NON HO L’ETA’


Tre giorni senza scrivere un post e nonno Talpone si sente in colpa come se avesse marinato la scuola, come ha potuto mancare all’appuntamento con il suo blog ?
Vero che non ha ricevuto richiami all’ordine dal figlio Martello di dio, troppo impegnato con il suo trasloco di casa, sommerso da scatoloni e preso da donazioni alla Charity  di ogni tipo di libri, vestiti, oggetti, tanto da ridursi probabilmente a due valige e due gatti, oltre al Tasso irlandese ovviamente.
Non è stato nemmeno punto da mosca tze-tze , cadendo in letargo, anche se per i maligni questo è quasi un suo stato endemico.
Semplicemente Talpone ha raggiunto per pochi giorni la sua amata Istriciotta in Umbria e laggiù si è fatto irretire dalla fantasia di fare qualcosa di concreto e manuale, così ha chiamato il suo fido muratore Georghiu, abile giovanotto rumeno, iniziando una serie di pesanti lavoretti di manutenzione all’esterno di casa.
Le sue enfatiche affermazioni “ Non so a quali generazione appartengo “ si sono liquefatte rapidamente già alla prima sera, dopo nove ore di picconamento  e scarriolature di terriccio e pietre.
Il secondo pomeriggio dopo sei ore ha pagato e ringraziato l’amico muratore per l’opera prestata e subito dopo cena si è trascinato a letto sfinito.
Dopo una giornata di riposo ha ripreso la penna e il computer con le mani ancora dolenti per stendere queste poche righe.
Nonno Talpone non si rende conto che, se è nonno, magari avrà anche gli anni e le forze relative al suo status, quindi forse si deve rassegnare a sognare le avventure e le prove di forza, va bene continuare a  giocare ai pirati e ai cavalieri medioevali con gli amati nipotini.
Poi lavate le mani, andare a cena e poi tutti a nanna.

SOGNI DI GLORIA


Al terzo giorno di ginnastica mattutina nonno Talpone si è alzato dal letto leggermente dolorante, ma fedele ai suoi principi non ha badato che a infilare i suoi pantaloncini corti blu a quattro tasconi, utilissimi se devi portarti dietro i tuoi tre cellulari, non si sa mai, poi carta, penna, fazzoletti e occhiali, nonché indossare con nonchalance una maglietta grigia molto casual.
Veramente il bottone di chiusura dei pantaloncini era saltato via, non si fanno più i lavori di sartoria di una volta, così Talpone si è allacciato un robusto cinturone di cuoio marrone e via, verso la meta!
Dopo una cinquantina di passi leggermente claudicanti ha cominciato a sentire un dolore sempre più acuto al tallone destro, così ha pensato bene di camminare sulla punta dei piedi, come un ballerino.
In una breve discesa addirittura si è permesso una corsettina, quasi trascinato dalla forza di gravità.
Stupito, si è detto “ Forza, il sole ti sorride, avanti così vecchio Talpone”
Infatti, tra passettini di danza e corsettine in discesa ben alternate, è arrivato alla bottega di Nando in ben venti minuti invece della solita mezz’ora.
L’amico l’ha accolto con un festoso “ Ciao Talpone, ancora arrivato a piedi ?”
Le donnette del negozio lo hanno guardato in modo da lui giudicato pieno di ammirazione.
Di certo è avvenuto che una signora di taglia molto abbondante, con una folta capigliatura riccia di un biondo oro brillante gli ha domandato “ Ma viene dal vocabolo Spodiore ?”
“ No – ha risposto l’atleta – quello è a metà strada, io abito molto più avanti “
“ Ma non ha paura dei cinghiali – ha proseguito la giunonica matrona – io una volta ne ho incontrato uno, adesso non cammino più se non accompagnata da un’amica “
Talpone ha infilato la capsula del tè al limone disidratato e zuccherato nella macchinetta, ha sollevato leggermente i suoi baffetti bianchi e ha precisato “ Veramente mi è capitato di incontrare su queste strade una famiglia intera di cinghiali, un nutrito gruppo, direi padre, madre, cuccioletti e forse qualche zia. Non è un problema cara signora, basta fermare la corsa e attendere senza paura che passino via tutti.“
Un “Ooh “ generale è esalato dalle gole delle attempate signore.
Talpone si è girato agilmente per fermare il flusso di acqua calda e tè che scendeva nel bicchierino di plastica, giusto in tempo per non farlo traboccare e per evitare di precisare che l’avvenimento era realmente accaduto tempo fa, ma mentre guidava la sua autovettura.
Comunque è sicuro che il particolare non cambia molto la situazione di pericolo corso, un anno fa addirittura mentre guidava era passato sopra una serpe schiacciata che giaceva in mezzo alla strada.
Insomma nel suo piccolo Talpone si considera un avventuroso.
Ha poi raccolto i suoi giornali, il litro di latte e mezzo filone di pane, del monte Bibbico naturalmente, cotto a legna, il migliore, per affrontare il ritorno a casa con la fermezza di un legionario romano.
Passando davanti al segnalatore di velocità arancione che si trova all’uscita del paese gli è venuta una brillante idea.
Continuando gli allenamenti con eroismo e costanza, Talpone potrebbe prepararsi un cartello con il suo nome e indirizzo, da appendere dietro alla schiena e passare di corsa davanti al segnalatore, facendo scattare la foto e ricevendo a casa la multa da pagare.
Richiedere poi copia della foto flash e incorniciare il tutto in un grande quadro dorato da appendere in sala.
Che notizia !
Nonno Talpone che riceve una multa per eccesso di velocità mentre di corsa supera il limite di 50 Km orari nell’abitato.
Altro che il figlio nuotatore nel Tamigi e l’altro che gioca a calcetto e a tennis quando la famiglia è in montagna.
Oh sogni di gloria !
 
