ALDO E ANTONIO


Non fate della facile, ironica e inutile irrisione, il nonno, per quanto agitato e ansioso, è stato convinto a partire per l’Umbria.

“ Ho finito gli esami, ho un incontro con due ex allieve per creargli un posto di lavoro e quindi mercoledì pomeriggio potremmo partire – aveva detto la moglie Istrice Prussiana.

“ I bimbi sono al campus estivo e all’asilo – aveva detto il Promettente Avvocato.

Tuttopiede aveva sussurrato “ Non ti preoccupare ci penserà a tutto la tata e mia madre”

Nonno Talpone aveva così stipato, anzi trasportato per le scale i fagotti, la moglie invece aveva sistemato nell’auto in modo ordinato ed efficiente due piante di ulivi, cinque boccioni da olio, una ventina di barattoli da sugo di pomodoro, la cassetta di sicurezza dei prosecco, le valige, le provviste alimentari, i libri, i computer, la valigia baule di Pierre Cardin.

Nel lungo viaggio la vecchia diciottenne, la nostra Golf famigliare aveva sentito l’impellente bisogno di perder benzina, gocciolando per la strada poverina, ha la sua età, la capisco, anch’io soffro di prostata e di vescica, prima di partire gli avevo fatto rifare i freni, le cinghie di trasmissione, ma lei sente ormai gli acciacchi, ha fatto 250000 chilometri, non pochi capite e ben tre proprietari prima di me ,ho paura magari non fossero stati troppo gentili.

Aldo e Antonio erano silenziosi e tranquilli, lasciavano l’aria inquinata del balcone di piazza Loreto a Milano per un poggio collinare della Valnerina.

Li avevo avvisati prima e loro avevano risposto di non preoccuparmi per il loro trasferimento.

Scusate, non ve li avevo presentati.

Aldo è un mio carissimo amico dell’università, anche lui della Bocconi di Milano, chiamato famigliarmente Ho Chi Min, per una straordinaria rassomiglianza con l’eroe vietnamita.

Era intelligente, colto, umano e ha voluto e potuto proseguire una difficile e lunga carriera universitaria da stagista a cattedrattico in lingue e letterature sud americane.

Anni fa, nel pieno delle sue forze, ha dovuto cedere ad un male bastardo e maligno che l’ha tolto all’affetto della famiglia, degli amici, degli allievi, dei colleghi.

Aldo è un giovane alberello d’ulivo che ho acquistato lo scorso anno, allegro e salace, sopravvissuto forse meglio della biblioteca universitaria che a Salerno hanno dedicato in suo nome con la preziosissima raccolta dei suoi libri.

Antonio, pure lui bocconiano, era di qualche anno più anziano di noi, uomo mitissimo e gentile, preparatissimo sociologo, una di quelle persone che posso solo ammirare, leggerne gli interventi e apprezzarne la figura.

Nella sua malattia veloce e fatale, che l’ha tolto all’affetto di parenti, allievi e colleghi, io devo ammettere di non essere riuscito a conoscerlo e vederlo, a stargli vicino in silenzio, era un maestro e ora solo un amico virtuale, per me non meno vero in quel mondo misterioso e fantastico che è la nostra mente.

Lui è  ora, in uguale presenza, un rigoglioso ulivo di tre anni, alto più di me, carico di gemme e piccoli frutti.

Tagliata l’erba, farò delle profonde buche e li interrerò con amore nel mio uliveto, vicini tra loro, due professori si sa, due uomini gentili e generosi, si faranno compagnia e con lo stormire frusciante delle loro fronde avranno molto da raccontarsi e io, sciocco nonno Talpone, quando potrò mi siederò in terra tra l’erba, cercando di carpire le loro parole, con l’animo attento e curioso, perché amo le storie e gli ulivi ne hanno tante da narrare.

