TORNO A CASA A SETTEMBRE


Ripenso al periodo faticoso ma felice che abbiamo passato nell’ultima vacanza di nove giorni in Valnerina con i nipotini.
Calde giornate di sole, grande libertà in questo terreno semiselvaggio, così differente dai giardinetti striminziti di città.
Querce, pini e macchia mediterranea, prati e alberi di frutta in fiore, declivi da scalare o da rotolarci, secchi e barili da riempire con terra e acqua per giocare ai grandi cuochi, scalate di tronchi di legna e di cumuli di pietre, sentieri segreti da scoprire tra i cespugli, tane nei cavi degli alberi dove mamma gatta aveva nascosto la sua nidiata, raccolta di asparagi selvatici per le frittatine, comodi lettini dove sdraiarsi a prendere il sole.
Le colazioni mattutine sui tavolini davanti al fuoco vivace e caldo del camino, da godere anche sdraiati sulle comode poltrone dei nonni.
Questi vecchietti allegri e servizievoli, sempre pronti a eseguire i vostri desideri, a inventare insieme ogni variante di gioco possibile.
Menù a scelta e personalizzato, chi vuole il brodo, chi le tagliatelle al ragù, nonna che cucina e si fa aiutare a richiesta.
Le guide sulla ferrarina rossa a pedali, poi trascinata su per il pendio con la corda, per ritentare la discesa in velocità.
Poi al volante vero della vecchia Uno del nonno, in grembo a lui naturalmente, che felice ricordava gli anni quando faceva le stesse cose con vostro padre e lo zio su una cinquecento rossa nelle solitarie strade di collina.
Le pause con la visione dei cartoni animati quando eravate troppo stanchi per correre, disegnare, saltare, costruire piste e castelli medioevali.
Alla fine, cullati dai racconti del nonno personale, ognuno in un grande letto matrimoniale a disposizione, arrivava il sonno profondo per tutti, dopo la giornata piena ma faticosa.
Ogni bella cosa ha la sua fine.
Arriva il giorno del ritorno a Milano.
I bimbi protestano, vogliono restare ancora nel paese dei balocchi.
Il maggiore dei due è determinato, afferma “ io torno a casa a settembre “
Panico dei nonni, cosa fare ?
La partenza per il giorno seguente non è rinviabile, anche se nonno talpone in cuor suo sarebbe disponibile a ogni possibile soluzione, un ricordo lontano e fievole di figlio dei fiori si riaccende in lui.
Bisogna intervenire, nonna istrice ha un’idea brillante, dice sicura “ va bene caro , ma domani è settembre “
Il piccolo non sa cosa rispondere, va a dormire con il nonno, ma durante la notte è agitatissimo.
Si gira e rigira nel lettone, scalcia e si divincola nel sonno.
La mattina presto si sveglia spaventato, ha avuto degli incubi, poi costernato esclama “ mi sono bagnato, cosa faccio ?”
Lo calmiamo, lo confortiamo,”succede a tutti certe volte, non preoccuparti “
Rilavato e vestito, facciamo colazione prima della partenza.
Poi il piccolo guarda fisso la nonna e la interroga “ma quando viene Natale ? “
Lei, presa alla sprovvista, risponde “beh, mancano quasi otto mesi “
Lui felice “ bene, io torno a casa a Natale “
Siamo tornati a Milano naturalmente, come il nonno tanti anni fa dai viaggi e vagabondaggi sognati e presto troncati.
Accontentiamoci dei ricordi felici.
O no ?

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