FESTA DELLA MAMMA 2014


Tanti auguri mamma Elasti !
“ Cento di questi anni ! “, come si usa dire.
Stamattina mi sono ricordato che oggi è la festa della mamma e mi sono detto che, ahimè, sono ormai 60 anni che la mia non c’è più e, forse stupidamente, la cosa mi sconcerta e mi rattrista.
Mi domando perché i miei figli, i miei nipotini e tanti altri bambini oggi possono fare gli auguri alle loro mamme e io no ?
Che vergognosa ingiustizia !
Però a dire il vero il mio intimo amico nonno Talpone, bizzarro essere virtuale, una madre, sia pure via internet, l’ha avuta da poco più di tre anni ed è stata mamma Elasti.
Quindi, con tutto il cuore :
“ Tanti auguri mamma !”
Fortunata madre di tre scatenati Hobbit e di un vecchio nonno Talpone, oggi felicissimo di avere, sia pure virtualmente, solo tre anni.

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CIAO AMORE … NON RICORDO …


Mi sembrava che fosse partita bene la giornata della festa della mamma.

Nonno Talpone l’aveva iniziata pubblicando su Facebook una foto di un gran mazzo di fiori, rose e ciuffi di mimose comprese, dedicandola a “ tutte le mamme in lettura “.

Quando era sceso al supermercato aveva operato coraggiosamente due varianti sulla lista della spesa che la moglie gli aveva consegnato, acquistando un vaso di rose gialle ed una composizione di rose rosse, tra le battute dei commessi che ridacchiavano “ Nonno e che li porti alla mamma o all’amante ?”

Risalite faticosamente le scale con i borsoni pieni, aveva trepidamente consegnato alla sua Istrice amorosa le due composizioni floreali, ricevendo come ringraziamento un dolce sorriso ed un bacino sul naso.

Sembra che più tardi sia arrivata, invitata a pranzo, la sorella inglese con relativo addetto, il silenzioso cognato oxfordiano.

Nonno Talpone li aveva fatti accomodare in cucina per bere un Prosecco come aperitivo, mentre la moglie finiva un suo lavoro sul computer.

Incautamente aveva spento l’apparecchio televisivo presente vicino al frigorifero, dove il solito serial televisivo Foxcrime propinava ad alto volume le sue quotidiane storie di omicidi, squartamenti, inseguimenti d’auto e poliziotte anodine superintelligenti.

Al ritorno nella stanza dell’Istrice si era svolta una scenata piuttosto accesa, lui non si avrebbe dovuto permettere di mettere scompiglio nella sue stanze operative, cucina o studio che fossero.

Lui si giustificava dicendo che il rumore impediva la conversazione, lei furibonda asseriva che doveva sempre essere la vittima delle sue manie autoritarie.

Lui esasperato gridava che la televisione ai pasti era una cosa insopportabile, che la subiva da troppo tempo, lei urlava che i programmi, anche quelli stupidi, sono riposanti, che era stanca di stare a tavola con un compagno silenzioso e musone, che oltretutto divorava il cibo invece di mangiare composto e compito.

Lui insisteva sui suoi diritti costituzionali di silenzio a pranzo, come avveniva nelle case dei suoi figli, lei ribatteva che i suoi figli, loro sì che erano adorabili e piacevoli, se lui voleva stare tranquillo poteva mangiare da solo in un’altra stanza.

Lui strepitava che allora lei poteva andarsene da casa, anzi era lui che se ne sarebbe uscito per andare a stare in campagna a Terni, anche subito.

No, solo dopo il mercoledì, giorno di assistenza dei nipotini.

Bene, così lei avrebbe potuto continuare le sue ricerche e scrivere in pace il suo ennesimo libro sulle demenze senili.

Pertanto si sono avuti musi lunghi, fredde occhiate, mentre Talpone meditava propositi di separazioni furibonde e piani dettagliati di divorzio.

Nel tardo pomeriggio è arrivata la telefonata di auguri del figlio Martello deus dalla New Forest, in gita sportiva con il fascinoso marito irlandese.

Forse per la lontananza, non ha capito molto la drammaticità della situazione, quando il padre gliel’ha illustrata con voce accorata si è messo addirittura a ridacchiare in modo sconveniente.

Da allora sono passate lentamente giornate di gelida sopportazione in casa Talponi, a scuola di nuoto hanno scelto corsie separate, in casa lui in cantina a imbottigliare altre damigiane di Barbera piemontese e a seghettare con il traforo due piccole scimitarre di compensato per i suoi piccoli pirati.

Lei di sopra, presa dalle faccende domestiche e dai lavori sul computer.

Quando stasera nonno Talpone è risalito dal suo laboratorio sotterraneo, impugnando due armi bianche da colorare e due bottiglie di vino, ha trovato la casa vuota e un bigliettino giallo sul tavolo da cucina.

Cos’era mai avvenuto, una disgrazia, un abbandono ?

Lui ha subito cercato affannosamente e inforcato gli occhiali buoni e ha letto “ Sono dalla vicina dell’altra scala, ciao amore, a presto “

Sembra che nonno Talpone l’abbia riletto due o te volte quel benedetto enigmatico biglietto, prima irosamente, poi sempre più perplesso.

Era ancora arrabbiato, accidioso e scontroso, ma al momento non riusciva  a ricordare per quale motivo.

Ruminava dentro di sé un certo rancore e rileggeva “ Ciao amore, a presto “

“Ciao amore ? … Non ricordo …”