DINOSAURI E AUSTROLOPITECHI


Che sollievo per noi nonni incontrare i nipotini, sia pure in una breve pausa pranzo.
E’ una gioia lo stare insieme, una mano sulla spalla e camminare ascoltando i loro sfoghi giovanili, i loro giudizi.
Con i nonni si può parlare di tutto liberamente, degli amici, delle esperienze di scuola, delle prime impressioni sulla vita.
“ Nonno, io non vorrei crescere, lo sai?
Mi piace restare bambino.
Però sarebbe bello diventare grande per poter bere la birra e il vino, non ti pare?”
“ Mio caro Scoiattolino, è la vita, si cresce, si diventa adulti, però dentro di te puoi mantenerti bambino.
Io mi sento così, anche se sono anziano.”
“ Vecchio come i dinosauri ?”
“ Non esageriamo, però guarda tuo papà, sono sicuro che anche in lui in fondo c’è un bambino, anche se sono passati tanti anni.”
“ Come un australopiteco !”

La scuola è una gran cosa: aiuta i bambini a definire l’età della nostra vita.”

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AI MARGINI DEL GIORNO


Stamattina dopo un’allegra colazione, tutti quanti allineati lungo il tavolo di cucina, dove sono circolate chiacchiere assonnate, frettolose  raccomandazioni dei genitori e qualche buffonata del nonno, con qualche rimpianto ed un accenno di protesta del Polipetto i piccoli sono stati accompagnati a scuola dal papà e poco dopo anche l’avvocato Tuttopiede, con un identico leggero sospiro, è uscita per  recarsi al lavoro.

I nonni, il Talpone e l’Istrice Amorosa, hanno chiuso la porta e sono ritornati a tavola, dove li aspettavano una distesa di piattini e tazze vuote, molte briciole sparse, alcuni barattoli semivuoti di marmellata e di miele.

Quasi a riempire quell’innaturale silenzio, nel terminare in fretta la colazione, i due anziani  si sono rammentati a vicenda le battute  ingenue dei piccoli nipoti, i loro gesti teneri, da cuccioli di uomo, come usa dire lo zio Martellus Deus.

Hanno pulito casa, si sono lavati e vestiti, lei ha preparato e cotto con gesti sicuri un grosso pane con la farina di farro; lui è uscito per andare al mercato settimanale da suo verduraio del Bangladesh, ritornando dopo le chiacchiere d’uso con quattro borsoni carichi, risalendo poi le scale di casa senza troppo sospirare, se non per il ricordo dei suoi piccoli amici.

A pranzo hanno intaccato la loro riserva quasi inesauribile di avanzi natalizi, hanno letto i loro libri, finendo per addormentarsi per il solito pisolino pomeridiano, preparandosi poi per l’impegno del corso in palestra, quello dei nonni avanzati.

Si sono trovati soli per la cena, mentre una televisione parlava di cose che nessuno ascoltava.

Ieri da quando nel pomeriggio erano stati all’asilo e alla scuola per il loro turno settimanale i due nonni avevano vissuto e giocato con i piccoli principi, avevano riso, inventato, “ pazziato”, come compagnucci di gioco più grandi, quasi fossero i ripetenti di classe troppo cresciuti.

Per carità, non c’è rimpianto, ognuno deve avere i propri spazi.

Le regole d’oro sono sempre quelle : autonomia e libertà.

Affermiamo risoluti che anche i nonni devono avere la loro vita.

Però …

Però un profondo sospiro di nostalgia almeno permettetecelo.

COME UNA SINFONIA


“ Che giorno è oggi ? – mi ha chiesto nonno Talpone, sbadigliando rumorosamente.

“ Che vuoi che ne sappia, con questo caldo penso solo a sopravvivere, da tanto non ti sento, sembri uscito dal letargo, estivo data la stagione. Certo rappresenti bene la figura tipica del messicano che dorme accosciato al muro per la siesta, ricoperto di un polveroso poncho e nascosto da un largo sombrero – ho risposto sgarbatamente, essendo uscito pure io da una pennichella pomeridiana, con l’inseparabile specchietto elettronico color ciliegia, che ormai mi segue ovunque.

Poi guardando il calendario ho scoperto che oggi è il 6 luglio, un rapido calcolo mi ha ricordato che sono ben dieci giorni che non riporto notizie di nonno Talpone.

Cerco di capire i motivi e gli avvenimenti che mi hanno distratto dal mio compito di scrivano e segretario del mio capo.

Per quanto ricordo lui allora era presissimo con un azzardato programma di fiabe pensate al femminile, il che mi è sempre sembrato abbastanza originale, dato che Madre Natura aveva scelto per lui un altro genere.

Va anche detto che la continua frequentazione con mamme e nonne, sia con il suo blog, sia per la presenza ai parchi giochi con i nipotini, possono aver influito sul suo equilibrio psicologico.

Chissà perché sono così rari i maschi che giocano con i bambini ?

Ritornando ai ricordi recenti, lui era in campagna per teorici lavori improrogabili ed urgenti.

Poi era tornata la moglie da Milano con il piccolo Scoiattolino, che aveva richiesto con insistenza di andare a Terni con i nonni.

Subito il suo lieve programma lavorativo campestre e soprattutto il riposo e le letture pomeridiane avevano subito un brusco arresto.

Sono arrivati in seguito il figlio, quello milanese, promettente e sempre indaffarato, con la moglie, la gentile avvocato Tuttopiede, dal timido sorriso, accompagnando il piccolo Polipetto, convalescente da continui malanni.

Ricordo che quando a notte inoltrata era sceso dall’auto, ove tutti pensavano fosse ancora addormentato, lui si era divincolato e si era gettato in braccio al nonno, stringendolo convulsamente al collo, aggrappato tenacemente, come un grazioso Koala alla sua pianta di eucalipto.

A questo punto nonno Talpone si è commosso fino alle lacrime, capitolando senza condizioni e da allora si è perso nel gorgo felice dei nipotini.

Per la cronaca attualmente loro sono al mare, dato che  i genitori li seguono per un lungo week end.

Lunedì sera i nonni ritornano in quella località balneare  per dare il cambio e goderseli per un’altra settimana.

Qua in campagna  restano sparsi per i viali e i cespugli la loro piscina gonfiabile semivuota, le loro carriole, i secchielli, le cazzuole da muratore sporche del loro cemento di fango, i mattoni di legno sagomati, un camion ribaltabile, l’automobilina rossa a pedali e il largo plastico di legno e cartapesta su cui muovevano a battaglia i soldatini medioevali del Playmobil.

Ora nonno Talpone gira loro attorno, li esamina con tenerezza e mormora tra sé “ Sento la loro mancanza, mi riposo, è vero, però anche i loro strilli possono entusiasmare come una sinfonia !”