Gusto un liquore giammai distillato


Emily Dickinson

Gusto un liquore giammai distillato

 

Gusto un liquore giammai distillato,

Da boccali cesellati da perle,

Non tutte le botti del Reno

Producono un tale liquore!

Inebriata dall’aria io sono,

E intossicata di rugiada,

Barcollando, tra giorni di sole senza fine,

Da bettole di azzurro fuso.

Quando gli osti buttan l’ape ubriaca

Fuori dalla corolla della digitale,

Quando le farfalle devon lasciare le loro gocce,

Io berrò ancora di più!

Fino a quando i serafini agiteranno i loro nivei cappelli,

E i santi accorreranno alle finestre,

Per vedere la piccola bevitrice

Protesa di fronte al sole!

 

 

I taste a Liquor Never Distilled

 

I taste a liquor never brewed,

From tankards scooped in pearl;

Not all the vats upon the Rhine

Yield such an alcohol!

Inebriate of air am I,

And debauchee of dew,

Reeling, through endless summer days,

From inns of molten blue.

When landlords turn the drunken bee

Out of the foxglove”s door,

When butterflies renounce their drams,

I shall but drink the more!

Till seraphis swing their snowy hats,

And saints to windows run,

To see the little tippler

Leaning against the sun!

 

 

 

Meditazioni in cantina


Dopo due mesi inglesi ora torniamo in Italia con una certa tristezza e rimpianto.

Una vita tranquilla nella cittadina di Hove, piccole passeggiate con la stampella fino al mare, gli autobus puntuali con almeno dodici sedili per anziani o disabili, la cortesia della gente.

Ritornerò vicino ai nipotini, agli amici e alla mia cantina con provviste di bottiglie per ogni giorno dell’anno.

I miei libri non riuscirò più a leggerli, ma con gli audiolibri e i caratteri grandi dell’ebook me la caverò.

Come reagirò alla frenesia furbastra e veemente del mio paese?

Niente più pub tranquilli, ma scenderò nel fresco della mia cantina a meditare con un calice di vino.

Ringiovanito


Alla sua età, 76 anni, nonno Talpone non si guarda mai allo specchio.

Anche quando si fa la barba lui strizza gli occhi per cercare di vedere la rasatura e non la sua figura.

Ricorda bene quella mattina quando, risvegliatosi da un pauroso incubo, si era avvicinato allo specchio, come per scorgere una figura reale, per capire se era ancora nel sogno o nella realtà.

E aveva visto riflesso uno sconosciuto, lui.

 

Rimase così turbato che aveva deciso di scrivere per capire cosa fosse successo, per analizzare, per non vivere in un incubo.

Prima lo aveva descritto in dettaglio, poi aveva iniziato dei piccoli racconti quotidiani, delle noterelle umoristiche , come per scongiurare la paura di vedersi ormai incarnato in quel viso di vecchio sconosciuto.

In questi ultimi mesi aveva pensato con preoccupazione soprattutto alla sua gamba destra che lo aveva brutalmente tradito.

Ma giorni fa il suo diletto figlio britannico gli aveva detto : ” Papà sai che il tuo viso è tutto squamato?”

La moglie aveva subito rincarato la dose :” È anche pieno di crosticine e di brufoli !”

Nonno Talpone già si vedeva come un vecchio coccodrillo spiaggiato, con un arto spezzato, in attesa delle iene e degli avvoltoi.

Ma il Martello di dio ha subito suggerito una soluzione, ritornando dopo un’ora con creme, tubetti e flaconi.

“Devi sciaquare il viso con acqua tiepida, lavarti dolcemente con sapone liquido Neutrogene che opacizza la pelle e apre i pori.

Poi senza asciugarti spalmati questa crema esfoliante al baobab, avena ed erba di salice.

Non così, sembra che stai intonacando un muro, dolcemente, con piccoli movimenti rotatori in un senso e nell’altro.

Questo è un scrub che toglie tutte le impurità.

Ora risciaquati con acqua tiepida e , senza asciugarti,  ricopriti con questa crema idrogenerante che penetra a fondo nella pelle.

Subito dopo usa quest’altra crema idratante con ceramide e acido ialuronico.

Resta fermo per mezz’ora senza toccarti, si assorbirà da sola.

È una cura segreta che ho scoperto dopo giornate di analisi in rete.

Ripeti il trattamento alla sera prima di coricarti e al mattino appena svegliato .”

Nonno Talpone aveva eseguito con scrupolo i suoi ordini, come uno scolaretto giudizioso, anche se dentro si sentiva come una vecchia maitresse imbellettata.

La sera seguente il Martello di dio era ritornato, dopo aver telefonato almeno quattro volte per sapere se tutto era stato eseguito come dai suoi ordini.

L’aveva guardato attentamente, scrutando il viso cremoso di nonno Talpone e poi si era mostrato soddisfatto.

” Bene papà, la tua pelle è proprio migliorata .

Ora sembri anche ringiovanito.

