SENZA ARTIGLIO


Si ricomincia tutto daccapo.
Stamattina nonno Talpone ha fatto le sue cinque ore di attesa in un altro ospedale, abitudine divenuta quasi giornaliera, per far esaminare la sua mano ingessata da un chirurgo ortopedico.
La diagnosi è disperante: la frattura multipla scomposta non si è saldata bene, è necessario rompere tutto e intervenire chirurgicamente all’interno della mano con tubicini, spero di metallo.
Non è tanto per il dolore, oso pensare che useranno l’anestesia locale, ma la conseguenza è che si prospettano ulteriori trenta giorni di immobilità dell’arto, che impediscono al buon Talpone di andare al corso di nuoto libero e in palestra ( quella della terza e quarta età ), ambedue già pagate, lasciandolo ozioso e corrucciato a brontolare dentro la sua tana.
I soliti maligni d’oltremanica osserveranno che questa era la sua speranza segreta, quella di oziare, brontolare e non fare attività sportiva.
Sbagliano grossolanamente, non c’è come non poter fare una cosa, che questa diventa vogliosamente desiderabile.
Come non bastasse, il giovane chirurgo ha tolto il tutore di ferro dalla mano e fatto ridurre la fasciatura, vista la prossima operazione e lo stato scomposto della frattura.
Timidamente nonno Talpone ha chiesto se era possibile rimettergli il supporto metallico, magari accentuandone l’estremità ad uncino, tanto per far contenti i suoi nipotini quando giocano a Peter Pan e Capitan Uncino.
Il giovane chirurgo, evidentemente non ancora padre di famiglia, l’ha guardato stupito e gli ha chiesto se per caso soffrisse anche di mal di testa o di lievi allucinazioni, consigliando una visita dal neurologo psichiatra dell’ospedale.
Talpone allora ha sorriso di compatimento, poverino, non conosceva ancora i godimenti dei fantastici giochi che si possono improvvisare con i bambini. 

SPIACCICATO


Come ben sapete, nonno Talpone ultimamente ha scoperto l’esercizio fisico, la corsa ( diciamo pure la camminata a passo veloce ), addirittura, udite, udite, si era iscritto ad un corso di nuoto, quattro giorni fa aveva preso la sua prima lezione di crawl, migliorando a suo dire lo stile delle sue annaspanti bracciate.
L’entusiasmo è il suo punto debole, si sa, già progettava la traversata della Manica da Calais a Dover, già si vedeva sui giornali a pieno titolo “ Settantenne Talpone, atleta italiano, compie la traversata con bandiera tricolore sulla cuffia. Amaro disappunto dei leghisti, Bossi gli revoca la documentazione di nascita a Varese, avrebbe dovuto attraversare prima il Po, almeno il Ticino, sarebbe bastato anche l’Olona “
Così tre giorni fa, quando doveva prendere l’ autobus per andare a rinnovare la carta d’identità all’Anagrafe, gli era parso naturale rincorrere il mezzo che stava per allontanarsi dalla fermata.
Si era lanciato in una corsa sfrenata, dimenando le braccia e le gambette, sfoggiando le sue famose scarpette da jogging.
Si era lanciato, dicevo, con una tale grinta e furore da planare, dopo un breve volo, lungo e disteso sul marciapiede di granito, spiaccicato come un fico maturo quando cade dalla pianta.
Che strana sensazione essere aderente ad un pavimento, piatto come una tavola e, dopo la brevissima sensazione di volo nell’aria, cosi diciamo terra terra.
Non riusciva più ad alzarsi, un paio di passanti l’avevano amorevolmente sollevato di peso, rimesso in equilibrio, raccolto gli occhiali e il libro da terra.
E’ vero, prima correva con un grosso libro in mano, anche lui era volato in aria e caduto, però non si era fatto niente, aveva la copertina plastificata, era un paperback.
In posizione verticale, piuttosto confuso, Talpone si accorse che si era strappato i pantaloni nuovi, sanguinava dal ginocchio, dalla mano e dal gomito destro e , strano, nella mano sinistra, oltre al sangue, aveva un mignolo che andava all’insù con un’angolazione di 90 gradi.
Interessante, non era mai stato in grado di piegare le dita all’indietro, che abilità aveva acquisito !
Le pie persone gli chiesero come stava, se voleva un’ambulanza, lui rispose che voleva solo rifare la carta d’identità, era la quarta volta che ci provava, mancava sempre qualcosa o bisognava aspettare troppo tempo, lui aveva i suoi impegni, ma questa volta forse ce la faceva.
Fu stato gentilmente dissuaso e riaccompagnato verso casa sua.
Zoppicante e sanguinante quando finalmente giunse al portone, citofonò al suo amore del terzo piano, farfugliando “ Cara, sono caduto ! “
Salite le scale, lo accolse la sua Istrice prussiana, che non seppe fare a meno di ridere sino alle lacrime, pur accogliendolo e iniziando a disinfettare e portare le prime cure alle sue ferite.
Le torte in faccia, le cadute rovinose quando si inciampa, lo sbattere la testa su un ramo basso sono vecchie gag che hanno un successo garantito.
Anche il Martello di dio, subito avvisato, non potè fare a meno di accorarsi e di ridere di gusto insieme alla madre e mandargli un breve SMS quando nonno Talpone era ormai al Pronto Soccorso “ Allora come va la zampa ? Rotta ? Povero il mio Ciccione acrobata, la prossima volta che ti tuffi guarda che ci sia l’acqua davanti !”
Come è consolante quando tutti si preoccupano di te.

