CARNEVALE E RICORDI


Giovedì grasso con i nipotini.
Nonna aveva preparato due grosse torte, una bianca alla vaniglia morbida di burro e spolverata di zucchero a velo, l’altra al cioccolato fondente Zaini.
Appena entrati ne hanno mangiate quattro fette accompagnate da bicchieri di Ace, poi con calma abbiamo deciso per una visita al Museo della Scienza e della Tecnica.
Nel vagone della metropolitana vi era solo un sedile libero,
“ Nonno siedi tu, così mi fai il trono del re !”
Un gioco di molti anni fa: il nonno impettito con le braccia stese in avanti per fare da braccioli, al suo piccolo re che detta gli ordini: “ Stringi forte, abbassa, rialza, fai il solletico, grattami l’orecchio …”
Appena usciti alla Pusterla di sant’Ambrogio, un dovuto pellegrinaggio alla famosa pasticceria ben nota agli studenti universitari della Cattolica.
Tranci di pizza alle acciughe, al prosciutto, focaccia alle olive, piadina iperfarcita, panini imbottiti, torta Pasqualina, Chiacchere da Carnevale, Coche e bibite.
Con le due borse ricolme di provviste siamo entrati nel museo, già affollato di scolaresche in teorica vacanza istruttiva.
Siamo subito scesi alla mostra delle vecchie locomotive, per poter salire nel loco-tender e manovrare con frenesia tutte le leve e rotelle disponibili.
Esaurita l’avventura ferroviaria siamo usciti nel cortile gelido, i giganteschi Trasformer colorati erano stati purtroppo rimossi, come pure le sedie e tavolini da picnic.
Vi era solo la spianata di ciottoli e ghiaia tra gli alberi spogli.
“ Quanti sassi tondi come quello che ti ho tirato in testa tanti anni fa, ti ricordi nonno?”
L’ho ben presente piccolo mio e sono felice che tuo nonno , trono o incauto bersaglio che sia, resti talvolta a farti compagnia nei tuoi pensieri.
Sappi che veglierò sempre su di voi, presente o silente che sia.
E ora scherzate e ridete, è Carnevale.
Per la quaresima c’è sempre tempo.

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DAL SOGNO AL TRONO


Alle prime luci dell’alba si alza velocemente sospinto da un piccolo organo interno ormai logoro e intasato che lo fa correre a insediarsi sulla comoda del suo cabinet particulier.

Subito accorrono ai suoi piedi i due gatti Coccolone ed Adelina, chiedendo cibo con lamentosi miagolii.

Ancora assonnato ma ormai tranquillamente assiso sul trono nonno Talpone si sente benevolmente regale.

“ Mio popolo, chiedete pane e lavoro?

Ebbene vi sia benignamente concesso !”

Il sordo miagolio si fa sempre più impaziente e disperato.

“ Come, niente pane ?

Neanche brioches ? Siete dei signori !

Vi darò carne pregiata e sarò io che mi umilierò con l’acqua calda del te e il pane abbrustolito !”

Così compiaciuto e sempre regale il nostro si lava, indossa l’accappatoio pesante di spugna e seguito ansiosamente dai suoi sudditi entra maestosamente in cucina, soffuso dai primi raggi del sole autunnale.

