ADEMPIMENTI CONIUGALI


L’aveva ritrovato a tarda serata, quando era ormai l’ora della breve lettura prima che cali il sonno.

Gli era apparso stanco, anzi stravolto e nonno Talpone gli aveva elencato con tono strascicato e meticoloso gli avvenimenti della sua giornata.

“ Alle otto stamattina ha trillato la sveglia vocale del telefonino, con quella voce crudele da sergente maggiore che chiedeva ai presenti di alzarsi subito.

Toeletta veloce e meticolosa, poi le quattro medicazioni prescritte alla povera Istrice.

La colazione da preparare, lo svuotamento della lavastoviglie, la messa in ordine di casa.

In seguito con cadenzate ravvicinate le altre incombenze: spesa al supermercato, preparazione del pranzo, le quattro medicazioni, tavola da apparecchiare, servire, sparecchiare, passare la spazzola antipolvere sui ripiani, quadri, scaffali, libri, altre quattro medicazioni, passare l’aspirapolvere nelle stanze, strofinare con lo straccio bagnato i pavimenti con piastrelle; ben due volte, ci pensi ?

Altre somministrazioni di colliri, preparazione della cena, apparecchiare, sparecchiare, mettere a posto.

Per la verità non ho dovuto stirare le camice per ora, non abbiamo avuto i bambini, non ho lavato i vetri.

Ora sono finalmente steso a letto sotto le coperte e non ho più forze.

Però mi ritengo ancora fortunato.”

“ Ma scusa perché dici fortunato ? – non aveva potuto fare a meno di chiedergli.

“ Semplice – ha sussurrato nonno Talpone – mia moglie per ora non ha preteso gli adempimenti coniugali.”

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