Ritorno o partenza, non sono più sicuro di me.
Sembra sia possibile ad una certa età, diciamo la confusione o l’incertezza su quello che accade.
Il fatto è che mi sono spostato spesso in tre diverse case ultimamente ed è comprensibile una certa difficoltà di orientamento.
Anche la mia vista è calata in modo significativo, mi muovo con un bastone in modo incerto e sono purtroppo lontano dai pochi amici rimasti.
Ma le giornate continuano a consumarsi davanti a me, i figli e nipoti crescono o invecchiano con una rapidità preoccupante.
Il tempo è relativamente elastico, i ricordi traditori e beffardi.
Il mio amico nonno Talpone ha ancora i suoi sprazzi divertenti eccentricità, ma sono troppo brevi e sporadici per farne storie, una stanchezza torpida ci intrappola troppo spesso.
Nell’autunno piovoso e ventoso di Brighton vivacchia in un sonnolento ritiro sognando le colline umbre e una Milano perduta degli anni giovanili.
Nella sua nebbia senile però gli sono sempre vicini i libri, anche se narrati a voce o ingranditi sul tablet.
La collezione di libri cartacei in Italia la mantiene ancora, sfogliare le pagine, sbirciare le figure o tentare con una lente di decifrare qualche riga è una compagnia e un vezzo che non si può perdere.
Allora ammettiamolo, si può ancora sorridere alla discesa delle ombre serali e accettare la fine del giorno.
