niente, non convince nessuno, anche la piovretta  lo guarda poco convinto.
Va bene, nonno talpone non può far vedere i suoi muscoli da Hulk, non è giornata.
Allora prende lo scoiattolino sulle spalle e comincia a saltellare sotto i rami degli alberi più bassi.
Gli ondeggiamenti non sono la cura migliore per il suo mal di testa e le vertigini di cui soffre da tempo, ma il momento è grave, occorrono rimedi estremi.
Mentre corrono, il piccolo comincia a ridere e a strappare le foglioline dai rami, la piovretta li segue chiedendo di salire a cavallo anche lui.
Andiamo tutti verso i giardinetti esterni, talpone sempre saltellante sotto i rami più bassi e vicino alle alte siepi di recinzione delle villette lungo la strada.
Lo scoiattolino ha un’idea meravigliosa per curare la testa del nonno.
Strappa i fiorellini dei gelsomini e glieli infila nelle orecchie, strizzandoli ben bene.
Strappa anche foglioline e rametti e li frulla nei condotti uditivi di nonno talpone che urla fingendosi terrorizzato.
Ormai lui ride a piena gola, gorgheggiando felice, in un convulso di strilli e sonore risate.
Arrivano a gran trotto ai giardini, il nonno albero che spande intorno fiorellini e foglie, il nipotino anche lui urlante che da gran manate al suo testone.
Poi lo scoiattolino scende dalle sue spalle e corre felice verso gli scivoli e nuovi giochi, arriva infine il fratellino che reclama la sua parte di cavalcate.
Ma dovrà aspettare, l’animale è stanco, deve riposare su una panchina, dategli una piccola tregua.
Stanco senz’altro e dispiaciuto che la nuova cura sperimentale dei gelsomini non ha avuto molto successo, ma l’allegria dei piccoli si, stavolta l’ha conquistata.

QUESTA SPECIE D’€™AMORE


Nonno talpone è vecchio, scherzando lui dice che ha cent’anni, anzi cento e uno.
Capisce e si confronta con quelli della sua età e i pochi di lui maggiori, ovviamente.
Lui capisce i bambini, dicono “ per forza è un nonno, poi anche per demenza senile “
Comprende e si confronta anche con i giovani di venti o trent’anni, questo più raro, perché pochi si ricordano di ascoltare e di ricordare quando erano così giovani anche loro.
Per questi motivi nonno Talpone certe volte si stupisce di sé stesso, di questa comprensione generale, perché dimentica che quando ci si analizza si scopre la propria umanità.
Ma rimane sempre un grande mistero che lo affascina e non manca mai di stupirlo, è l’amore.
Le sue varietà, i suoi gradi di passione e di sofferenze, i suoi variegati meccanismi, insomma questa galassia tanto esplorata e pure sconosciuta.
Lui spesso scherza per il suo legame con l’Istrice Prussiana, i suoi litigi, i suoi ricordi, l’affetto che ancora riscopre, insomma la quotidianità di questo stare insieme.
Lo guarda sempre stupito e lo veglia con ansia, paura e passione, gioia e rabbia, incredulità e tenerezza questo rapporto profondo e contrastato.
Perché questa è la sua versione unica e dolcissima di specie d’amore. 

LA TORTA


Sono riuscito a ricevere da un amico la foto della torta matrimoniale, opera serale del Tasso Irlandese Badger, che avendo appena completato in tempo i bilanci della sua ditta di charity dopo giorni di folle lavoro, aveva  trovato anche il tempo, la sera della vigilia matrimoniale, di preparare questo capolavoro dolciario.

Ottima oltretutto, nonno talpone ne ha divorate due grandi fette dopo una serie di portate precedenti .
Che marito d’oro ha trovato mio figlio.
Gli altri vanno alla festa di addio al celibato, a sbevazzare nei locali osé con gli spogliarelli, lui invece sta a casa a preparare la torta matrimoniale.
 L’ho sempre detto che il Martello di dio ha una fortuna sfacciata.
Ho saputo inoltre da più fonti attendibili un gustoso pettegolezzo sull’ormai passato matrimonio del secolo.
Al culmine della cerimonia, i miei due nipotini erano stati incaricati di consegnare i cofanetti delle fedi agli sposini, lo zio Martello e lo zio Tasso.
Al ritorno ai banchi dei genitori il più grande, lo scoiattolino, ha pensato che gli zii fossero fratelli, dato che nonno talpone nel suo discorso aveva detto che ormai lo zio Tasso Irlandese era come un figlio nella sua famiglia.
Pertanto, lasciata perdere ogni precedente dichiarazione di voler impalmare la bambina dai capelli rossi amica sua, ha dichiarato rassegnato “ Beh allora quando sarò grande dovrò sposare anch’io il mio fratellino “.