 

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DONNE E CHAMPAGNE


Dalla mia finestra noto con sorpresa che il traffico di auto sembra diminuito, c’è meno rumore, poche grida e mi rendo conto di non vedere le solite frotte di ragazzi che con gli zaini in spalla si urtano, scherzano, si raggruppano e si dividono come sciami di pesciolini nelle acque basse del mare.

La scuola è finita, eh già!

Anche i nipotini, almeno quello che ha appena terminato la prima elementare è rimasto a casa.

No, ora ricordo che dovrebbe essere con il suo amico del cuore al campo estivo al parco.

Mi viene in mente che venerdì scorso avevo sentito un gran vociare proveniente dalle scuole dietro casa, si erano persino sentite delle esplosioni di mortaretti tra le risate irrefrenabili.

Anche il mio Scoiattolino si sarà scatenato all’uscita di classe, chissà se avrà urlato    “ E ora donne e champagne !” in un impertinente moto di allegria.

Due o tre settimane fa, mentre nonno Talpone era a Brighton, in visita assistenziale dal figlio inglese e dall’amabile marito irlandese, i nipotini, in compagnia dei genitori e della nonna, erano stati in Umbria nella nostra casetta di collina, che a loro appare sempre come un Eden avventuroso da esplorare.

Avevano incontrato più volte mio cognato, il barbuto sindacalista radicale, scatenato affabulatore e pervicace maschilista, che sembra continuasse a ripeter loro :

“ Ragazzi ! Adesso donne e champagne!”

Queste esclamazioni esaltate e trionfanti, come se fossero pirati all’assalto di una goletta mercantile dovevano evidentemente averli colpiti, perché al mio ritorno, durante una cena, l’avevano ripetuta in continuazione come un gioioso ritornello.

“Spero che tu non la urli anche a scuola, vero? – ho chiesto tra il divertito e il perplesso.

“ Ma no nonno, altrimenti la maestra avrebbe chiamato la mamma per metterla in punizione – ha precisato giudiziosamente lo Scoiattolino.

Mentre il fratellino Polipetto, indomabile protagonista di ogni situazione, continuava a pigolare “ Donne ! Champagne !”, nonno Talpone, pur compiaciuto per le scelte enologiche del nipote ( Dio ci guardi dagli astemi !) , ha voluto indagare più a fondo.

“ Ma come fai con lo champagne, lo bevi nei calici ?”

“ Ma no nonno, metto nella cintura tante bottiglie di champagne e poi le tiro in testa a tutte le donne!”

L’espressione estatica del padre promettente avvocato, già orgogliosamente compiaciuta per il figlio promettente donnaiolo, si era subito allarmata, per poi sciogliersi in una comune risata liberatoria.

FOGLIETTI VOLANTI


Credo che capiti a tutti gli esseri umani, nonno Talpone compreso, di avere talvolta un improvviso guizzo di idea nel cervello, anche solo un’immagine o un’associazione di parole originali e divertenti che s’illumina improvvisa come un lampo e poi scompare lentamente nel buio.

Certe volte si dipanano storie più complesse, quasi un filmato o un racconto, però narrato a una velocità vertiginosa.

Noi magari stiamo camminando per la strada, svolgendo un altro lavoro, parlando con una persona o giacendo nel letto in un dormiveglia appiccicoso e tormentato.

Bisognerebbe avere un registratore, un congegno elettronico che fissasse queste immagini e parole sfuggenti.

Invece nonno Talpone, per quanto pensionato e quindi con un sacco di tempo da perdere, come affermano convinti i suoi figli, dispone soltanto di piccoli notes, bigliettini, ricevute di cassa, pezzi fortuiti di ogni forma e colore, su cui cerca, se ha a disposizione una penna o una matita, di trascrivere queste parole e figure.

Poi mille altri piccoli impegni giornalieri, la sua svagatezza, la curiosità fanciullesca per i nuovi gadget elettronici e , non ultima, la sua pigrizia, lo distolgono dal dipanare quelle piccole matasse di fili colorati e brillanti.

