La colonna infame


Vicino a piazzale Loreto all’inizio del secolo scorso sorgeva una chiesetta dedicata alla Madonna di Loreto, poi demolita, di cui rimane nella vicina piazza Durante una colonna di pietra con statua della Madonna, dopo aver lasciato il nome al grande incrocio circolare prospicente la casa che nonno Talpone abita quasi dalla nascita.

Pensavo a quella colonna e ai ricordi della manzoniana Colonna Infame dopo aver ricevuto una telefonata dall’Umbria.

” Ciao, cosa fate ancora a Milano, ho sentito che quel terribile virus cinese ha infettato la città, scappate via per favore!”

” Veramente si è avuto un contagio a Codogno, una cittadina del lodigiano distante 60 km da qui.”

” Meglio essere prudenti, scappate finché siete in tempo !”

” Non ti preoccupare, tra pochi giorni partiamo in volo per un’isoletta rocciosa al nord della Norvegia, non credo che là vi siano problemi, in ogni caso ritornerò in Umbria subito dopo.”

“Quando?”

” Tra una decina di giorni, arriverò con l’auto di vecchi amici che abitano nelle sacre terre di Valdobbiadene, patria del salutifero Prosecco, la medicina serale per la mia prostata.

Ci incontreremo alla stazione di Padova e al ritorno mi fermerò là per rivedere la cappella degli Scrovegni.”

” Per carità, anche a Padova c’è la peste, cioè il virus cinese, non lo sai ?”

Insomma, sembra che la salvezza sia o su una piccola isola rocciosa delle Lofoten o sulle verdi colline della Valnerina.

Tenendo conto della munifica scorta di prosciutti, salsicce e bottiglie di rosso Montefalco nella cantina umbra, non credo che avrò dubbi nella mia scelta.

PS

Il pezzo l’avevo scritto venerdì mattina quando si era verificato solo il caso di Codogno.

Purtroppo, come prevedibile, i casi si sono moltiplicati e aumenteranno nel futuro.

Cresce la paura e l’isteria collettiva, anche se il tasso di mortalità è forse minore di quello dell’influenza stagionale.

Oltre i parenti umbri, che ormai mi pregano di non tornare da loro, ora ci sono anche degli Stati che negano l’ingresso agli italiani del nord.

Niente Inghilterra, niente Umbria, nonno Talpone però può scendere ancora in cantina dalle sue bottiglie.

Loro non sono isteriche.

 

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