L’€™INTERPRETE


Dobbiamo sostituire la mamma che va alla riunione scolastica dell’asilo.
Appena entrato nella casa dei nipotini nonno Talpone viene accolto dalla frenetica piovretta che gli salta al collo.
L’altro, lo Scoiattolino è troppo impegnato ad attaccare le figurine autoadesive dei super eroi sul suo album.
Appena messo a terra il nanetto si mette a tirare con tutte le sue forze la mano del nonno, strillando “ Veni a ffare il bufo “.
Nonno talpone, permaloso com’è, si inalbera subito, si blocca e dice “ Un po’ di rispetto nanetto, non voglio fare il buffone, capito ? “
Il piccolo Scoiattolino allora alza la testolina ricciuta dal suo album e spiega paziente “ Ma no, nonno, lui voleva dire se vai di là a prendere la lavagnetta per costruire il gufo con i chiodini colorati “
Altra figuraccia di nonno Talpone, ma come si fa a giocare con i nipotini senza un interprete ?

MERCATINI RIONALI


Nonno Talpone ha sempre amato i mercatini rionali, le fiere, le bancarelle, in modo particolare quelle di libri usati e di ferramenta.
Da quando è in pensione se può li frequenta quasi ogni giorno, anche se certe volte si fa irretire dalle offerte dei vari supermercati e discount.
Ma i mercatini sono uno spettacolo di umanità imperdibile, quindi non è necessario comperare qualcosa, basta osservare.
Talpone pensa addirittura che sarebbe disposto a pagare un piccolo obolo per lo spettacolo offerto.
Detto questo, stavolta doveva acquistare frutta e verdura per la famiglia, cosa non tanto semplice, dato il controllo vigile e i giudizi critici di sua moglie, l’istrice prussiana, che pretende qualità ottima, mentre lui, particolarmente ossessionato dalla crisi economica mondiale, tende più ad un ipotetico risparmio.
Al solito banchetto preferito ( lui ha ormai individuato un punto ottimale in ogni mercato settimanale ) aveva fatto acquisti oculati e vantaggiosi, in seguito stranamente approvati dal suo supervisore prussiano.
A pagamento avvenuto, con le borse in mano, nonno talpone vede dietro di sé un vecchietto iracondo, montato su una grossa e vistosa bicicletta chopper, con specchietti vari e campanelli, munita di un corno di bue sul cestino anteriore che si mette a gridare :“ Che Allah di qua e Allah di là, dammi un chilo di ciliegie e che siano buone, voi non lavorate e avete case e tutto quanto ! “.
Il mio povero ragazzo del Bangladesh sorride modestamente e comincia svelto a servirlo, ma nonno talpone non sa resistere dall’esclamare : “ Non si bestemmia, non si deve bestemmiare vero ? “, rivolto al suo amico.
Lui mi guarda con uno sguardo mite e dice : “ Che vuoi, lui è cristiano ! “.
Rimango stupito e vergognoso, bloccato dalla voglia di iniziare una discussione o un litigio, io sostanzialmente agnostico riesco solo ad aggiungere :” Sono cristiano anch’io, ma leggo e rispetto il Corano e ogni religione, dico solo che non è giusto bestemmiare “.
Me ne vado via commosso per la battuta tollerante del giovane musulmano e vergognoso di essere nato cristiano e italiano come l’altro vecchietto.
Mi viene in mente la vecchia novella medioevale dei tre anelli, sulla vera base comune di tutte le religioni, mai così attuale in questo mondo ignorante e settario.
Se non basta la saggezza dei libri, bisognerebbe portare in televisione dei programmi sulla tolleranza verso gli altri, per moderare la stupidità e i pregiudizi degli ignoranti, una cosa quasi da “ RAI Storia “.
Figuriamoci, domenica è previsto il raduno folcloristico della lega padana, mi sembra di vivere in una serie di “ Star Trek “.