IL PROFUMO DELL’INFANZIA 2


Eccolo il nonno Talpone che si aggira frenetico per le strade, scrutando nervosamente i pochi passanti, non sa dove andare e deve far passare il tempo prima dell’apertura del portone della scuola elementare.
Ad un tratto si ricorda che non ha con sé i soliti cornettini dolci che sono la delizia dei suoi piccoli, così si mette a cercare un fornaio affidabile.
Ecco finalmente una vetrina invitante, entra e alla giovane commessa ordina due involtini di pasta frolla, una larga fetta di focaccia all’olio appena sfornata, ma poi nota sul bancone una cesta contenete una serie di lunghi bastoni di pasta foglia croccante ripieni di ricotta e spinaci.
“ Uhm, lunghezza quasi mezzo metro, sembrano robusti, ma anche appetitosi – mormora pensieroso nonno Talpone.
Per quelle associazioni di idee che talvolta ci colpiscono,i famosi colpi di genio, anche se spesso assurdi, il nostro eroe ne ordina due ed esce felice dal negozio stringendoli ben saldi in una mano, mentre con l’altra tiene il sacchetto delle merendine.
Dopo un lungo giro ecco ora è in perfetto orario davanti al portone tra tante mamme, tate e nonni.
Quando lo vede stringe a sé il suo Polipetto e, trainando la pesante cartella a rotelle, con un braccio sulle spalle del suo protetto si avvia verso casa.
Sgranocchiano spensierati e felici le loro delizie e poco dopo provano una certa arsura.
Ecco il nonno ha dimenticato i soliti pacchetti di Ace alla frutta con cannuccia che accompagnano la merenda.
Accelerare il passo verso casa quasi strozzati ?
“ Su diamoci una botta di vita! – esclama deciso il nonno – andiamo al baretto dell’oratorio qua vicino a farci due bei bicchieroni di spuma !”
“ Come non sai che cos’è la spuma ? E’ la delizia degli oratori, il gusto felice dell’infanzia, quando ero piccolo come te la sognavo sempre, vedrai che scelta:
Cedrata, Arancio, Rabarbaro, Bitter, Vaniglia, Ginger, la Bionda, la Mora !”
Così, trascinato dall’entusiasmo del nonno, il piccolo Polipetto con il naso all’insù al livello del bancone di zinco ha ordinato fieramente il suo bicchiere di Ginger, mentre Talpone ha scelto il solito gusto al Chinotto e ha pagato ben un euro di conto.
Seduti pacificamente al tavolo di formica, in compagnia di rumorosi pensionati che urlavano mentre buttavano carte di scopa e briscola, hanno finito di consumare i loro temibili bastoni di ricotta e spinaci, avvolti in una sensazione di complicità e audace trasgressione.
Al loro ritorno a casa la mamma e la nonna erano preoccupate per i loro ritardo ma loro euforici hanno replicato audacemente .
“ Ci siamo fatti una spuma !”

IL GUSTO DELL’INFANZIA


Chiamata d’emergenza : adesso anche il nipotino grande sta male, ha la febbre e vomita il solito liquido biancastro.
Oggi tocca a noi, come per i pompieri siamo sempre pronti all’emergenza..
“Peccato – pensa nonno Talpone – sarebbe bello correre là di corsa dotati di una sirena che squarci l’aria aprendoci la strada, magari anche mezza, diciamo una sirenetta piccola piccola !”
In mattinata il bimbo sta meglio, è solamente indebolito e pallido, così si può giocare a memory, a indovina l’indiziato, a briscola in quattro con il morto, a cui capitano tutte le carte belle e vince sempre.
Telefonata dal suo papà :
” Sta meglio? Bene allora bisogna ripassare le guerre puniche, capito nonno ?”
Talpone è forte in storia, sa quasi tutto, comincia quindi ad elencare la personalità di Annibale, il più grande stratega di genio, quello che insieme ad Ettore ha sempre idolatrato dai tempi delle medie, poi esamina le tecniche di battaglia dei due eserciti e confronta i due imperi, il romano e il cartaginese.
Nonostante la foga forse è troppo prolisso, lo Scoiattolino lo blocca, vuole solo ripetere a memoria le due paginette del libro scolastico.
Ahimè, se non si parla di calcio e della Juve lui è impermeabile agli approfondimenti.
Nel pomeriggio un Whatsupp della sua mamma :
“Notizia importante: si segnalano nelle vicinanze della scuola due persone che hanno cercato di sottrarre i bambini ai nonni o alle tate che li avevano in custodia durante il tragitto casa/ scuola/casa.”
Nonno Talpone prontamente reagisce e rimanda un messaggio bellicoso:
“ Se ci provano gli rompo le gambe !”
Poi si guarda intorno valutando un’arma di difesa: il coltello da cucina per tagliare il pane, una scopa, il mitra spaziale verde dei nipotini ?
Si vedrà al momento, per ora esce di corsa, chiudendo a chiave l’Istrice Amorosa e lo Scoiattolino, anche se mancano due ore all’uscita dalle elementari e sceso in strada si rimbocca le maniche della camicia di flanella, anche se ha freddo, per essere pronto ad ogni evenienza.
Camminando veloce si guarda intorno tra i prati fioriti del Wisteria Village in cerca di possibili furfanti, con occhio bellicoso e indagatore.
… continua …