CAN CAN


Ci sono molti modi per reagire all’ambiente che ci circonda, ci tempesta, ci mortifica, ci demoralizza, bisogna divertendosi, irridendo tutto e tutti, a cominciare da noi stessi, come dicono i napoletani “ pazziare “, nonno Talpone alla sua veneranda età l’ha riscoperto e apprezzato.
Stasera la sua adorabile consorte, l’operosa Istriciotta, era impegnata come al solito in una telefonata di lavoro, l’argomento era la demenza senile di qualche conoscente.
Il tema delle conversazioni sono sempre ricoveri ospedalieri, carenze assistenziali degli enti preposti, parenti alle prese con anziani che danno i numeri e di cui nessuno se ne vuole occupare, riabilitazioni e consigli medici.
L’argomento è oggetto di molteplici telefonate giornaliere e serali, preferibilmente alle ore dei pasti.
Questa volta nonno Talpone riconosce la voce dell’interlocutrice, è un’amica carissima dei tempi dell’università, chiede allora di poter parlare anche lui, esordendo alla talponese, prendendosi in giro per i suoi malanni veri e presunti, scherzando su malattie e morti, cosa si può fare, ci siamo destinati.
Allegria, come diceva il buon poeta Delio Tessa “ Alegher, l’è el dì di Mort “
Basta con questi discorsi menagramo, confessa che al prossimo matrimonio lui si sceglierà una ballerina del Can Can ( è confuso e rimasto un po’ arretrato con i tempi, scusatelo ).
Chiede poi all’amica come stia di salute.
“ Ho un po’ di fascite… “
“ Beh, io ho la tallonite “
“ Comunque mi consolo di non avere niente di peggio…”
“ Verissimo cara, dentiere, fascette, prostatine, menopausette, bypassini… alegher, alegher ! “
Ripassa il telefono all’Istrice professionale e con gridolini da indiano metropolitano si mette a ballare in mezzo alla cucina di casa, una danza scaramantica che lui ritiene essere un can can indiavolato.
Alegher !
Pensare che aveva bevuto solo una mezza bottiglia di ottimo Barbera di Volpedo.
Ma quando si è giovani la gioia è con noi.