Non ti darebbero più di 80 anni ”

 

Jolly good fellow yoga


Speranze deluse.

E’ passata una settimana, ma nessuno si è iscritto al corso per anziani di ” dead yoga ” che avevo proposto al Community Social Club di St John.

Nemmeno uno dei numerosi lettori internazionali del blog di nonno Talpone ha avuto il coraggio o la temerarietà di proporsi per un corso per corrispondenza.

Comunque per dovere di cronaca devo precisare che nonno Talpone lo avrebbe tenuto gratuitamente, salvo eventuali omaggi vinicoli che qualche anima generosa avesse voluto donare.

Ieri però aveva notato che di fronte alla fermata del bus di Brighton Station c’era un negozio curioso.

Nelle sue vetrine erano esposti dei grandi cestoni di vimini graziosissimi.

In un’altra vetrina vi era un largo tronco di legno intagliato artisticamente con fiori e foglie tropicali coloratissimi.

Nonno Talpone aveva poi realizzato, osservando la vetrina da vicino, che si trattava di bare proposte da un’impresa di pompe funebri.

E qui è scattata l’idea geniale.

Proporre il suo corso di ” dead yoga ” ai possibili clienti del negozio.

Quelli vivi naturalmente. Perché bisogna giocare d’anticipo nella vita se vuoi avere successo.

Con il continuo aumento del costo della vita conviene investire su un articolo sicuramente necessario per ogni essere umano.

Invece di un’anonima lugubre bara convenzionale, perché non godersi un ultimo atto di fantasia?

Si potrebbe acquistare un grazioso esemplare personalizzato, mettendolo in sala in bella vista come oggetto di design o di scultura moderna.

E perché non provarlo prima, magari per un pisolino pomeridiano?

Il corso di yoga di nonno Talpone sarebbe propedeutico ad un buon sonno rilassante.

L’unica da lui proposta per il nome del corso, per renderlo più accattivante:

” Jolly good fellow joga “

Hot or Dead Yoga


Passando lentamente con la mia stampella per il viale alberato che conduce al mare ho avuto tempo di notare un succinto cartello appeso fuori da un portone, * Hot Yoga ”

Mi sono ricordato che ne aveva scritto tempo fa una nota blogghista che leggo sempre con affettuoso interesse.

Sono entrato a chiedere informazioni e per sapere se l” Hot Yoga ” fosse faticoso.

Lo era..

La tutor mi ha chiesto se avessi già praticato Yoga in precedenza.

” Certo, per molti anni – ho subito risposto – non mi ricordo molto, se non quella posizione che si sta distesi a terra per rilassamento e che ci si addormenta spesso.

La posizione del cadavere. ”

La signora mi ha guardato perplessa e poi mi ha suggerito di provare più avanti nella strada, presso la chiesa di St. John, dove si tengono vari corsi per anziani.

Giunto là, in sagrestia ho letto l’elenco delle lezioni.

Danze caraibiche, Tai Chi, Pilates, conversazioni in lingua tedesca, francese e anche italiana.

Ho pensato allora di propormi per insegnare io lo Yoga che conosco meglio.

Come chiamarlo?

Dead Yoga, ovviamente.

Sono speranzoso e aspetto una risposta.

Chi nasce giovane


” Scusate, mi ero appisolato.”

” Quattro giorni interi? – ho chiesto stupito.

Nonno Talpone non vuole ammettere di essere amaramente deluso per la sua mancata carriera di sceneggiatore a Hollywood, così mi ammansisce una sua spiegazione.

” Vedi, mio nipote Polipetto dice che russo sempre, la nipotina Giulia, la principessina, mi chiama nonno Tampone Dormiglione.

Posso io deludere dei bambini?

No davvero.

Poi dieci ore di sonno pesante arricchito di idee e incubi e tre o quattro di pisolino pomeridiano non sono poi molto.

Dicono che gli anziani soffrono d’insonnia e che solo i piccoli devono dormire molto.

Così seguo una mia massima:

Chi nasce giovane rimane giovane tutta la vita.”

Niente sangue?


Lui siede immusonito in un angolo del treno per Cambridge, in visita alla sorella, tra folle di ragazzini italiani urlanti e rumorosi delle scuole estive di lingue.

C’era rimasto male ieri sera a cena.

Il Martello di dio stava parlando del suo lavoro appena ultimato per una scena dell’ennesimo film di gangsters del famoso regista americano.

Nella scena della sparatoria in strada aveva dovuto aumentare a dismisura la quantità di sangue che inondava il marciapiede.

Quando nonno Talpone gli aveva chiesto se poteva presentarlo al famoso personaggio per sottoporgli il suo copione, bellissimo, romantico e di una finezza schakespearia, il Martello gli aveva domandato soltanto:

” C’è molto sangue?”

” No, però è prevista una scena in bianco e nero di un forno crematorio, in un’atmosfera fosca e torbida. ”

” Mi spiace papà, niente sangue, niente film”

Per completare la serata negativa nonno Talpone e consorte avevano pure perso nel torneo casalingo di burraco.