ROBA DA GATTE


Alla mattina presto quando scendo in cucina per prepararmi la colazione e apro gli sportelloni di legno mi trovo davanti un’adunata di otto gatte che mi guardano mute con i loro occhioni.

Non miagolano come i due disperati casalinghi di Milano, queste ti osservano a distanza come sfingi indecifrabili.

Ovviamente gli preparo subito tre piatti di spaghetti con carne e croccantini, ma non ringraziano, il territorio è il loro, tengono lontano topi e serpenti e questa è la paga dovuta.

Alle 11 mentre riuscivo da casa ho visto una delle due gemelle bianco maculate che mi fissava.

Sono dovuto entrare e uscire dalla porta diverse volte.

Lei era sempre lì immobile.

Alla fine i suoi grandi occhi mi hanno commosso e le ho subito preparato un piatto di cibo.

Lei si è avvicinata con calma regale, l’ha annusato, poi si è allontanata un poco e mi ha guardato ancora.

Che sciocca – ho pensato – non sa nemmeno quello che vuole.

Rientrando in casa per prendere un attrezzo ho scorto sul lavandino un barattolo di tonno con un rimasuglio di olio.

Allora ho capito, tre ore prima avevo aggiunto nella pasta l’avanzo della scatoletta.

L’ho versato nel piattino di fronte a lei, che subito ci si è avventata sopra, mentre altre gatte, sorelle o cugine spuntavano fuori dai cespugli di rosmarino.

Mi aveva adescato come un vecchio babbeo!

Giovani femmine già esperte.

Roba da gatte!

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