STORIE E CONTROSTORIE


La bella vita continua.

I nipotini erano tornati da Londra domenica sera, lunedì sono stati con loro tutto il giorno, martedì a pranzo fino a sera, oggi dall’asilo fino all’ora della nanna, poi forse ancora domani.

Giorni di abbondanza, un nonno che li può mangiare di bacini facendo la lotta, che partecipa ai loro fantastici giochi, che discute se il vigile di Pisapia può ammanettare il Supereroe cattivo dal nome impronunciabile, però poi può far intervenire la mamma playmobil che lancia un fazzoletto di carta magico che imprigiona il bestione distruttore.

Quando con le loro bacchettine gli lanciano incantesimi latini per tramutarlo in una statua di sale, nonno Talpone cerca di rilanciare la contro maledizione “ Porcellum !”

“ Eh no, non vale Harry Potter non diceva così !”

“ Va bene, allora: Stabimus Optime ! Lapis Niger !  Rosa Rosae !”

“ Eh no, nonno non sai niente, non si può giocare con te!”

Ahimè, il suo latino è dimenticato, deve studiare ancora o perlomeno rileggersi la serie completa degli apprendisti stregoni acquistata tanti anni fa.

Dovrà prendere molti appunti, la sua memoria sta peggiorando ogni giorno, i bambini invece sono ferratissimi, un loro amichetto sembra conoscere a memoria Guerre Stellari, Il Signore Degli Anelli e Il Mago Potter.

Il figlio promettente avvocato, quando era in vacanza a Brighton ha setacciato con i piccoli tutti i charity shop per acquistare pupazzetti e piccole astronavi di quelle saghe, sua moglie, la dolce avvocato Tuttopiede, ha sorriso, taciuto e accettato di accompagnare i tre bambinoni nelle campagne acquisti all’ingrosso.

Però il nonno l’altro giorno con un colpo di fortuna ha scovato in un negozietto cinese due bellissime Katane di plastica e due pistole al prezzo affare di sei euro, garantendo così le sue saghe personali dei due piccoli samurai contro il Drago Verde Talpone, nonché dei due cowboys contro Grande Talpone Seduto.

Per gli incantesimi latini andrà a ripetizione private, altrimenti non potrà mai diventare apprendista stregone.

Però quando verso sera racconta le sue storie, i piccoli lo ascoltano attenti e curiosi, le fiabe ben raccontate vincono ancora tre a zero !

Forza nonni, riusciremo un giorno a raccontare di Jolanda, la figlia del Corsaro Nero o di Tremal-Naik e la Perla della Laguna ?

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3 thoughts on “STORIE E CONTROSTORIE

  1. Salve nonnotalpone, ho letto gli ultimi post e mi sono fatta una domanda: ha mai pensato di fare il volontario come supporter a bambini con disagi educativi?
    Scusi l’audacia, ma nei suoi scritti leggo tanta voglia di mettersi in gioco, perchè questa sua passione di educatore deve essere cosi’ imbrigliata ?
    Ci pensi un po’ e intanto scusi questa lettrice che spesso ha l’ardire di capire fischi per fiaschi.
    lori

    1. Cara Lori non sbagli tanto con la tua domanda, molti anni fa ho fatto l’insegnante precario per quasi due anni se non sbaglio. Avevo delle classi terribili e impegnative, ma me la sono cavata bene. Quello che non sopportavo era la burocrazia scolastica, le presidi, i programmi ministeriali. Insegnare per me vuol dire entusiasmare, ragionare insieme, essere un maestro.
      Quindi ho fatto altre scelte di lavoro.
      Con i bambini , ma diciamo con tutti i giovani mi trovo molto bene, faccio volentieri da nonno o da zio con loro.
      Fare volontariato e supporter con bambini con disagi educativi non è così semplice, occorre una preparazione notevole, vedo il lavoro e gli studi di mia moglie e so quello che dico.
      In queste cose ci vuole preparazione, capacità specifiche e professionalità.
      Ho pensato invece di frequentare dei corsi da clown per bambini, questo però è un progetto da vagliare con attenzione.
      Hai forse qualche suggerimento ?

      1. Premesso che sono toscana e quindi non conosco le associazioni di volontariato lombarde, ho dato uno sguardo su google ” volontariato a milano ” alla categoria minori, ed a mio avviso potrebbero essere interessanti quelle che si occupano dei minori a rischio d’abbandono scolastico.
        L’insegnamento per me è il lavoro più bello ( al nord è considerato un lavoro di second best ) se uno può permetterselo economicamente.
        Anch’io ho sposato un professore ordinario ( quando ci siamo incontrati era ricercatore universitario ), con il tempo ho imparato ad non dare troppo importanza alle sue idee perchè tendono a non scendere mai di cattedra.
        lori

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