IL BELLO DELLE ALTERNATIVE


Talpone è rasserenato, anche perché gli amati nipotini quando l’hanno visto gli sono corsi in braccio festosi e urlanti, lo hanno stretto forte e a gara tra loro hanno cercato di raccontare tutte le loro prodezze eseguite durante le vacanze nella lontana isola greca.
Oggi pomeriggio arriva la telefonata del dottor Laghetti, l’amabile dentista  dalle chiacchere infinite, annuncia con voce seria che ha potuto vedere la radiografia dell’incisivo, quello che dondolava leggermente al nostro eroe.
Talpone sorride fiducioso e ascolta il suo odontoiatra preferito, che gli elenca i particolari di una diagnosi funerea.
Sembra che ci siano problemi alla mascella, parla di necrosi, forse in conseguenza di un trauma, una testata o un calcio ricevuto, probabilmente da un nipotino, si chiama sindrome da nonni.
Risulta necessario eseguire un intervento di protesi su sei denti anteriori, abbastanza serio e costosissimo.
Nonno Talpone rimane raggelato dalla notizia, un addio mentale ad una futura possibile Smart, ma in fondo spera che ci sia il solito lieto fine del medico burlone.
No, il Laghetti imperterrito riferisce di essersi consultato in proposito con la moglie dentista, no davvero, un caso grave come quello di Talpone gli era capitato una sola volta in 25 anni di attività dentistica.
Comincia ad elencare le possibili alternative di intervento :
– Si può tentare un rafforzamento osseo, costa di meno ma le probabilità di successo sono del due per cento.     
– Si possono usare denti di metallo ricoperti di resina, invece che di ceramica, costo minore, ma con il tempo la copertura di resina sparisce e rimane il metallo.
– Si possono lasciar cadere gli incisivi compromessi e lasciare il buco.
A questo punto chiede a nonno Talpone “ Qual è la sua età, dai 50 agli 80 ?   Perché vede, quando si è anziani non importa l’estetica, si sputacchia un poco senza incisivi, però non costa niente “
Nonno Talpone dovrà decidere la prossima settimana con calma, intanto sta considerando la possibilità di girare con incisivi di acciaio, come quel cattivone russo, “ Lo Squalo “ nel film di James Bond.
Così ai giardinetti le mamme diranno ai loro bambini “ Forza, non fate i capricci, andiamo a casa, altrimenti chiedo  a questo signore di mostrare la sua dentatura di acciaio, che vi stritolerà !”
Oppure “ Non ti sporcare, guarda che ti faccio mangiare da nonno Talpone !”
E’ piacevole invecchiare, dichiara il nostro, guardando il suo bicchiere mezzo vuoto e  pensando che in fondo è bello avere ancora delle alternative a disposizione.
 

SONO RASSEGNATO


Qualcuno magari penserà che nonno Talpone sia entrato in letargo prematuramente, visto che sono parecchi giorni che non aggiorna il suo blog, frutto di considerazioni e stupori sulle stranezze esistenziali che ci tocca vivere giornalmente.
La possibilità di una fase anticipata di letargo non sarebbe poi del tutto impossibile, vista la sua proverbiale distrazione e la giovanile confusione che lui esercita spontaneamente in fatto di date e impegni.
Vero anche che il figlio Martello di dio è da svariati giorni impegnato in faticose escursioni tra vette e rifugi delle Dolomiti, trascinato dall’infaticabile Tasso irlandese, cosa non si fa mai per amore, con la benefica conseguenza che in tal modo non può comunicare e impartire ordini telefonici.
Ma non è neanche questa la ragione del silenzio talponesco.
Dunque giovedì scorso la sua auto viene dichiarata inabile al viaggio per motivi pseudo tecnici, cioè il rifacimento della frizione.
Il venerdì si rompe un meccanismo interno della serratura della porta di entrata di casa, lasciando la possibilità di sperimentare vie alternative notturne alle finestre del primo piano, grazie ad una scala a pioli saldamente tenuta da nonno talpone.
Sabato arrivano gli operai che smontano in maniera geniale il portoncino d’ingresso, cambiano la serratura, se ne vanno a tarda mattinata con un lauto compenso, ma nel tardo pomeriggio viene tranciata la tubazione dell’acquedotto comunale e per 16 ore si rimane senz’acqua, sopravvivendo grazie a taniche che vengono riempite e trasportate da una fontanella pubblica di un paese vicino.
Domenica una delle nostre cinque gatte semi selvatiche, la mia nera Stellina, bussa alla porta, pardon miagola disperatamente alla porta di casa, decidendo di portare al riparo di un tetto due gattini grigi soriani, nati una quindicina di giorni prima e tenacemente nascosti sino a quel momento, poi una decina di minuti dopo, appena prima di un furioso temporale decide di uscire di nuovo, per rientrare con un altro cucciolo.
La moglie prussiana si commuove e freneticamente prepara cucce per la notte incombente, predispone cortine di stoffa a tutela della privacy gattesca, piattini di latte e di carne in vari punti strategici attorno ad esse.
Lunedì mattina alle cinque si sente all’esterno un flebile miagolio, mamma gatta diventa isterica, bisogna farla uscire, ritorna poco dopo con un quarto e ultimo cucciolo, il più tonto, che si era perso nella serata precedente.
Il meccanico ha riparato profumatamente la nostra vecchia auto, ma l’Istrice prussiana e la sorella Paperoga impongono a Talpone di costruire una nuova cuccia di legno, appositamente coibentata visto il prossimo inverno, impermeabilizzata e sollevata tipo palafitta per evitare eventuali umidità dal terreno.
Abbiamo da anni un’altra cuccia, però è attualmente abitata da un’altra gatta, nonna Perla, che ha appena partorito tre gattini, quindi con diritto di precedenza.
Per sua fortuna a Talpone non viene chiesto di predisporre nel nuovo ricovero dei lettini a castello, finestre con tendine e frigo bar, ma nelle fasi di costruzione trova il tempo di tagliarsi un dito della mano destra con una lama arrugginita che spunta da una vecchia tavola di legno, senza troppi problemi visto che aveva fatto l’antitetanica lo scorso anno quando con la motosega si era scortecciato due dita della mano sinistra mentre tagliava la legna per l’inverno.
I gattini apprezzano fin troppo la nostra casa e la nuova cuccia, lasciandovi intorno dei piccoli laghetti e snobbando la cassetta di sabbia predisposta in precedenza; a questo punto la moglie prussiana decide che la nuova cuccia con relativi gattini deve essere portata all’esterno, in posizione vicina, ma ombrosa e riparata dalle intemperie con apposita tettoia metallica.
I cuccioli non si lamentano, ma la gatta Stellina si sente molto offesa dall’affronto dello sgombero forzato, Talpone rimane male, se fosse per lui le avrebbe lasciato le chiavi di casa, se fosse stato possibile.
Martedì si inizia finalmente il viaggio di ritorno Terni-Milano, non senza aver prima stivato l’auto tipo TIR : valige, 18 borsoni di contenuto vario, una cassa di patate (?), due casse di pomodori veraci (?), due casse di barattoli di conserva di pomodoro preparati da mamma Istrice, due casse di orci di olio extravergine umbro delle colline vicine ( è nostrale ! ), passeggino, seggiolino e giochi residui dei nipotini, cassa di piante di gerani ( quelli umbri sono evidentemente speciali ), una cassa di piante aromatiche ( idem ), vasi di marmellate, di visciole zuccherate, uno zaino con apparecchiature elettroniche di nonno Talpone.
 Lui riafferma convinto la necessità vitale di cambiare auto e di acquistare una Smart di seconda mano, più che sufficiente per sé e il suo zainetto.
Chi volesse fargli un regalo sa quali sono attualmente i suoi più ardenti desideri.
Comunque alla sera sono arrivati a Milano, hanno scaricato le casse, le borse, le valige, i vasi di fiori, tanto loro  sono al terzo piano senza ascensore.
Nonno Talpone talvolta si sente uno sherpa, di quelli scemi che amano farsi del male.
Casa, dolce casa dicono, ma quando sono entrati nel loro nido hanno scoperto che il telefono non funzionava, così pure internet, la caldaia per farsi una doccia nonchè il decoder satellitare per soddisfare le manie omicide di nonna Istrice.
Mercoledì pagamento di tutte le varie bollette nel frattempo arrivate per posta e poi la temuta visita dentistica.

