GAMBA DI LEGNO


Con una flemma e una noncuranza tutta inglese il Martello di dio si è alzato alle sei del mattino, da un’ora il frenetico genitore, nonno Talpone appunto, lo incalzava, saltellando, accendendo le luci, le radio per svegliarlo e farlo correre all’aereo che doveva ricondurlo ai suoi lidi abituali.

Con una calma e incosciente sicurezza che il cielo benigno tutto gli dovesse garantire, l’inglesino si è mosso lentamente, tra starnuti e sbadigli slogamascelle, mentre il padre sempre più agitato lo incitava in continuazione, controllando frenetico dalla finestra l’esiguo numero di taxi parcheggiati nella via sottostante.

Lui è da sempre abituato a salire per ultimo sull’aereo, magari dopo che lo hanno ripetutamente chiamato all’altoparlante con voci sempre più imperative e disperate.

Alla fine, dopo gli ultimi abbracci, è sceso saltellante dalle scale, poi, sotto l’occhio angosciato dei genitori, è riuscito a tuffarsi nell’ultimo taxi disponibile.

In seguito hanno ricevuto il rassicurante messaggio “ Tutto OK, arrivato in tempo “.

Video Skipe serale con i genitori “Uffi ! …Sono tremendamente raffreddato … etci ! Ho sonno, ho fame … ma perché questo specchio è storto ?”

Crash !!!

Si sente un pesante tonfo, colorite espressioni, rabbiosi accidenti lanciati al cielo.

Talpone chiede ansioso “ Cosa ti è successo ? Ti sei fatto male ?”

Ripresa video, un viso enorme, gonfio e lacrimoso “ Aiuto, mi è caduto lo specchio grande, che male boia, ho il pollice con il sangue “

“ Fammi vedere, poverino … ma quello è un piede, allora ti ha colpito l’alluce !”

“ Ma no, è il pollice, dai.. oh, ma tu dici che si chiama alluce ?”

Poverino, oltre che tremendamente imbranato come il padre, il buon Martello ha imparato benissimo l’inglese in questi 18 anni di lontananza, parlandolo ormai curiosamente con un marcato accento irlandese, ma sta rapidamente dimenticando la lingua materna.

Per non parlare di quando si azzarda a citare scampoli di parole milanesi come “ barlafuss “ o “ scarliga merluss “ con un ibrido e orrendo accento umbro-irlandese-lombardo che fa stridere i delicati condotti uditivi di nonno Talpone.

Bisogna comunque consolare il povero infortunato “ Su, non è niente, se tuo padre gira con l’uncino alla mano,” ti te podet fa el gamba de legn “, puoi mostrarti con la gamba di legno, “ te par no ? “, non ti pare ?

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Un pensiero riguardo “GAMBA DI LEGNO

  1. beh oddio, in 18 anni di aerei nn ne ho mai perso uno.. sono arrivato un paio di volte al check in correndo come un pazzo urlando ” sto arrivando, aspettatemi aspettatemi”, ma nn era “colpa” mia, era l’aereo di concidenza/il treno/ il bus che era in ritardo…
    e tanto per chiarirci, ho messo la zampa tra lo specchio e il pavimento perche’ in quell’attimo ho pensato: ” se cade lo specchio e si rompe poi devo pigliare l’aspirapolvere e pulire tutto e nn ne ho voglia quindi se ci metto il piede nn devo farlo”.
    che e’ peggio.

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