LUI NON C ‘ ERA


Finalmente siamo arrivati alla meta, in quelle montagne  dell’alto Garda, tra boschi di pini, verdi prati da alpeggio, villini, alberghi, sporadici residence con file di casette che sembrano stie da pollaio d’allevamento.
La vista sul lago, perso laggiù in fondo, coperto di foschia, è struggente, l’aria è fine e frizzante.
Nel villino degli altri nonni sono già presenti tanti cuginetti, i nipotini corrono subito da loro felici, per perdersi  in nuovi giochi e corse sfrenate.
Talpone e consorte hanno ormai fatto la loro parte, ora li guardano sereni e partecipi.
Infine arrivano i genitori, baci e abbracci, si ricompone la famigliola, è giusto così, noi nonni ci mettiamo in seconda fila, siamo ormai comparse.
Segue una notte tranquilla, risveglio stupito di tanta pace, unito ad un certo rimpianto.
A pranzo festa grande e apertura dei regali, è il compleanno del cuginetto di otto anni.
Il brillante avvocato e la gentilissima Tuttopiede ( tra l’altro preparata  avvocato anche lei, perché queste discriminazioni, bisogna trovarle un diverso soprannome, questa giuria dei nomi sembra l’avvocatura di stato per le sue lungaggini ) presentano il loro dono : un borsone bianco verde contenente un tendino da campeggio, borsino con seggiolino pieghevole, zainetto, borraccia e ammeniccoli, tutto quanto serve per l’avventura.
Tutto quanto entusiasma il ragazzino, gli fa passare in second’ordine la playstation e i filmini di mostri stellari.
Nel pomeriggio grandi prove di montaggio e dimostrazioni generali di campeggio selvaggio, accumulo di cuscini, bottiglie e giochini.
Infine il figlio avvocato, eterno ragazzino, decide di montare anche lui una personale tenda ad igloo, rifornendola di sacco a pelo e materassino, con la brillante idea di dormirci la notte .
La proposta entusiasma naturalmente il figlio scoiattolino, il festeggiato e un altro cugino quattordicenne.
A stento si frenano i più piccoli che sono raffreddati, le madri e i nonni cercano di bloccare il promettente progetto, il cielo si è rannuvolato pesantemente, si prevedono temporali.
Su quel prato in declivio non è saggio fare ragazzate imprudenti.
Talpone si unisce al coro, alterna discorsi dissuasori a consigli tecnici di attrezzatura logistica, tiramento di corde di sicurezza, scavo di fossatelli di drenaggio, in cuor suo  muore dalla voglia di inserirsi nell’avventura, come il gran Mogul delle giovani marmotte.
Ma non ha una tenda disponibile, le quattro diverse possedute sono sparse in lontani polverosi solai, tra cataste di oggetti conservati gelosamente ( può servire, non si sa mai !) e poi dimenticati.
I pionieri non demordono e dopo cena, armati di coperte, pile e borracce si infilano orgogliosi nella tenda a igloo e nel tendino giocattolo.
Appena in tempo; inizia a piovere con sempre maggior intensità, tuoni e lampi, i superstiti dalla finestra di casa guardano preoccupati i due tendini sferzati dagli scrosci di pioggia.
Talpone  scuote la testa scontento e ansioso, l’aveva detto lui che pioveva, non ascoltano mai i saggi consigli questi giovani d’oggi e via a borbottare come di consueto.
Intanto sente le risatine e il chiacchericcio agitato che esce dalle tendine, illuminate a tratti anche dal guizzare delle torce accese dall’interno e muore dalla voglia di essere là dentro anche lui, con stretto lo scoiattolino e il figliolo giocoso.
Si intravede ad un certo punto la sagoma dell’avvocato che di scatto esce dalla tenda per assicurare un telo di plastica scivolato via e rientra  precipitosamente.
Si va a dormire in comodi letti, ben coperti ed asciutti, con il libro di Dostoevskij sul comodino e gli auricolari del lettore MP3 che ti cullano con ritmi mozartiani.
Eppure nonno talpone non riesce a rimanere tranquillo, pensa alla grande avventura che stanno vivendo quei ragazzi dentro la tenda, sotto lo scroscio della pioggia battente, tutti stretti insieme a ridacchiare entusiasti.
Un episodio che rimarrà impresso nella loro memoria infantile per sempre e lui, il vecchio talpone, ne prova un amaro rimpianto, perché nelle rievocazioni future in quella famosa notte di pioggia lui non c’era. 

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Un pensiero riguardo “LUI NON C ‘ ERA

  1. mi immagino il muso che hai messo il giorno dopo contro l'avvocato.. eddai, nn c'eri una notte ci sarai l'altra.. ci dovevi pensare su prima tu.
    la prossima volta organizza tu una campeggiata fuori al freddo, alla pioggia su un materassino mezzo sgonfio per tutta la notte. con il culo comodo che hai nn avresti dormito un minuto..
    che rugnus che ti si..
    in secondo piano, tuttopiede e' si un brillante avvocato e una bravissima mammina ma purtroppo i nomignoli nn si scelgono.
    in terzo piano: sbaglio o sei indietro di qualche settimana?

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