Il suo medico di fiducia, dottor Laghetti gli dice subito appena entrato “ Oggi non mi sento troppo bene, forse ho mangiato qualcosa che non andava “
Talpone sorride comprensivo e cerca di rialzarsi dal lettino su cui è sdraiato, ma l’altro lo blocca con mano ferma, si mette la mascherina, gli apre la bocca e rovista all’interno con specchietto e un ferretto ad artiglio di acciaio.
Il dentista inizia a parlare a raffica come al solito, gli elenca tutti i mali che lo affliggono, gli racconta del pronto soccorso in cui lo hanno ricoverato mentre era in vacanza nel suo paesetto del trentino e delle cure sbagliate che gli hanno prescritte rischiando di fargli perdere un occhio, dei casi più disperati che gli sono capitati nella sua carriera dentistica, delle truffe abitualmente utilizzate da dentisti disonesti e così via, senza mai fermarsi.
Alla fine gli domanda con aria funerea “ Ho due notizie da darle signor Talpone, una buona e una cattiva, fra l’altro, lei è credente ? “
Lacrimando , con uno sguardo smarrito nonno Talpone farfuglia che poche sere prima aveva visto in televisione un vecchio film per ragazzi prodotto da Walt Disney, “ Il segreto di Polyanna “, aveva vagamente capito cosa volesse significare, ma lui era sempre fermamente convinto che nella vita ci sono sempre bicchieri mezzi vuoti, comunque lui aveva passato una settimana abbastanza disumana, che parlasse pure, tanto era rassegnato.
“ Bene caro signor Talpone, la notizia buona è che posso ricementare subito la sua vecchia protesi che le era caduta, quella cattiva è che io non ci guadagno niente “.
Se non fosse stato per la folta barba  nonno Talpone l’avrebbe baciato, si fa per dire, finalmente la serie negativa era finita per lui, e il buon dottor Laghetti sarebbe senz’altro in seguito onorato con fiaschi d’olio e capocolli umbri.