Rimangono quei foglietti misteriosi dal significato incerto:

Io, lui e l’altro

La palestra delle donne

Il bacio della signora di 88 anni

Lezioni in treno

L’uomo nero

Lo specchio della realtà

Donne e champagne

Il topino ballerino

La cura magica di Panorama

3 centimetri di grasso

Il signor Omicidi

Ritorno da scuola

Altri appunti sfortunatamente si sono persi i qualche tasca o in fondo ai cassetti.

Sembravano piccoli tesori e ora sono appunti più o meno lunghi dai titoli allusivi e senza senso.

Per ora.

In questo primo mattino, sono appena le 6 e tutta la casa è ancora silenziosa, mi sento stranamente ottimista, come un giovane archeologo.

Cercherò di scavare dentro, di ripulire, di ricostruire i pezzi mancanti.

Perché ho l’impressione, non vorrei sbagliare, ma ingenuamente lo penso ancora, che tutte le nostre storie, le parole, le immagini, le idee, debbano far parte del nostro nutrimento quotidiano, per gioire meglio della vita.

IL TEMPO CHE PASSA


Come ben sapete, di tanto in tanto mi capita di parlare con un caro amico, un certo nonno Talpone che ho incontrato per caso un paio di anni fa, tipo divertente direi, che mi solleva da pensieri tristi e accidiosi.

Non che lui non ne soffra in ugual misura, in fondo è anziano ed ha la mia stessa età, solo che è buffo e mi fa sorridere e star meglio del Sanax, del Prozac e del Ludiovil.

Oggi gli facevo notare, forse in modo poco cortese, che l’ultima sua storia, quella della valigia, me l’aveva già raccontata quindici giorni fa, avevo quindi l’impressione che cominciava a ripetersi, niente di serio, per carità, solo che non vorrei che avesse un inizio di demenza senile.

“ Io con la tua cosiddetta demenza senile, per quanto ne so, ci convivo fin da bambino – mi ha subito risposto placidamente – sono un tipo un po’ svagato e semplice, dico sempre quello che penso, ho i miei limiti, è un male ?      Devo ammettere che non pensavo fossero passati tanti giorni dal mio ritorno da Brighton, mi sembra fosse ieri, il tempo passa troppo veloce per me, non so come mai.”

Ho dovuto ammettere che la stessa cosa capita anche a me, qualche giorno fa, mentre parlavo con mio figlio dei programmi per l’estate, lui mi ha detto che in agosto per la festa dei suoi 40 anni sarà lontano da me.

“ Come 40 anni ? Sei così vecchio ? – avevo chiesto incredulo e perplesso – pensare che io me ne sento dai 24 ai 27.”

“ Papaa, ricordati che tu avrai sempre 30 anni più di me !”

Incredibile come passa il tempo, ma cosa deve fare uno che rimane generalmente ancorato, quando non fa il nonno, ai suoi anni giovanili?

Nonno Talpone mi ha sconsigliato di chiederlo ai vari amici psichiatri, ma di ragionarci insieme con serenità socratica di fronte ad una buona bottiglia di Prosecco spumante, che, secondo lui, fa bene anche alla vescica e alla prostata.

“Tempus fugit ! – ha declamato ieratico rispolverando logore sentenze – In vino veritas !”

Chissà, forse saremo fortunati, allegri senz’altro.

IL VINAVIL


“ Certo che è proprio bella quella grossa valigia che ho portato da Brighton, ma guardala, fa davvero un figurone!  Proprio grande a confronto della solita valigia che si usa !”

Nonno Talpone non si stanca mai di ammirare estasiato il suo baule Pierre Cardin che riposa contro una parete di casa, dove fino a poco tempo fa c’era il vecchio pianoforte, ormai trasportato in casa del Promettente Avvocato.

Personalmente non so cosa ne possa fare, lui sostiene che forse lo porterà in Grecia, nell’isoletta di Karpathos, dove passerà una vacanza di una settimana con vecchi amici.

Il problema è con cosa riempirla, a parte un paio di costumi, la cuffietta, gli occhialini, due pantaloncini e un asciugamano da spiaggia.

