MESSAGGIO NELLA BOTTIGLIA


Fuori c’erano 36 gradi, il sole era cocente, le cicale non smettevano mai di frinire.

Era passata l’una e nonno Talpone si era tolto finalmente gli scarponi, i vestiti di lavoro, il berretto giallo della Coldiretti e si preparava ad una doccia fresca.

Dalla mattina alle sei aveva vuotato a secchiate, cercando di non sprecare una goccia, la grande piscina dei nipotini, aveva poi zappato gli ulivi e le viti, abbeverato le giovani piantine messe a dimora lo scorso anno e che stavano morendo d’arsura, travasato, vangato, messo a posto , per trovarsi poi senza forze.

Aveva pranzato con una panzanella, bevuto grandi bicchieri di vino bianco ed acqua e poi era andato a riposare.

Questa sera ritornerà al mare a dare il cambio ai genitori dei piccoli, è finita presto la vacanza lavorativa campestre.

Nonna Istrice non è stata da meno, ha confezionato una trentina di grossi barattoli di marmellate varie da un chilo, ha lavato, stirato pulito e cucinato.

Il nonno, pur distrutto dalla fatica non riesce ancora a capire come facciano le donne a lavorare così tanto e ammira stupito l’amore suo, sempre indaffarata e allegra, con riserve di energie che sembrano non finire mai.

Intanto elenca le tante cose da fare, i progetti di miglioramento del campo e della casa e si rende conto amaramente che non ne avrà mai le forze.

Questo è uno dei drammi dell’età, le preoccupazioni per quello che si dovrebbe realizzare e la consapevolezza della scarsità delle proprie capacità fisiche.

Ma vi sono altre persone che lui conosce, della sua età o ancora più anziane, che riescono a lavorare con incredibili capacità, forse anche per il fatto che la loro vita è sempre stata dura e che hanno iniziato a lavorare fin da bambini.

Possibile che ora dovrebbe rimpiangere gli anni di scherzi e di trepidazione dei tempi di scuola ?

Con questo dilemma decide di farsi un tè con molto miele e di lanciare un messaggio nella bottiglia, nelle onde di internet naturalmente, arriva sempre, prima o poi, una risposta.

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