 
 

LUI NON C ‘ ERA


Finalmente siamo arrivati alla meta, in quelle montagne  dell’alto Garda, tra boschi di pini, verdi prati da alpeggio, villini, alberghi, sporadici residence con file di casette che sembrano stie da pollaio d’allevamento.
La vista sul lago, perso laggiù in fondo, coperto di foschia, è struggente, l’aria è fine e frizzante.
Nel villino degli altri nonni sono già presenti tanti cuginetti, i nipotini corrono subito da loro felici, per perdersi  in nuovi giochi e corse sfrenate.
Talpone e consorte hanno ormai fatto la loro parte, ora li guardano sereni e partecipi.
Infine arrivano i genitori, baci e abbracci, si ricompone la famigliola, è giusto così, noi nonni ci mettiamo in seconda fila, siamo ormai comparse.
Segue una notte tranquilla, risveglio stupito di tanta pace, unito ad un certo rimpianto.
A pranzo festa grande e apertura dei regali, è il compleanno del cuginetto di otto anni.
Il brillante avvocato e la gentilissima Tuttopiede ( tra l’altro preparata  avvocato anche lei, perché queste discriminazioni, bisogna trovarle un diverso soprannome, questa giuria dei nomi sembra l’avvocatura di stato per le sue lungaggini ) presentano il loro dono : un borsone bianco verde contenente un tendino da campeggio, borsino con seggiolino pieghevole, zainetto, borraccia e ammeniccoli, tutto quanto serve per l’avventura.
Tutto quanto entusiasma il ragazzino, gli fa passare in second’ordine la playstation e i filmini di mostri stellari.
Nel pomeriggio grandi prove di montaggio e dimostrazioni generali di campeggio selvaggio, accumulo di cuscini, bottiglie e giochini.
Infine il figlio avvocato, eterno ragazzino, decide di montare anche lui una personale tenda ad igloo, rifornendola di sacco a pelo e materassino, con la brillante idea di dormirci la notte .
La proposta entusiasma naturalmente il figlio scoiattolino, il festeggiato e un altro cugino quattordicenne.
A stento si frenano i più piccoli che sono raffreddati, le madri e i nonni cercano di bloccare il promettente progetto, il cielo si è rannuvolato pesantemente, si prevedono temporali.
Su quel prato in declivio non è saggio fare ragazzate imprudenti.
Talpone si unisce al coro, alterna discorsi dissuasori a consigli tecnici di attrezzatura logistica, tiramento di corde di sicurezza, scavo di fossatelli di drenaggio, in cuor suo  muore dalla voglia di inserirsi nell’avventura, come il gran Mogul delle giovani marmotte.
Ma non ha una tenda disponibile, le quattro diverse possedute sono sparse in lontani polverosi solai, tra cataste di oggetti conservati gelosamente ( può servire, non si sa mai !) e poi dimenticati.
I pionieri non demordono e dopo cena, armati di coperte, pile e borracce si infilano orgogliosi nella tenda a igloo e nel tendino giocattolo.
