Notizie di cronaca cittadine


Lo so, è severamente proibito uscire di casa, lo ripete la televisione e il web, niente più incontri con gli amici per un pranzo conviviale o per una partita di burraco, frenetica emozione da pensionato.

Lo so, è pericoloso, ma nel suo piccolo, anzi nel suo mondo minimo, anche nonno Talpone è un audace trasgressore per natura.

Così, indossato il piumino sopra uno strato di tre maglioni, guanti di lana, scarponi da neve, con il viso coperto da un lungo sciarpone e il cappello calato sugli occhi, verso mezzogiorno, l’ora più calda, lui esce furtivo dal portone di casa, come un ladro nelle notti più buie.

Ecco, nella strada quasi deserta lui compie lentamente il giro della piazza e va a salutare il suo amico della bancarella dei libri usati.

Un saluto, un’occhiata attenta ai volumi esposti e poi la mezz’ora di conversazione sulla storia della Grande Guerra, sulla vita di montagna e i ricordi dei recuperanti, un mondo misero e sconosciuto.

Per prudenza ormai si salutano alla tanzaniana, piede contro piede alzato.

Questo porta ormai qualche rischio per l’instabilità delle sue vecchie gambe, così ora usa il suo bastone di montagna, con il puntale ricoperto di gomma per lo schiocco con il piede del giovane amico .

Nonno Talpone si chiede cosa succederà quando per caso  incontrerà una  vecchia conoscenza,  anche lei curva sul proprio bastone.

Prevede già la notizia di cronaca:

” Vecchi amici si incontrano dopo tanti anni e si prendono a bastonate.   Intervenuta  un’ambulanza per i soccorsi.

Ignoti i motivi dell’accaduto, la polizia indaga”.

 

Accetto il rischio


Stiamo attraversando un periodo che farà storia, ve ne rendete conto?

Come quello di vent’anni fa delle torri gemelle di New York o la crisi petrolifera dei primi anni 70 del secolo scorso.

Ricordo bene, perché io già c’ero cari ragazzi, la città buia senza lampioni accesi, in giro a piedi o in bicicletta come in tempo di guerra, perché io c’ero anche allora.

Passerà anche questa, solo che molti anziani ci metteranno la pelle, con evidente beneficio per l’Inps che piange sempre miseria.

Nel caso di nonno Talpone, che viaggia verso gli 80 anni, significa una probabile mortalità in caso di virus del 10% , che salirebbe al 50 % se avesse tra gli 80 e i 90 anni.

Così assicurano gli esperti.

Lui, imperturbabile, proclama ad alta voce che se lo fanno arrivare verso i 100 anni accetterebbe il rischio di decesso per virus anche del 95%.

Chissà se il Fato accetterà la scommessa.

Saluti virali


Sono anch’io preoccupato, ma senza panico, in questo agitato periodo e annoto ogni giorno i dati dei casi conclamati di Corona virus, dei guariti e dei decessi.

Ma il sentimento prevalente è la curiosità per il comportamento umano dei miei connazionali, amici e parenti compresi.

La conclusione è sempre questa : siamo un popolo esuberante, chiassoso, furbescamente sciocco e irrazionale, sommersi come siamo da un clamoroso vociare di cifre, analisi contradditorie e confusi proclami politici.

Eppure a ben guardare nei giornali e sul web vi sono dati e analisi corrette.

Fino alla settima settimana dell’anno gli influenzati sono stati 6 milioni, quelli da virus 4000.

I decessi per comorbilitá 8000, per il virus 200.

I dati aumentano ogni giorno, ma ma la preoccupazione resta una sola, contenere la diffusione del Corona virus per non collassare gli ospedali..

I medici ripetono che è necessario stare a casa se si é anziani, non affollarsi in gruppi, non sconfinare dalle zone a rischio.

Risultato : fughe nelle seconde case in altre regioni, assalto ai supermercati per fare enormi scorte, il precipitarsi su auto e treni per andare nelle città del centro sud ancora relativamente immuni.

Basta, ora finisco le prediche inutili sulla nostra mancanza di senso civico ( ahi lontana Inghilterra e Norvegia ! ).

A nonno Talpone è piaciuta la novità del nuovo saluto della Tanzania, conosciuto anche come cinese ( ma nel Paese di Mao non si usa più il pugno chiuso?).

Ieri quando ho visto i nipotini l’ha voluto provare, alzando un piede e strofinandolo con quello del giovane, con suo evidente ironico piacere.

Ormai anche loro sono cresciuti, approdati da poco  all’adolescenza i baci e gli abbracci li riservano alle ragazzine, non più ai genitori e ai vecchi nonni.

 

 

 

Dal paese delle nevi


Ultimo giorno che passerò in questo fantastico paese, dove tutto è regolato, codificato e fatto con il buonsenso ( anche grazie ad una marea di petrolio).

La popolazione è gentile, ci sono cartelli gialli sul coronavirus nei ristoranti, ma nessuno porta la mascherina antigermi, gli italiani sono considerati come qualsiasi turisti, senza agitazione, fobia e irrazionalità.

Il paesaggio alle Lofoten e’ incredibilmente selvaggio e magico, mi aspetto di vedere spuntare un troll o uno gnometto dietro una nera scogliera coperta di neve.

La nostra guida locale è un genovese brillante che vive in Norvegia da trent’anni ed è felice, salvo un rimpianto per il buon vino e gli ingredienti per preparare un pesto decente.

Da quello che leggo in Italia siamo ancora al delirio della peste nera medioevale.

Ma nessuno conta le centinaia di ammalati di influenza e i morti di polmonite in queste settimane ?

No, ormai solo chiacchere sul morbo giallo, con una contabilità frenetica.

Vorrei rimanere qua in Norvegia per qualche mese ancora, fuori dalla pazza folla.

Domattina all’aeroporto chissà se mi metto a tossire, mi terranno con loro?