QUA FINISCE MALE


Signor Direttore, dott. Martello, il suo inviato speciale nella Conca Ternana, il sottoscritto nonno Talpone, pur tra mille difficoltà cerca di mantenere la corrispondenza giornaliera richiesta, a rischio della propria incolumità.
Tumulti di bande giovanili, saccheggi di negozi, autobus e case bruciate ?
No, signor Direttore, in questi luoghi ameni tutto tace come sempre, come nei secoli di dominazione papalina.
Il pericolo, ben conosciuto dagli abitanti indigeni, sono i pranzi e le cene giornaliere che sono servite, rigorosamente abbondanti, gustose, fantasiose, maledettamente ripetute.
Ha presente quel vecchio film di Ferreri “ La grande abbuffata “ ?
Io, ingenuo milanese, in quegli anni mi entusiasmai, avevo anche almeno trent’anni di meno, pensavo ad una fantasia grottesca di quel geniale regista.
Invece no, lui probabilmente era passato casualmente da Terni in periodo di sagre estive.
Non si può dire “ va bene, gustiamoci questi picchietti al tartufo ( porzione di due etti circa ) e poi ci facciamo un caffè.
No, qua si inizia con una ventina di antipasti, dal farro al tartufo ( te pareva ) ai dieci tipi di bruschetta a testa di vario tipo, ai pescetti fritti, olive ascolane ( non sono di Terni ma si sono radicate anche loro ) coratelle, fettine di lardo aromatizzate.
Poi picchietti, ciriole, strozzapreti, lasagnette, spaghetti e maccheroncini al tartufo  in bianco ( dicono loro, anche se nereggia ), alla boscaiola, al ragù di castrato, ai frutti di mare, alle granseole, al pesto ( sì, è ligure, ma qua se magna de tutto ).
Seguono agnelletto al forno, tagliata con pepe ( ma non era fiorentina ? ), braciole, cinghiale in umido, fettine, pollo ( questo è nostrale, nun po’ di de no !), salsicce gustosissime, trote ( nostrali pure queste ) fatte al forno e cosparse di tartufo.
In seguito come rifiutare lo scodellone di panzanella, per mettere a posto lo stomaco, anche se da piatto povero, ora con alici, uova sode, olive e quant’altro vale una cena da solo.
Non parlo  delle frittatine,” una fettina sola, so’ fatte con le ova nostre !”
Sei da tempo arrivato al capolinea, ti passano pizzette casarecce, formaggi di Norcia, fichi giganti e gustosi, ormai incosciente ti infili in bocca crostate alle visciole, panna cotta, tirami su, bomboloni alla crema.
Il gelatino, il tartufino di cioccolato, magari corretto, sempre per sistemare lo stomaco ormai formato baule, amari, limoncelli, nocini si uniscono fraternamente.
Come se non bastasse durante tutte le cene i ternani parlano appassionatamente delle prossime magnate, si fissano date e appuntamenti ( sono già stato prenotato fino a ferragosto inoltrato ), si litiga sul posto fissato, “Da me che c’ho un agnelletto nostrale che nun te dico”
“ No, da me che vado a Civitavecchia e te porto du casse de pesci freschi freschi dal pescatore mio ! “
“ Macchè, io tengo delle sarcicce e un collo de maiale che è uno spettacolo, nun fo pe ‘ dì , è proprio mio de me, l’ho curato come un fijo “
“ Mannò, annamo a Polino, che lassù se sta sempre freschi e ce stanno li funghi porcini “
“ Bravo, ma che sei matto de capoccia, dopo te avvelenano, nun lo sai ?
Annamo a Quadrelli, lì si che sono salutari !”
La caccia è chiusa, di politica, se non devi chiedere un favore o un posto, non si parla che fa sempre schifo, spesso si discute di donne e di corna, con genealogie dettagliatissime a tutti note, ma per te oscure.
Tu boccheggi, t’addormenti a tavola, ma come fai a scrivere articoli ?
Se poi nonno Talpone vuole evitare qualche pranzo o cena deve litigare con la moglie ternana, le cognate, le cugine che si offendono.
Guardi fuori e vedi questi accidenti di prati verdi ricoperti di fiorellini bianchi di cicuta, senti un brivido di gelo allo stomaco e sussurri “ Va bene cara, andiamo “
Qua finisce male, mi creda signor direttore.

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4 thoughts on “QUA FINISCE MALE

  1. caro impiegato nonno talpone,
    qui e' il segretario del direttore che, dato gli ultimi svolgimenti, e' ancora impeganto a organizzare la trasferta al mare brightoniana e a scacciare i malviventi da gotham city. anche detta londra.
    in mancanza di batman ha deciso di indossare il costume della pantera rosa e uscire per le strade a difendere i deboli. a quanto sembra si e' fermato a meta' strada in un gattile comunale per fare del volontariato.
    cmq.
    mi si inoltra questo messaggio:
    " balle, sappiamo tutti che quando nn hai voglia di fare qualcosa hai il culo piu' pesante del cemento. adori l'umbria, la sua ospitalita' e tutte e bonta godereccie culinarie. anche perche' sei circondato da ottimi cuochi.
    e tu ci vai a nozze.
    io e il marito sognamo di essere li con voi a degustare i manicaretti umbri. pero', ahime', ho una citta da salvare dai teppisti.
    speriamo in qualche "doggy bag" e qualche generoso avanzo".

    come segretario di sua altezza vorrei anche aggiungere che se ci scappa un prosciutto e del tartufo anche il resto della ditta ne sarebbe molto grato.
    distinti saluti a tutti quanti.

  2. Lu Viparu ?
    Ciertammente, mma primma nu paiu de Vernelli.
    ( Per i non ternani : il Viparo è un amaro locale, poco alcoolico e leggermente amabile, il Vernelli invece una specie di torcibubella all'anice )

  3. Tutto si può dire degli umbri ma non che non siano ospitali.
    Se sta accogliendo i bambini giapponesi vittime del maremoto e del disastro nucleare, può accogliere anche i londinesi che scappano dagli incendi delle gang di minorenni minorati della società dei consumi.
    Qua si consuma e si mangia solo cose buone, anzi squisite.
    Ah la barbazza con la salvia !
    Quale poeta ti potrà mai decantare ?
     Per ora, me te magno !

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