MEGLIO DEL SILENZIO


All’inizio era la stanchezza fisica, quella che ti intorpidisce anche la mente, si desidera solo di riposare, senza le forze per muovere neanche un braccio, figuriamoci lo scrivere su una tastiera.

Poi era arrivata finalmente la pioggia con la forzata pausa dei lavori, ma anche la notizia della bomba scoppiata davanti ad una scuola di ragazzine sedicenni.

Sono cose che capitano in ogni parte del mondo, c’è dolore, si capisce, ma in Italia queste stragi hanno sempre risvolti oscuri, la polizia ed i magistrati individuano prima o poi gli indiziati, si riesce persino ad ipotizzare i collegamenti oscuri con i poteri forti, quelli che intrecciano servizi segreti, malavita, appoggi politici ed economici.

Ma poi avvengono solo le assoluzioni, i dubbi, le ipotesi, i depistaggi.

A noi gente comune resta solo la rabbia, l’angoscia, l’amarezza.

Quando poi questi fatti toccano i nostri giovani la disperazione aumenta.

Cosa può scrivere un nonno Talpone?

Questa è la ragione del silenzio di dieci giorni.

Poi lui si è accorto che stranamente, aprendo l’opzione statistiche del suo blog, nel suo perdurante silenzio di vecchio stanco e amareggiato, vi erano state persone che lo avevano cercato ripetutamente.

Si, proprio lui, l’anziano sciocco, forse cercavano un motivo di sorridere ancora, perché la vita è dura per tutti e una piccola pausa dallo sforzo quotidiano serve sempre.

A questo punto nonno Talpone ha deciso che è ora di svegliarsi dal suo torpore, purtroppo sono scomparse persone molto più importanti e degne di lui, come dice il proverbio “ sono i migliori che se ne vanno “ ma forse il poter dare generosamente sé stessi, per quanto poco valga, è sempre meglio del silenzio.

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7 pensieri riguardo “MEGLIO DEL SILENZIO

  1. Ciao Nonno Talpone, lascio un altro commento per dire che secondo me hai sollevato un argomento molto interessante.
    Io ho avuto un blog per alcuni mesi, e mi è piaciuto molto scriverci su. Però è una dimensione decisamente strana: parli a te stessa ma al mondo intero (potenzialmente), è un diario ‘privato’ che privato non è affatto, è come scrivere a tutti di cose intime ma non initimissime ovviamente, e poi c’è la faccenda dei commenti… io ne ricevevo pochissimi, e questo dopo un po’ ha iniziato a pesarmi perché facevo il confronto con altri blog che ammiro molto e mi sentivo inadeguata. Beh, per farla breve, a un certo punto ho scelto il silenzio. Non so. Forse dovrei riprendere.

    1. Mia cara omonima, sono un nonno impacciato e alle prime armi, però ti consiglio di continuare con il tuo blog, se questo ti dava piacere. Che il blog sia come molte cose su internet, una dimensione nuova, strana e ancora sperimentale, mi trova pienamente d’accordo.
      Certo non deve essere un diario intimo, sarebbe noioso e scabroso, diciamo che è un modo di comunicare, fa bene a sé stessi e magari aiuta delle altre persone. Per quanto riguarda i commenti, non è il numero che conta, ma l’affettuosa attenzione che ricevi, anche di poche parole o di un simbolo di sorriso. Ci sono scrittori bravi e interessanti, argomenti che coinvolgono il pubblico della rete, così ricevono molti commenti e attirano una moltitudine di lettori. Si trovano anche persone disperate e solitarie che scaricano i loro umori sui blog. Come capita nella vita non bisogna mettersi in concorrenza, almeno nelle cose che ci danno piacere, scrivi dunque, scarica i tuoi pensieri, lasciati andare con la parte più sensibile di te. Guardati da fuori con distacco e ironia, riuscirai anche a sopportarti meglio, almeno così capita a me.

  2. Nonnotalpone,sei sempre attento e sensibile….è un piacere per me,venire qui a leggerti…concordo in pieno con te…….anche su quello che suggerisci a Paola….a presto
    Antonella

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