IL GATTO MEHE’


Si era sdraiato sul letto completamente vestito, infreddolito e avvolto in un paio di coperte scozzesi.
Al suo fianco era accovacciato il suo gatto per fargli compagnia nella stanza solitaria dove stava leggendo alcuni libri, intervallati da pause sonnolente.
Ora fuori dai vetri scorgeva una pioggia sottile che sembrava voler sottolineare il grigiore del cielo.
Ad un tratto un rapido battito d’ali di un piccione ha creato un’ombra sulla finestra , mentre si portava sul cornicione di fronte.
Anche il gatto lo aveva scorto, ed era balzato in piedi sopra di lui, fissando ansioso, l’intruso e mugolando un sommesso ma implorante “ Mehè, mehè “
Come il vecchio signore dolorante anche lui vorrebbe uscire dal chiuso della stanza e innalzarsi in volo nella pioggerellina liberatoria.

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