COME UNA SINFONIA


“ Che giorno è oggi ? – mi ha chiesto nonno Talpone, sbadigliando rumorosamente.

“ Che vuoi che ne sappia, con questo caldo penso solo a sopravvivere, da tanto non ti sento, sembri uscito dal letargo, estivo data la stagione. Certo rappresenti bene la figura tipica del messicano che dorme accosciato al muro per la siesta, ricoperto di un polveroso poncho e nascosto da un largo sombrero – ho risposto sgarbatamente, essendo uscito pure io da una pennichella pomeridiana, con l’inseparabile specchietto elettronico color ciliegia, che ormai mi segue ovunque.

Poi guardando il calendario ho scoperto che oggi è il 6 luglio, un rapido calcolo mi ha ricordato che sono ben dieci giorni che non riporto notizie di nonno Talpone.

Cerco di capire i motivi e gli avvenimenti che mi hanno distratto dal mio compito di scrivano e segretario del mio capo.

Per quanto ricordo lui allora era presissimo con un azzardato programma di fiabe pensate al femminile, il che mi è sempre sembrato abbastanza originale, dato che Madre Natura aveva scelto per lui un altro genere.

Va anche detto che la continua frequentazione con mamme e nonne, sia con il suo blog, sia per la presenza ai parchi giochi con i nipotini, possono aver influito sul suo equilibrio psicologico.

Chissà perché sono così rari i maschi che giocano con i bambini ?

Ritornando ai ricordi recenti, lui era in campagna per teorici lavori improrogabili ed urgenti.

Poi era tornata la moglie da Milano con il piccolo Scoiattolino, che aveva richiesto con insistenza di andare a Terni con i nonni.

Subito il suo lieve programma lavorativo campestre e soprattutto il riposo e le letture pomeridiane avevano subito un brusco arresto.

Sono arrivati in seguito il figlio, quello milanese, promettente e sempre indaffarato, con la moglie, la gentile avvocato Tuttopiede, dal timido sorriso, accompagnando il piccolo Polipetto, convalescente da continui malanni.

Ricordo che quando a notte inoltrata era sceso dall’auto, ove tutti pensavano fosse ancora addormentato, lui si era divincolato e si era gettato in braccio al nonno, stringendolo convulsamente al collo, aggrappato tenacemente, come un grazioso Koala alla sua pianta di eucalipto.

A questo punto nonno Talpone si è commosso fino alle lacrime, capitolando senza condizioni e da allora si è perso nel gorgo felice dei nipotini.

Per la cronaca attualmente loro sono al mare, dato che  i genitori li seguono per un lungo week end.

Lunedì sera i nonni ritornano in quella località balneare  per dare il cambio e goderseli per un’altra settimana.

Qua in campagna  restano sparsi per i viali e i cespugli la loro piscina gonfiabile semivuota, le loro carriole, i secchielli, le cazzuole da muratore sporche del loro cemento di fango, i mattoni di legno sagomati, un camion ribaltabile, l’automobilina rossa a pedali e il largo plastico di legno e cartapesta su cui muovevano a battaglia i soldatini medioevali del Playmobil.

Ora nonno Talpone gira loro attorno, li esamina con tenerezza e mormora tra sé “ Sento la loro mancanza, mi riposo, è vero, però anche i loro strilli possono entusiasmare come una sinfonia !”

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