Appena in tempo; inizia a piovere con sempre maggior intensità, tuoni e lampi, i superstiti dalla finestra di casa guardano preoccupati i due tendini sferzati dagli scrosci di pioggia.
Talpone  scuote la testa scontento e ansioso, l’aveva detto lui che pioveva, non ascoltano mai i saggi consigli questi giovani d’oggi e via a borbottare come di consueto.
Intanto sente le risatine e il chiacchericcio agitato che esce dalle tendine, illuminate a tratti anche dal guizzare delle torce accese dall’interno e muore dalla voglia di essere là dentro anche lui, con stretto lo scoiattolino e il figliolo giocoso.
Si intravede ad un certo punto la sagoma dell’avvocato che di scatto esce dalla tenda per assicurare un telo di plastica scivolato via e rientra  precipitosamente.
Si va a dormire in comodi letti, ben coperti ed asciutti, con il libro di Dostoevskij sul comodino e gli auricolari del lettore MP3 che ti cullano con ritmi mozartiani.
Eppure nonno talpone non riesce a rimanere tranquillo, pensa alla grande avventura che stanno vivendo quei ragazzi dentro la tenda, sotto lo scroscio della pioggia battente, tutti stretti insieme a ridacchiare entusiasti.
Un episodio che rimarrà impresso nella loro memoria infantile per sempre e lui, il vecchio talpone, ne prova un amaro rimpianto, perché nelle rievocazioni future in quella famosa notte di pioggia lui non c’era. 

NONNO HULK


Una cara e spiritosissima mamma ha scritto che suo figlio, in un attimo di smarrimento o di perfidia, aveva dichiarato di voler cambiare casa e nome, trasferendosi dai genitori e dai nonni del suo compagno di asilo.
Nonno Talpone si e’ subito entusiasmato all’idea di ingrandire la famiglia, nella sua abituale incoscienza, scrivendo la seguente email:
Cara Elastic Girl ( strano nome davvero ),
mi scuso per doverla disturbare ancora, sono il cosidetto nonno elastico un po’ svampito.
Dovendo essere il nonno putativo di suo figlio, ne consegue che lei diventerebbe quasi  mio figlia o, nel peggiore dei casi mia nuora, in ogni caso  essendo la madre di un mio occasionale compagnuccio di giochi nei giardini pubblici a voi vicini,  è quasi a una madre che mi rivolgo per risolvere un problema che mi si è presentato stamattina.
Come al solito mia moglie, l’adorabile nonna Istrice, mi ha spedito fuori per acquistare il giornale oltre ad una lunga lista di generi di impellente necessità quali la carta igienica, i pelati, i fazzoletti di carta per l’eterno raffreddore etc..
Essendo domenica, i negozi e supermercati chiusi, dopo essere passato dal giornalaio per il quotidiano “il Fatto Quotidiano” che la consorte richiede ( io acquistavo “Il sole 24 ore” per il supplemento domenicale, ma ora sono in polemica con loro, quindi non lo compro più ) stavo pensando dove andare ad eseguire gli ordini ricevuti.

