QUANDO ERAVAMO ANCORA PIRATI.


Bei tempi !

Il piccolo Scoiattolino, nipote di quattro anni, era il pirata Barbanera, nonna Istrice il pirata Barbadiferro, il padre Barbabianca, la madre Barbablu, io il cambusiere pirata semplice, il fratellino piccolo di due anni, ancora ballonzolante, Gambadilegno, pirata mozzo.
Erano assalti ai castelli del governatore spagnolo, attacchi a file di cuscini del divano buttati a terra, arrembaggi forsennati a galeoni poltrone.
Dopo le fatiche guerresche veniva chiamato a gran voce il cambusiere, per portare i beveraggi, fantasiosi boccali di vino, ” bille ” e ” lum “.
La R era ancora ignota, noi ci divertivamo, ma mio figlio, il promettente avvocato, era preoccupatissimo, temeva di avere un figlio cinese.
Quando la sete si faceva veramente sentire era necessario mescolare succo di amarene, zucchero e acqua per travasare il tutto in bottigliette da liquore tipo minibar, tapparle bene e portarle in un vassoio ai due minuscoli pirati.
Erano poi ben attrezzati nel loro ruolo: bende nere all’occhio sinistro, feluche ornate di teschio e tibie, schioppi e coltellacci di plastica morbida, spadoni di cartone.
Era una continua ricerca e scoperta di libri illustrati, magneti adesivi, puzzles, stesure di mappe del tesoro, canti guerreschi da ” pilati “.
Un avvenire roseo di conquiste e bottini di forzieri inverosimili contenenti caramelle e monete dorate di cioccolato.
Perfino dopo aver visto numerose volte il film di Peter Pan la saga dei pirati non è stata scalfita.
Capitan Uncino non poteva essere cattivo del tutto, in fondo era un “ pilata “ anche lui.
Nel novembre scorso il loro papà ci ha telefonato a Londra ove ci trovavamo da un paio di mesi per seguire il figlio inglese, “ il martello di Dio “.
La grande novità era che il piccolo aveva finalmente acquistato la “ R “.
Pazienza, i tempi passano, forse era anche tempo che smettesse di fare il cinese.
Poi per carnevale il caro pirata Barbanera ha affermato deciso che lui era Spiderman e basta.
Il padre aveva acquistato vestiti, maschere, giornalini e disegni di quel personaggio, si giocava solo a lanciare ragnatele in tutta la casa e ad arrampicarsi sui muri.
Il gioco era diventato impegnativo, lui lo sollevavo, ma a me chi mi alzava ?
In seguito, complice qualche compagno di scuola e i film portati a casa  dal padre, gli idoli si sono moltiplicati: Wolverain, Venon, la Cosa, Hulk, Capitan America.
Quasi tutti cattivissimi, coinvolti in lotte e pestaggi, in cui spesso i cattivi prevalevano, almeno secondo lui.
Le storie per farlo addormentare riguardavano questi super malvagi, mummie, scatole stregate, draghi neri, maledizioni, pozioni venefiche.
Lui le raccontava eccitato, noi non potevamo nemmeno dire niente o modificare le storie, abbastanza confuse quanto trucide.
Ci siamo sentiti esclusi per qualche giorno, anche i loro giochi erano molto violenti, solo combattimenti e lotte in cui il più piccolo le prendeva sempre.
Poi abbiamo trovato per caso una copia del film “ Elliot il drago invisibile “, con cartoni animati di Paperino.
Entusiasmo generale, anche se la storia a noi pare melensa.
Ma ora esistono anche i buoni, gli scherzi buffi ai danni degli adulti antipatici.
Lasciamogli almeno speranza e voglia di ridere fin da piccoli.
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