SETTE PIU’ DUE


Ti svegli in una mattina come le altre, dalla finestra scorgi un sole offuscato dallo smog, dalla strada salgono i soliti rumori di una città congestionata dal traffico, i gatti pretendono la loro colazione per poter poi dormire, loro che ti hanno svegliato con miagolii incessanti, strofinamenti, ronde ravvicinate e qualche amorevole zampata.
Aspetti che qualche umano ti dica qualcosa oggi, forse ti sei arrovellato con questo pensiero assillante dalla sera prima, in fondo capita una sola volta all’anno, per fortuna,ma non accade niente, tua moglie ti chiede con noncuranza i soldi per il parrucchiere, svuoti subito il portafoglio, in fondo che importa ?
Fai colazione e aspetti.
Niente, silenzio ovunque.
Poi alle dieci ti arriva una telefonata dalla cognata Paperoga, ti fa gli auguri, chiede quanti anni hai da oggi e si stupisce:
“ Così tanti ?”
Quando ti passa il cognato e lui ti chiede se già hai necessità di un catetere.
Finalmente la sensazione di gelo si scioglie, la moglie si ricorda anche lei, più tardi anche quei pochi amici che ti rimangono si uniscono negli auguri e nei hai bisogno per superare la barriera della ricorrenza.
A pranzo arriva la famiglia del figlio milanese con pacchi di regali e i nipotini cinguettanti, frenetici.
“ Nonno dove sono gli altri regali di Babbo Natale ? li apriamo subito ?”
“ Bambini ! Prima fate gli auguri al nonno, è il suo compleanno !”
“ Sì, ma li apriamo i regali, dai li apriamo ?”
E’ la celebrazione anticipata di Natale oggi e il compleanno unito di nonno e della smagliante mamma Tuttopiede, in seguito saremo separati per le feste.
Il nonno sorride paziente, oggi si è messa una camicia nuova e un farfallino amaranto che aveva indossato solo per il matrimonio del suo Martello di dio alcuni anni fa, si commuove e li scusa.
Li capisce bene perché se la matematica è una scienza esatta sette più due fa nove.
Con quell’età ipotetica di nove anni lui si sente decisamente dalla parte dei bambini.

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UNA VIGILIA DI APPRENSIONE


Ore 9.10

P. V. – “Accidenti ! Sei sempre nascosto nonno Talpone ?”

Io – “ Ho avuto un sogno, un incubo tremendo che univa in un cerchio pauroso l’innocenza della mia prima infanzia, quando ancora c’era la mamma, con la solitudine smarrita del dopo, il rimorso delle occasioni sprecate, la fastidiosa convivenza con quel vecchio che devo ammettere mi è estranea e fastidiosa.”

N. T – “ Lui, sì quell’anziano signore con cui mi sono svagato per tre anni, ormai si è troppo rinchiuso nei suoi ricordi e paure, credo proprio che dovrò cercare un altro che mi ascolti, ma non so con chi comunicare, forse nessuno di questi tempi sa più sorridere.”

Ore 10.20

P.V. – “ Cosa sono poi gli anni ?    Un numero senza valore alcuno.

Non so ancora come definire la vita, né la mia esperienza, né quella degli altri, insomma di tutti noi.

70 è solo un numero.

Mi ricordo con assoluta lucidità quando mi trovavo sul medesimo balcone della cucina, che ora osservo smarrito dietro i vetri, avevo solo 7 anni e mi dicevo – cavolo, sono diventato vecchio ! –

Il pensiero della crisi di depressione che ho provato al compimento dei miei 50 anni ora mi fa solo increspare le labbra con leggera derisione, con un senso di superiorità di chi ne ha viste ben altre.”

 

Ore 12.00

Io – “ Vorrei in spensierati giochi di bambini.    Riposare, non pensare più a nulla.  Dormire.”

 

Ore 22.05

N.T. “ Forse finalmente si è svegliato …”

P.V. “ Ero uscito stralunato per camminare senza uno scopo, in una libreria ho trovato dei buffi libretti per i miei nipotini, sui giochi del calcio, storie di Trolls, puzzle, monografie d’arte per i miei figli grandoni, un profumo per la mia bella.       In una bancarella mi sono lasciato tentare da una vecchia copia di un giornalino illustrato dei soldati in trincea del 1918 e da un libro di matematica divulgativa “ Il teorema del pappagallo “ di Denis Guedj , vorrei tentare di capire la matematica che alle superiori odiavo con tutta la mia caparbietà.  Sarebbe un ponte lanciato verso il mio amico Alfredo, lucidissimo e brillante docente in quella materia.”

Ore 22.40

Io “ La curiosità forse ci può salvare.    Anche la pietà.”