PAUSE DI OZIO E ORDINE MATRONALE


Il viaggio in treno verso la sua avventurosa destinazione umbra, sì, proprio quello che compie da quando ha conosciuto 43 anni fa un delizioso fiore locale, la sua fascinosa orchidea silvestre, il detto viaggio, dicevo, ha mostrato una insospettata utilità del nuovo E-reader appena acquistato.

Nel suo scompartimento alla partenza da Milano ha trovato una loquacissima signora bergamasca, quasi ottantenne, che ha subito iniziato ad illustrargli i vari malanni di cui soffriva ed i motivi per cui si recava a Chianciano Terme per le cure delle acque.

Alla fermata di Rogoredo Talpone ha cercato di arginare la dotta esposizione, affermando che già disponeva di una moglie totalmente dedicata alla medicina, ottenendo così un mutamento della conversazione, volto alla descrizione dei decessi e dei funerali a cui la vispa signora aveva assistito.

Alla fermata di Lodi ( ebbene sì, nonno Talpone per risparmiare sale su treni lumaca ) il nostro eroe ha tratto dal taschino la sua magica tavoletta rosso ciliegia, affermando con voce suadente “ Mi scusi un attimo, controllo un dato “

In tal modo si è letto voracemente il libro di ricordi di Pansa “Poco o niente “, il romanzo di Vitali “Galeotto fu il collier “, e la prima parte del romanzo di Fruttero “Enigma in luogo di mare “.

La logorroica signora messa in soggezione dallo strano marchingegno elettronico si è azzittita, un libro non l’avrebbe certo fermata, e il viaggio ha avuto un felice decorso.

Nella sua casa di campagna le gatte, arrivate man mano, l’hanno poi affettuosamente salutato, hanno gradito i vari piatti di spaghetti, croccantini, scatolette di coniglio e tazze di latte scremato, in suo onore si sono esibite in volteggianti capriole sull’erba.

Lui abbandonato sulla sua poltrona da regista, all’ombra della quercia vicino casa, ha ammirato anche il cielo azzurro, gli sfilacciamenti di piccole nubi, percependo appena, nel silenzio totale, il ritmo di un cuculo lontano.

Poi con la sua tavoletta si è letto due meravigliosi racconti da “ L’osteria della Fola “ di quell’incredibile narratore che è Giuseppe Pederiali, un vero incantatore.

Questa mattina nonno Talpone è stato svegliato da una telefonata della sua Orchidea Selvaggia, arriverà per mezzogiorno con un Eurostar, addio ozio, paella cucinata alla Talpon, letti sfatti, piatti nell’acquaio, l’ordine matronale trionferà.

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