Non mi rimaneva che usare la metropolitana e provare in un emporio in centro, per cui scendo le scale, passo i tornelli e mentre aspetto pacificamente l’arrivo del treno, arriva trafelata una ragazza che esclama : “ c’è un gruppo di ragazzi che mi hanno messo le mani nella borsetta, attenzione ! “.
Io non giro più con il borsetto da diversi anni, lei è forse troppo giovane per ricordarsene, per fortuna è passata quella moda veramente scomoda, ma decido di salire a dare il benservito a quei teppistelli , seguito da un giovanottone che era vicino a me.
Ora deve sapere gentile mamma che quando giochiamo con i lego, mio nipote, quello più piccolo, di due anni, ha difficoltà ad aprire quei blocchetti sottili che sono incastrati  insieme.
Mio figlio, il promettente avvocato,  si ostina a considerare adulti i suoi pargoli di due e quattro anni, per cui acquista scatole di Lego professionali per costruire scavatori ( 700 pezzi ) castelli medioevali ( 900 pezzi ) con cui il piccolo cerca di impilare in qualche modo un cubo o un parallelepipedo.
Io sono delegato a smontare i pezzi incastrati, cosa che faccio ben volentieri fingendo uno sforzo smisurato, tanto che l’altro nipote, lo Scoiattolino, mi chiama “ nonno Hulk “.
Ha già capito tutto, vero cara Elastic  Girl ?
Arrivati al mezzanino mi sono trovato davanti a tre ragazzotti  muscolosi di vent’anni che mi hanno guardato storto e che io riguardavo con occhio truce.
Mi sono avvicinato al gabbiotto dell’agente di stazione dicendo ad alta voce di chiamare la polizia, l’addetta, una biondina alta ed esilina, mi ha sussurrato  che l’aveva  già chiamata, richiudendo in fretta la porta.
“ Bene “ ho detto guardando in cagnesco i tre che erano usciti dai tornelli e non avevano ancora capito chi fossi e cosa volessi fare .
La ragazzina in divisa della stazione  ha aperto ancora un pochino la porta di vetro del suo ufficio per sussurrarmi che era più sicuro che me ne andassi via al più presto, allora mi sono girato e mi sono accorto che ero rimasto  solo nel vasto spazio del mezzanino della metropolitana, inghiottendo saliva sono riuscito a mantenere lo sguardo truce, grazie anche ad un ictus momentaneo, e , forte dei miei ricordi fumettaroli e cinematografici, ho pensato ad un’arma di difesa.
Cosi ho arrotolato ben stretto lo smilzo giornale che avevo in mano e ho maledetto il fatto di non avere acquistato il corrierone e soprattutto che in Italia non ci sono i giornali domenicali con i supplementi.
Ma perché benedetta amica giornalista fate i supplementi solo al venerdì e al sabato, la gente non può dire all’eventuale aggressore “ scusi oggi non vale, non è uscito il supplemento, ho solo un giornale di quattro pagine!  “.
Comunque sono riuscito a ridiscendere al mezzanino dei treni, fermandomi vicino ad un gruppo di nordafricani, ricordando che nelle notizie di cronaca nera si era dimostrato che in casi simili sono loro gli unici che intervengono in  aiuto.
Sono poi riuscito a tornare a casa sano e salvo con tutta la spesa richiesta, ma per ora non ne ho fatto parola con mia moglie, per non sentirmi fare i soliti predicozzi.
Ne parlerò con mio nipote Scoiattolino,
L’altro è piccolo, non capirebbe e poi come fare a dirgli che non deve più chiamarmi “nonno Hulk”, le pare?
Grazie per l’attenzione
Nonno Talpone