IL NOME DEI FIGLI 1


Il nome di Martello Dionisio
Venendo al caso presente, si grazie, ieri sera ho digerito tutto perfettamente, il caso del mio secondo figlio, il Martello di dio in questione, premetto che lui si dimostrò molto determinato già dal periodo prenatale.
Anche lui come tutti i ragazzi di questo mondo non voleva andar via da casa, Martello quindi precocemente, anche se la pancia materna si ingrossava sempre più, sembrava non avere alcuna fretta di uscire fuori per godere le fatiche del mondo esterno, riposando tranquillo nel grembo  di mamma Istrice.
Fu necessario richiedere un intervento cesareo, che non lo scosse più di tanto.
Infatti quando papà Talpone, accompagnato dal suo amico valente psichiatra, andò all’astanteria della Maternità per cercare il proprio pargolo al di là del vetro di protezione, lo scoprì, unico nella massa di neonati paonazzi urlanti, contorti e furibondi di essere stati buttati in questo sporco mondo, lo notò dicevo, perché giaceva nella sua culla beato, grasso e sorridente per non si sa quale ragione.
Incredibile, come faceva a dormire placidamente con un sorriso etilico sulle labbra, in quella bufera di strilli, che si sentiva persino oltre il vetro ?
Il fatto era veramente originale.
Si tenne un breve consulto medico, Talpone e il suo emerito amico medico conclusero che il suddetto giovane Martello si doveva essere procurato in qualche modo una corroborante bevanda alcolica.
Dunque, il nome del piccolo budda questa volta era di pertinenza di mamma Istrice, che con una certa originalità aveva deciso di utilizzare quello di suo cugino, nonché quello di mia sorella e di mio nipote.
I due amici decisero però che lo straordinario evento della beatitudine del piccolo budda andava tramandato ai posteri.
Si recarono pertanto dalla funzionaria dello Stato Civile per far inserire, quale secondo nome del piccolo, quello magico, divino ( in nomen di-vino ) e onorifico di Bacco.
Quella zitella acida si rifiutò inspiegabilmente di accettare la nostra ragionevole richiesta.
Fu inutile discutere con quella donna testarda.
Talpone ebbe allora uno dei suoi occasionali lampi di genio, il piccolo si poteva chiamare “ Dionysos “ in ricordo di un ipotetico nonno di origine greca ?
L’arpia precisò che lei poteva scrivere “ Dionigi “
Dionigi ? mai e poi mai, che schifezza.
La discussione proseguì animata e si concluse per sfinimento con un ragionevole compromesso “ Dionisio “
 Che nome stupendo ! Come direbbe la Sofia del locale villaggio.
Il dio della luce, della procreazione, il divino fanciullo dell’ebrezza e della felicità.
Per festeggiare l’avvenimento i due amiconi si recarono subito alla Crota Piemunteisa di piazza Beccaria, stappando due bottiglie di Dolcetto d’Alba e sorbire qualche grappino per sistemare lo stomaco.

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Un pensiero riguardo “IL NOME DEI FIGLI 1

  1. Ma siamo sicuri che nn siete andati a bere prima del decidere il nome?
    E l’istrice cos’ha detto quando ha saputo la novella?
    Credo che se il martello fosse stato chiamato Bacco la sua storia sarebbe stata molto diversa.. Credo che la signora dell’anagrafe fosse nn una arpia ma una Santa.. Bacco… Seriously..

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