TRE VOLTE NONNO


Se credevate che nonno Talpone fosse morto o che si fosse stancato del suo blog per volubilità, accidia o semplice depressione senile, vi siete, anzi ci siamo proprio sbagliati.
E’ riapparso più giulivo e saltellante che mai, con il sorriso delle grandi occasioni e gli occhi spiritati.
Non ho fatto in tempo a chiedergli il motivo di questo subitaneo risveglio primaverile che lui, spruzzando saliva e quasi balbettando ha strillato :
“ Sono nonno, nonno capisci ?
Di nuovo !”
In un attimo di smarrimento ho pensato che la gentile avvocatessa,, moglie del Super Promettente Avvocato, fosse rimasta incinta, portando a tre, numero peraltro perfetto, la sua adorata progenie.
Ma no!
Era il responso positivo di un severo comitato di esperti inglesi alla richiesta di adozione portata avanti tenacemente dal Martello di dio e dal Tasso Irlandese.
Dopo anni di colloqui informativi, studi, pratica di volontariato negli asili, esami psicologici e attitudinali, nonché la ristrutturazione completa della loro casa ai fini di un’accoglienza ottimale, dopo aver loro stessi ragionato, sperato e spasmodicamente voluto questo nuovo arrivo che cementerà la loro unione, finalmente il SI finale con dieci voti su dieci.
Ne consegue che Talpone diventerà presto tre volte nonno, ancor più appassionato e amorevole.
Auguri e benvenuto al piccolo / piccola in arrivo.

IL BLOCCO


Ma insomma !
Sono sempre in blocco.
Anno sventurato questo, non solo per i ripetuti fastidiosi acciacchi personali,ma anche per disastri e decessi tra amici e parenti.
Non vediamo l’ora che finisca l’anno 2016.
Sono di natura pessimista, ma spero nel prossimo anno.
Se ci arrivo.

PS
In confidenza ho saputo da fonte sicura che nonno Talpone ha pagato il rinnovo annuale del sito, quindi per non sprecare i soldi lui ritornerà, statene certi, conosco il pollo come si suol dire, anche se sempre talpone resta.

DINOSAURI E AUSTROLOPITECHI


Che sollievo per noi nonni incontrare i nipotini, sia pure in una breve pausa pranzo.
E’ una gioia lo stare insieme, una mano sulla spalla e camminare ascoltando i loro sfoghi giovanili, i loro giudizi.
Con i nonni si può parlare di tutto liberamente, degli amici, delle esperienze di scuola, delle prime impressioni sulla vita.
“ Nonno, io non vorrei crescere, lo sai?
Mi piace restare bambino.
Però sarebbe bello diventare grande per poter bere la birra e il vino, non ti pare?”
“ Mio caro Scoiattolino, è la vita, si cresce, si diventa adulti, però dentro di te puoi mantenerti bambino.
Io mi sento così, anche se sono anziano.”
“ Vecchio come i dinosauri ?”
“ Non esageriamo, però guarda tuo papà, sono sicuro che anche in lui in fondo c’è un bambino, anche se sono passati tanti anni.”
“ Come un australopiteco !”

La scuola è una gran cosa: aiuta i bambini a definire l’età della nostra vita.”