CURE SPERIMENTALI


Il piccolo scoiattolo, uscito dall’asilo, corre spericolato lungo il marciapiede, inseguito dal ballonzolante fratellino.
La meta è vicina : il cancello di ferro d’ingresso, quello che separa il cosiddetto villaggio “ in “ dalla periferia  “ out “ di Milano.
Si arrampicano faticosamente sulle sbarre di chiusura e aspettano il nonno che sta arrivando a dieci passi di distanza.
Il gioco è stare aggrappati ai ferri mentre la porta viene da lui aperta e fatta ruotare su sé stessa.
Questa volta però arriva dall’altra parte un vecchietto irascibile che urla come un forsennato “ Giù di lì, cosa fate ? Siete pazzi ? “
I piccoli si calano giù intimoriti, lo scoiattolino comincia a piangere, arriva il nonno, apre il cancello e guarda l’isterico, questo ammutolisce, ma ormai la gioia dell’uscita dall’asilo è rovinata.
La nonna cerca con dolci parole di calmare il bambino, che singhiozza a dirotto.
Il fratellino piovretta, di stampo più coriaceo, cammina serio ma senza lacrime.
Nonno talpone prende in braccio il suo piccolo disperato, gli promette che domani tenderanno un agguato al vecchio bizzoso e, se urlerà ancora, gli daranno una mazzata in testa.
Niente.
Allora talpone mima un forsennato scroscio di manate sul fantasma di quel trucido gnomo urlante e assicura che per lui è cosa da niente, lui è forte come Hulk e potrebbe sollevare anche un’auto ; si guarda intorno, si avvicina a una piccola utilitaria e cerca di sollevarla.
Naturalmente quella non si sposta  di un millimetro, lo scoiattolino frena le lacrime ma resta scettico, prigioniero della sua grande paura.
Talpone allora tira fuori dal sacchetto dei giochi, tra palloni colorati e pupazzi di spiderman, una grossa auto di plastica e fa vedere come lui la fa volare via.
Niente, non convince nessuno, anche la piovretta  lo guarda poco convinto.
Va bene, nonno talpone non può far vedere i suoi muscoli da Hulk, non è giornata.
Allora prende lo scoiattolino sulle spalle e comincia a saltellare sotto i rami degli alberi più bassi.
Gli ondeggiamenti non sono la cura migliore per il suo mal di testa e le vertigini di cui soffre da tempo, ma il momento è grave, occorrono rimedi estremi.
Mentre corrono, il piccolo comincia a ridere e a strappare le foglioline dai rami, la piovretta li segue chiedendo di salire a cavallo anche lui.
Andiamo tutti verso i giardinetti esterni, talpone sempre saltellante sotto i rami più bassi e vicino alle alte siepi di recinzione delle villette lungo la strada.
Lo scoiattolino ha un’idea meravigliosa per curare la testa del nonno.
Strappa i fiorellini dei gelsomini e glieli infila nelle orecchie, strizzandoli ben bene.
Strappa anche foglioline e rametti e li frulla nei condotti uditivi di nonno talpone che urla fingendosi terrorizzato.
Ormai lui ride a piena gola, gorgheggiando felice, in un convulso di strilli e sonore risate.
Arrivano a gran trotto ai giardini, il nonno albero che spande intorno fiorellini e foglie, il nipotino anche lui urlante che da gran manate al suo testone.
Poi lo scoiattolino scende dalle sue spalle e corre felice verso gli scivoli e nuovi giochi, arriva infine il fratellino che reclama la sua parte di cavalcate.
Ma dovrà aspettare, l’animale è stanco, deve riposare su una panchina, dategli una piccola tregua.
Stanco senz’altro e dispiaciuto che la nuova cura sperimentale dei gelsomini non ha avuto molto successo, ma l’allegria dei piccoli si, stavolta l’ha conquistata.

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One thought on “CURE SPERIMENTALI

  1. povera piovretta, aspetta sempre il secondo turno.. ci doveva essere la nonna a prenderlo sulle spalle cosi' cavalcavano i nonni tutte e due.. ahahahahahahah gia mi vedo la faccia dell'istrice quando leggera questo commento.. ahahahahahh!

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