Basterebbe il suo solito zainetto da anziano globetrotter.

Di certo se non ci fosse il limite di peso di 20 kg per il bagaglio trasportato sull’aereo lui avrebbe pensato di infilarci la sua canoa gonfiabile, remi compresi.

Ma la moglie Prussiana vigila sempre.

Quindi lui passa spesso le serate ad accarezzare con gli occhi il suo baule firmato, ascoltando musica classica in filodiffusione e smanettando il suo ultimo giocattolo, un Tablet WiFi N10, di cui non ha ancora capito le immense funzionalità nascoste.

Quando era a Brighton l’aveva visto in mano al figlio Martellus deus e , come un bambino capriccioso, l’aveva voluto subito anche lui.

Anche se per questo potrebbe passare per un patito di tecnologia, non so perché si lamenta spesso di una certa bottiglia di Vinavil da un litro che, afferma lui, gli sarebbe stata trafugata.

Ascoltiamo dunque nonno Talpone, i nonni, si sa, tocca sopportarli con pazienza, dopo tutto ci curano i bambini, ci pagano i bollettini e le multe alla posta, riescono a fare cento piccoli lavoretti e poi in fondo durano poco.

“Dunque, come forse saprete, in Inghilterra ci sono dei luoghi magici.  No, non gli studios di Harry Potter, la Torre di Londra, il British Museum, gli hangar degli aerei da guerra di Duxford, parlo di “ Poundland” e di “ 99p”.

Pensate, in ogni città ci sono degli enormi supermercati con migliaia di articoli al prezzo di 1 sterlina o di 99 pennies.

Ad esempio l’ultima volta non ho potuto fare a meno di acquistare: una spazzola da bagno di legno con rullini da massaggio, un set di riparazione per bici ( non importa se non ci salgo sopra da anni, possono sempre servire ), due pile con lucina-bussola-fischietto, un set di cacciaviti e avvita dadi, un berretto pieghevole e impermeabile con bandiera inglese, una confezione da 30 pile da orologio, due bastoncini di luce fosforescente da campeggio, un set di fanalini a luce intermittente da bicicletta, un album da 500 fogli di carta a righe, una confezione con ben 10 penne ad inchiostro liquido, una tavoletta di gomma per appiccicare al muro i poster o i disegni dei piccoli, una favolosa colla bi-componente da saldatura con annesso spatolino, un flacone di Vinavil da 1 litro.

Ci pensate, in Italia un barattolino da 100 gr. di questa colla costa almeno due euro.

Come saprete il Vinavil è assolutamente necessario per restaurare le copertine dei libri, i fogli stracciati inconsapevolmente dalle manine dei bimbi, per incollare i disegni da loro ritagliati, per fare costumini di carta.

Insomma per un nonno carta, pennarelli, una forbice, pennellino e barattolo di Vinavil sono una necessità giornaliera indispensabile.

Ci crederete ? Al check-in dell’aeroporto una ragazza ha avuto il coraggio di sostenere che il mio bauletto Pierre Cardin era troppo pesante e quindi dovevo pagare un sovrapprezzo di 22 sterline per i chili di troppo.

No, non si riferiva al mio peso sforma, indicava la mia prestigiosa valigia firmata.

Così ho aperto il bauletto, travasando tutto il possibile nel mio zainetto e nelle varie tasche della giacca a vento.

Sembra che alla fine ci abbiano ripensato, accettando il bagaglio semi svuotato, pur di allontanarmi dalla fila.

Al controllo, le scarpe nella tasca destra sono passate, il litro di inoffensivo Vinavil in quella sinistra invece è stato sequestrato come arma letale, pensavano forse che volessi incollare i seggiolini dell’aereo ?

Ora ho la mia bella valigia, potrei mettermi dentro e farmi scarrozzare per la stanza dai bimbi, tanto ha quattro capaci rotelle gommate, ma il Vinavil non ce l’ho più, come faccio a riparare i loro giocattoli?

valigione pierre cardin