LAVORO E PRIGIONE


E’ venuto a casa un tecnico per cambiare il contatore della luce, ora sarà elettronico e il rilievo dei consumi avverrà direttamente dalla sede.
Non ci sarà più il letturista, quello che ti entrava in casa con pila e matita per scrivere su un faldone di carta.
Nonno talpone segue i suoi movimenti, a lui piace assistere al lavoro degli altri, affermando in buona fede che lo fa solo per imparare.
Intanto inizia a parlare, come fanno tutti gli anziani,  racconta di quando era bambino e vedeva entrare il gasista, di solito un uomo grosso, con enormi baffoni, che chiedeva un imbuto e una bottiglia d’acqua per controllare il contatore vicino alla cucina, un apparecchio grosso e panciuto come un barile.
Il tecnico, un ragazzo di una trentina d’anni, si stupisce di questo racconto, lui vive in un mondo completamente diverso, elettronico.
Nonno talpone, bonario e paterno, gli chiede se sia dipendente della società elettrica, se è a contratto determinato o se fa parte di una cooperativa di lavoro.
Il ragazzo dice che fortunatamente lui è stato assunto in via definitiva da una società che effettua in appalto questo lavoro per conto della grande società elettrica.
Lui lavora, ma il padre no, a 57 anni si trova da tempo licenziato, non sa come pagare il mutuo di casa e come arrivare ad aver diritto a suo tempo a una pensione decente.
Nonno talpone rimane male, lui in pensione c’è arrivato da 10 anni, seppur faticosamente anche lui, però si vergogna di non avere queste preoccupazioni, si sente un privilegiato.
Le disgrazie degli altri sono sempre un dolore anche per noi, si vorrebbe aiutare, ma se si può fare qualcosa per il singolo, non si riesce a risolvere il problema generale.
Per questo azzarda : “ Forse le cooperative di lavoro preferiscono i più giovani “
“No – dice l’altro – sembra che adesso le piccole aziende preferiscano assumere i detenuti, lo stato paga la metà dello stipendio e dei contributi, con un risparmio notevole per loro.
Conosco molte ditte che usano squadrette che sono in parte composte da detenuti in permesso diurno. Condannati per furto, omicidio, anche ergastolani.
Mio padre che ha sempre lavorato, è stato onesto, non ha mai preso nemmeno una multa è a casa disperato, senza lavoro.
Forse gli conviene andare in banca a fare una rapina. Se va male poi può aver diritto a un lavoro con contributi per poi poter andare in pensione.”
Ha finito e il tecnico va via, nonnotalpone non ha saputo rispondere, né obiettare.
Non sa nemmeno se scrivere questo post, che gli sembra not politically correct .
Sa solo che  la situazione odierna è ben misera.
Pensa anche che i più grandi ladri e imbroglioni non solo non vanno in galera, certo non hanno problemi di lavoro, ma hanno pure importanti incarichi istituzionali.
Come quell’uomo che, portato all’impiccagione per omicidio, nel salire sul palco della forca disse : “ Ne ho ammazzato uno, se ne scannavo diecimila o più sarei portato sul trono. “
 

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