GELO D’INVERNO


Dopo la neve invece della fanghiglia, del milanese picio pacio, è venuto un gelo nordico, quasi siberiano, che sembra paralizzarci tutti.

Certo a Milano non è avvenuto come a Roma o in tante altre città, questa volta si è sparso il sale nelle strade addirittura prima che cadesse la neve.

E’ andata bene, ma c’è poco da gloriarsi, tutto sembra grigio e in sfacelo.

Nonno Talpone da pensionato non può nemmeno misurarsi con la realtà del lavoro precario, dei licenziamenti, i suoi ricordi personali sono lontani e sfocati, in ogni caso  meno drammatici di quelli presenti, dei senza casa, degli altri più sfortunati o drammaticamente colpiti dalla sorte.

Lui può solo pagare le maggiori tasse, ridurre i consumi personali, accontentarsi della pensione che da 11 anni viene limata,  pagare i conti del dentista e degli altri medici.

Non è felice, non è più sorpreso dalla vita, rimane quasi in letargo, assente e rabbioso, si sente, come tanti altri, solo e depresso.

Questo post non fa ridere né sorridere, non commuove, non dice quasi niente, salvo che si esiste ancora e quello che si vede intorno non piace affatto.

I bambini per ora sono troppo piccoli, per fortuna sono ancora felici ed ignari.

Sono i giovani che preoccupano, quelli che non hanno la grinta o la fortuna di un lavoro o di una sistemazione accettabile.

Ecco confronto a loro nonno Talpone in questi giorni si sente invecchiato e, se permettete, moralmente inutile.

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5 pensieri riguardo “GELO D’INVERNO

  1. Potrai sentirti inutile ma sotto sotto lo sai di essere indispensabile.
    Puoi anche non portare fortuna o lavoro a quelli che ne hanno bisogno. Ma un sorriso, una parola gentile riscaldano il cuore.
    E se sei così preoccupato per i senza tetto allora piglia il cappotto e esci di casa x fare volontariato.
    Tutti hanno bisogno di un nonno talpone nella loro vita.
    Soprattutto in questo periodo freddo e grigio.

  2. Vi ringrazio tutti, devo ammettere che avevo ( si può dire ? ) un certo gelo nel cuore, non so spiegarmi, mi sembrava tutto inutile e senza senso, niente di drammatico, solo una forma di abulia, di inadeguatezza.
    Era nonno Talpone che era ammalato di tristezza, forse era depresso, senza di lui cosa potrei fare io, semplice pensionato, acciaccato, noioso e brontolone.
    Lui è il mio alter ego, quello brillante, fantasioso, forse geniale, quello che riesce a comunicare con tutti, anche se in modo bizzarro e poco ortodosso.
    Devo confidarvi che talvolta penso che non appartenga solo a me, ritengo giustamente che sia, in misura maggiore o minore, in ognuno di noi e balzi fuori improvvisamente quando meno ce lo aspettiamo.
    Lunga vita a te, caro amico dei miei giorni di crepuscolo !

  3. In questi giorni ero venuta a leggere il blog e non avevo trovato nessun scritto. Mi domandavo cosa poteva essere successo, ora lo so.
    Talvolta i silenzi sono necessari ma prima poi torniamo a fare rumore è la vita che sgorga in noi. Lunga vita a nonno Paolo.
    Lori

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