VOGLIO TORNARE A CASA!


Giornata nera, anzi nerissima.
Ieri ho comperato all’ipermercato cittadino, dopo mille dubbi e pentimenti, questo net-book, era in offerta speciale, come potevo resistere.
Processore Intel Atom dual core, webcam ad alta definizione, sei  celle di batterie al litio, una durata anche di otto ore, film da vedere senza sbavature, windows 7.
Lo acquisto, passo il pomeriggio a cercare di farlo funzionare ( due ore per caricare le batterie, il resto per far partire i programmi che sono da decomprimere e settare ) poi, finalmente collegato alla chiavetta internet, funziona con una lentezza vergognosa.
Se faccio un collegamento con il vecchio computer 486 fisso della scrivania, questo è molto più veloce, anche se ha una ventola di raffreddamento ansimante e rumorosissima.
Ma come, il progresso tecnologico dov’è ?
Stamane decido finalmente di tagliare l’erba che invade, rigogliosa e arrogante, il campo e assedia persino la casa.
Cerco nei vari ripostigli e indosso la tuta, gli stivali di gomma, gli occhialoni, i guanti, la bandoliera, insomma tutta l’attrezzatura necessaria.
Ho tre gatte che mi seguono interessate.
Hanno già mangiato, i cuccioli non si vedono, saranno all’asilo.
Porto fuori dal box il decespugliatore, immetto la miscela, comincio a tirare la cordicella di avviamento.
Niente.
Provo e riprovo, comincio a sudare, mi tolgo gli occhialoni, i guanti, la bandoliera.
Le gatte sembrano particolarmente interessate, anche se si tengono a due metri di distanza.
Comincio a chiamare il decespugliatore con dolci nomi, mentre continuo a tirare la cordicella più volte.
Niente.
Dalle colline intorno si ode beffardo il ronzio di altri attrezzi più docili ai loro padroni.
Gli preparo una nuova miscela, la curo con precisione e amore, come farebbe una mamma nel cucinare un manicaretto ai suoi bimbi.
Butto il vecchio carburante e gli verso quello appena fatto, gli darei anche un grappino se potessi.
Niente.
Non vale nemmeno che mi inginocchi vicino a lui, per la stanchezza in verità, e lo chiami “Al-ko, Al-ko sii bravo, perché mi perseguiti ?”
Non un battito del pistone.
Le gatte se ne sono andate, hanno capito che lo spettacolo era ormai alla conclusione.
Messo via tutto quanto, ho tratto fuori le forbici da potatore e il falcetto con il manico lungo per lottare contro gli spini e l’edera che circondano il cancello giù in basso.
Ho anche la vera falce da fieno, la “Ranza” come si diceva nelle mie campagne d’infanzia.
Ricordo bene i contadini che falciavano grandi prati, con movimenti precisi e ritmati come in un minuetto, si sentiva il fruscio intermittente dell’erba tagliata.
Quando ne comprai una trent’anni fa, di acciaio, ormai quelle di legno erano un ricordo, presi lezioni da un muratore che era ugualmente contadino.
Nei miei primi esperimenti campestri pigliavo solo sassi, alberi e i miei stivali.
Dopo tre anni di inutili tentativi suicidi mi rassegnai al progresso del tagliaerba a motore e ai suoi capricci meccanici.
Quando si parla con altri possessori di questi mostri ne escono fuori storie di incredibili dispetti, si potrebbe fare un poema “ Il decespugliator furioso “
Quando in primavera con l’erba alta occorre usare l’attrezzo, di solito il motore non si avvia mai.
Lo porti dal meccanico, con due sicuri risultati : primo, nelle sue mani esperte il maledetto funziona perfettamente al primo strappo di corda e tu fai la figura del perfetto imbecille.
Nel secondo caso, ugualmente frequente, dopo due o tre tentativi inutili, lui ti guarda con aria disgustata e dice che bisogna cambiare un pezzo, sempre carissimo e comunque fuori produzione, la macchina è vecchia, da buttare.
Tu accorato cerchi di spiegare che funzionava benissimo lo scorso anno, bugiardo ti faceva disperare anche allora, che non è poi così vecchio , ricordi benissimo l’anno che lo avevi acquistato, anche se  al momento ti sfugge di preciso.
Lui è sempre più disgustato, devi comperarne uno nuovo, anzi, addolcendo lo sguardo, lui afferma che ti può mostrare i modelli appena usciti che sono in offerta, come sei fortunato.
Se penso che oltre a questi inconvenienti, ho subito due furti di decespugliatori stranamente funzionanti e uno mi è stato riconsegnato rotto dopo un prestito forzoso al caro cognato, mi viene voglia di mettere i tappeti di erba sintetica.
Infine nella mia lotta impari con il mostro cocciuto ho rotto il cellulare bello, il Sony, quello che mi ha lasciato il martello inglese appena tre anni fa, mi viene voglia di piangere.
Ho rotto un cellulare !
Voglio tornare a casa  

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One thought on “VOGLIO TORNARE A CASA!

  1. Ma la cosa logica non sarebbe stata buttare il taglia erba e comprarne uno nuovo anziché comprare un portatile di cui non hai bisogno? Anche perché i net book non sono una grande tecnologia. Il martello di dio ti suggerisce di portarlo indietro, farti ridare i soldi che poi ti consiglia lui un buon portatile che ne vale la pena su a Londra.
    Taglia l’erba con un aggeggio meccanico che funziona e preparati per le nozze del secolo.

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