UN BEL CAMPO FIORITO


“ Guarda Istriciotta come sono belli questi fiori bianchi, sembrano una macchia lattea sul prato verde “
“ E’ vero, però senti, non profumano ! “
Nonno Talpone annusa lo stelo raccolto, che termina ad ombrello in una serie di corolle di minuscoli fiorellini bianchi.
E’ un povero fiore spontaneo di campo, adatto al più a fare da contorno per i suoi simili dai colori più vivaci e raffinati.
Purtroppo ora è l’unico tipo presente nel nostro campo, il periodo delle varie orchidee selvatiche, che dicono specie protetta e rara, invece stranamente diffusa ovunque da noi, è purtroppo ormai finito.
Come in estate non ci sono più quelle erbe saporitissime di campo, rapunzoli, crispigni, saporitella, che Talpone raccoglie in primavera per comporre delle insalate gustosissime, degne di un re.
Comunque per curiosità porto in casa l’esemplare raccolto, cercando nelle librerie i testi di botanica sui fiori spontanei.
Ben presto trovo il disegno a colori che raffigura il mio fiorellino.
Leggo : “Conium maculatum, fusto cavo, eretto, fiori piccoli, bianchi, riuniti ad ombrelle ( sic ) “
E’ sicuramente lui !
“ Pianta fortemente velenosa in tutte le sue parti “
Gulp !
E’ la cicuta di socratesca memoria, inorridito nonno Talpone lo getta nel camino.
La sera, a casa della sorella Paperoga, l’estrosa ceramista, l’Istrice racconta il fatto accaduto, abbiamo i prati coperti di piantine di bianca cicuta.
La spiritosa ( ? ) Paperoga esclama tutta giuliva “ Allora perché non cicutiamo i nostri mariti e viviamo libere e contente ? “
L’Istrice sorride con uno sbuffetto d’aria perlomeno equivoco, Talpone allibisce.
Le due sorelle sono fedelissime fans di tutti i programmi polizieschi ammanniti dalla TV, Poirot, miss Marple, Scherlok Holmes, l’ispettore Barnaby, fino a quegli orrendi serial televisivi americani.
Dal fondo della poltrona l’incauto marito di Paperoga bercia come al solito “ Accendimi la televisione, voglio il telegiornale o un programma con belle figliole giovani ( per censura  uso un eufemismo ), tutte tette e culo “
Non ha mai brillato per finezza il rude sindacalista, pur essendo una persona buona e generosa, a volte è orrendamente spiacevole.
In questo momento appare un incosciente suicida.
Talpone per rompere il ghiaccio chiede ansioso “ Posso apparecchiare tavola ? Serve aiuto ? “
In cuor suo solennemente si ripromette :

  • Abbasserà sempre la tavoletta del WC dopo l’uso
  • Chiederà di passare l’aspirapolvere e di lavare i pavimenti
  • Conterà fino a sette prima di rispondere in modo magari sgarbato
  • Comprerà mazzi di fiori almeno una volta alla settimana
  • Idem per comporre settimanalmente una poesia d’amore, in mancanza d’ispirazione adattare un sonetto di Shakespeare, fa sempre un effettone, dimenticare l’amato Giovenale

Caro direttore mi capisca, con queste donne che al grido di “ Towanda “ si possono scatenare, è meglio essere cauti.
Licenziarmi, se proprio deve, pazienza, ma cicutato NO.

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