SONO SEMPRE INVITATI


“ Pronto papà, come stai?”

Giorni fa ha chiamato il figlio promettente avvocato, nonno Talpone è sempre felice di sentirlo e per un attimo ha sperato che gli avesse telefonato per essere invitato a pranzo con moglie e nipotini.

Invece no, era una chiacchierata generica di saluto e il nonno alla fine osa chiedere se per caso ci si può incontrare.

“ No – ha risposto lui – siamo impegnati con gli amici per il fine settimana, stamattina c’era lo Scoiattolino che voleva venire da voi, ma gli ho spiegato che non poteva perché non era stato invitato, non si può andare dai nonni se non sei stato chiamato appositamente, così si è convinto e, tutto abbacchiato, è andato all’asilo”.

“ Cosa hai fatto ! – ha tuonato nonno Talpone – io li voglio sempre i miei nipotini, la mia casa è aperta a loro e a tutti i bambini, ci mancherebbe altro. Ma come si fa a fare certe  affermazioni ? Fai perdere la fiducia nei nonni ! Che mondo !”

Era proprio furente, dopo la telefonata a cominciato a bofonchiare “ Lo diseredo, gli sbarro la porta di casa !”, nonna Istrice ha cercato di calmarlo, ci si spiegherà in seguito, non bisogna drammatizzare, i figli sono fatti così, bisogna sopportare.

Ma ieri mattina alle sette uno squillo ha svegliato dal sonno i nonni, il figlio milanese, si proprio lui, il promettente avvocato avvisa che lo Scoiattolino ha la febbre, loro devono andare al lavoro, se noi potessimo …

Come se suonasse l’allarme, ci si alza di corsa, ci si veste in fretta e si corre fuori, come pompieri chiamati ad un incendio.

Evviva, siamo stati chiamati, siamo necessari, forse essenziali.

Mentre si affanna verso l’automobile, con i borsoni delle provviste, nonno Talpone brontola “ Ah ma mi sentiranno, cosa credono, glielo devo dire, sono uomo di principi io, i permessi, gli inviti, basta, poveri piccoli.     Cara, abbiamo portato il brodino, le arance per la spremuta le compro dopo, chissà cosa manca per il pranzo, in ogni caso ho portato la mia scorta di taralli, quelli fanno sempre bene “.

TALLONITE


Nonno Talpone è un giovane settantenne sanissimo e sportivo, come dicono sugli annunci matrimoniali, soffre, meglio gode, di qualche piccolo disturbo, come tutti d’altronde, in particolare : una tallonite dovuta al suo passo di marcia frenetico e marziale, una mascella con seri problemi dentari, un testone che va a sbattere su qualsiasi cosa superi il metro e ottanta, infine una strisciante, insidiosa, congenita depressione.
Per le testate niente da fare : o andare in giro con un solido elmetto da cantiere( ne ha due, che sfortunatamente dimentica sempre di usare ) o rassegnarsi alle zuccate, che hanno un benefico effetto umoristico sulla adorata moglie Istrice Prussiana, facendola piegare dalle risate.
Le visite e cure mediche per i denti forse servono come punto d’incontro e di conversazione, sia pure a caro prezzo, con lo spassoso dentista veneto dottor Laghetti.
La depressione, se uno ci nasce come in un parto gemellare, cosa farci, ti seguirà fedelmente come un’ombra, ci devi convivere.
Per fortuna la moglie di Talpone è una creatura positiva, gioiosa, affascinante, per essere precisi oggi sono esattamente trentanove anni di matrimonio vissuti insieme, durante i quali lo ha sopportato con un sorriso timido e sornione.
Poi i commenti ricevuti sul suo blog lo ravvivano e lo rialzano di morale più che un grappino, il che non è poco se permettete.
La tallonite invece è un malessre di questi ultimi anni : Nonno  Talpone non cammina, lui corre agitato, marcia a spron battuto come se seguisse trombe e tamburi, anche se non deve andare verso una meta precisa, segna il passo così forte da creare dei duroni callosi molto dolorosi sui talloni, poi sono corse da callisti, podologi, creme, raspe, limette e carte abrasive.
Da quando poi si è invaghito dell’idea della corsa, colpa anche della sua amica Elasti, ne sono più che sicuro, nel slanciarsi lui inciampa e si spiaccica a terra che è un piacere.
Stamani da un ospedale all’altro marciava precipitoso, con il suo braccio fasciato al collo, scansando irritato vecchiette, mamme e ragazzine perse in monologhi cinguettanti al cellulare, scendendo infine di corsa nella metropolitana e per non perdere un treno è quasi rimasto chiuso tra le porte scorrevoli del vagone, per fortuna con il braccio fasciato all’interno della vettura, al sicuro.
Ma perché si corre ?
Più di dieci anni fa nonno Talpone, mentre camminava tranquillo su un marciapiede della sua amata Città Studi, fu fermato da un ragazzone barbuto che gli disse :” Buongiorno,si ricorda di me ? Sono l’amico di suo figlio al tempo delle medie, come si trova in pensione ?”
“ Bene, grazie, più che un pensionato mi considero un rentier, un signorotto che vive di rendita, mi contento di poco, posso finalmente leggere i miei libri tutto il giorno, ho buttato via giacca e cravatta, che libertà ! Ma scusa come fai a sapere che sono andato in pensione ?”
“Semplice, lei è l’unico nella via che procede placido, incuriosito e sorridente, tutti corrono e si affannano a Milano, deve essersi appena ritirato dal lavoro, è ovvio”
Acuto osservatore quel ragazzo, ma allora perché adesso marcio anch’io così frenetico, dove vogliamo arrivare tutti noi così agitati ?
Forse corriamo dietro alla giovinezza, la inseguiamo testardi e affannati.
“Dove è andata, scusi l’ha vista, mi dica ?”
“ Più avanti, ha appena girato l’angolo di un anno, se si affretta forse può raggiungerla “
E via di corsa, svoltiamo nella via, un altro anno ancora è passato, ma lei è già più lontana, una visione fugace, un’altra corsa ancora, forse, chissà, un altro sforzo …
Quando poi ad uno sportello della Posta o del Pronto Soccorso Nono Talpone trova una signora di quaranta/cinquant’anni che gli dice sospirando :” Beato lei che è in pensione !”
Lui invariabilmente risponde :”Va bene, facciamo cambio, io le do la mia pensione e anche la liquidazione per giunta, lei mi rifili i suoi anni e il lavoro da fare !”
Chissà perché nessuno accetta la sua proposta di scambio, una smorfietta e poi : “ Avanti un altro !”