CI VUOLE POCO PER ESSERE FELICI


L’appartamento ha solo due chiavi, una di proprietà dell’istrice prussiano, l’altra dovrebbe essere dello psichiatra, che però l’ha già persa, insieme alla sua carta di credito, all’agenda telefonica personale dei suoi pazienti e vari altri oggetti personali che ha messo nella sua camera e che si ostinano a nascondersi per suo dispetto.
Nonno talpone ha ritrovato con piacere nel vecchio amico una persona più sbadata di lui e questo lo consola, inoltre come incarico onorifico è stato promosso custode dell’appartamento, nonché dello stabile, visto il numero dei locali occupati dai partecipanti al matrimonio del secolo.
Non si lamenta lui, in fondo deve solo aprire e chiudere la porta di ingresso, ricevere gli ospiti di passaggio, ricevere e inoltrare messaggi, ascoltare pazientemente i loro torrentizi monologhi quando lo trovano solo, in certi limiti questo può essere quasi riposante.
Più faticosi i percorsi in treno sino all’aeroporto di Gatwick, scrutando tra la fiumana dei passeggeri in arrivo all’uscita dei cancelli, per scattare a recuperare l’ospite di turno , spaesato, che ignora la lingua locale, ma determinato a marciare velocemente verso una meta ignota.
Faticosi anche i viaggi giornalieri verso i vari supermercati della zona, pellegrinaggi  molto impegnativi, non solo per i borsoni da portare, ma perché non capisce il motivo per cui Sainsbury non abbia certi biscotti assolutamente necessari che ha Waitrose e certi yogurt sono da Tesco e non alla Cooperative.
La stessa catena di super ha prodotti diversi in filiali che distano 300 metri tra loro e sfortunatamente in questa zona centrale sembrano esservi  circa dodici grandi empori nel raggio di cinque minuti di strada a piedi.
Cosa affascinante per l’istrice, in vera frenesia accumulatoria, ma incomprensibile allo stupito nonno talpone.
Comunque oggi è avvenuto un piccolo miracolo : alcuni ospiti erano usciti, altri non ancora rientrati, l’istrice era addormentato davanti al televisore dopo l’ennesimo bucato e il martello perso davanti al suo personal computer,  per preparare la compilation musicale da riprodurre durante la cerimonia.
Nonno talpone aveva già scritto e mandato a stampa la versione ultima e ufficiale del discorso nuziale che deve tenere, così di soppiatto è potuto uscire in strada, stupito della sua insperata e improvvisa libertà.
Fuori un sole caldo, un’aria incredibilmente limpida, un leggero brusio, un’allegra folla di persone, stupite anche loro da questa rara calda giornata londinese.
Nono talpone si è messo a girellare, con cerchi sempre più larghi dal suo portierato.
 
Ha visitato subito un grande negozio di vernici e ferramenta, ha considerato la possibilità di acquistare un grosso barattolo da 20 chili di vernice bianca per esterni e una mazza da 10 libbre in offerta speciale, scartando poi l’idea in un attimo di lucidità rimastogli.
Ha girellato ancora per le strade senza una meta, sino a quando non è entrato in un pub vecchio stile, con allegri bevitori che sostavano davanti all’ingresso.
L’ambiente era accogliente, arredato con legno antico, con poltrone e panche con imbottitura color cuoio e pannelli alle pareti con riquadri di maioliche e vetrate colorate alle finestre, una piccola cattedrale laica che l’ha conquistato.
Purtroppo non avevano la sua birra preferita, ma si è subito accontentato di una buona forte  bitter.
Si è seduto  in fondo vicino ad una parete, guardando compiaciuto il continuo movimento delle persone, giovani e vecchie, ragazze in hot pants e mature signore con cappellino che passavano davanti a lui con grosse pinte di birra in mano.
Dopo poco si sono seduti vicino a lui due vecchietti di una settantina d’anni, piccoli , esili, con la coppolina in testa e giacchettine striminzite addosso.
Sembravano i gemelli folletti di qualche fiaba antica.
Nonno talpone li ha accolti con un sorriso, poi ha ammirato la serie di maioliche con disegni di mughetti che erano incastonate nel pannello davanti a lui, ora si sentiva stranamente felice nel leggero chiaccherio del lungo salone.
Capiva perché il pub è per gli inglesi il loro vero salotto di casa, amichevole e allegro, non vorrebbe più uscire da questo posto mentre finisce la sua prima pinta di bitter.
Ci vuole poco per essere felici.

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