RISVEGLI


I sorveglianti cinesi erano sempre attenti e severi nei loro controlli, si doveva correre tra i cunicoli degli uffici e su e giù per infinite scalinate disadorne, sempre più in fretta, sempre affannosamente, con il desiderio folle di poter gustare in pace una buona patata bollita, magari con un pizzico di sale, invece delle solite bucce marroni che sapevano ancora di terra.

Poi gli venne improvvisa ed urgente la necessità di cercare un gabinetto, corse per i corridoi, giù in fondo verso la salvezza … oh no, occupato !

Ritornò indietro sempre più affannato, corse giù per una ripida scalinata che contornava i muri giallicci di un enorme cavedio quadrato, altri corridoi, altri cubicoli, sorveglianti cinesi dallo sguardo truce, la porta agognata, tentò la maniglia disperatamente … e nonno Talpone si svegliò sudato e con un bisogno impellente.

“ Accidenti alla prostata, alla vescica e alla vecchiaia !” borbottò al buio, cercando di evitare gli spigoli del letto matrimoniale, in cui la moglie dormiva ancora, russicchiando serena.

Al ritorno tra le lenzuola calde non riusciva a riaddormentarsi, cercò di pensare intensamente a qualcosa di piacevole, per esempio a quelle scarpette giallo rosse tanto desiderate, quelle che poi, al terzo sopralluogo nel negozio di articoli sportivi risultarono essere da football, con enormi chiodoni di plastica sottostanti, che di fatto ne impedivano l’uso fuori dal terreno erboso.

Non riusciva proprio a riprendere sonno, ma in quello stato di dormiveglia gli si presentarono ben presto, nitide e meravigliosamente facili, le soluzioni narrative delle fiabe che da tempo aveva avuto intenzione di scrivere per i suoi nipotini.

Tutte le varianti possibili, la sorpresa magica e grottesca che risolveva lo stato d’impasse nello svolgimento di un episodio, nuove storie concatenate con personaggi femminili di ogni età, fughe spericolate dei piccoli eroi.

Peccato non poterli registrare o trascriverli velocemente, ma ormai anche lui dormiva profondamente accanto alla sua dolce Istrice amorevole.

Quando improvvisa e fastidiosa è partita la voce gracchiante dalla vicina radiosveglia che riferiva i fatti economici giornalieri, si sono scossi tutti e due, stupiti e storditi, la moglie verso la doccia e la sua mattinata di lezioni, da infaticabile pensionata, lui verso la cucina a preparare la colazione, per poi restare da solo al tavolo, sgranocchiando l’ultimo tarallo alle patate e rosmarino, guardando un foglio bianco, cercando di inseguire le sue storie meravigliosamente sognate, sfilacciate e sfuggenti come piccole nuvole rosate, perse al tramonto.

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