IL GATTO, IL FUOCO E ME


Sono entrato nel cottage di mio figlio e ho subito notato che la temperatura gelida esterna si manteneva intatta anche dentro le sue mura.

“Ma non é freddo qua dentro ?”- ho chiesto ingenuamente.

” No, perché? Ho cambiato l’aria per tre ore aprendo le finestre, ma non ho freddo, perché?”

Lui ormai si sente inglese, o irlandese per osmosi e matrimonio, così in casa accendono il riscaldamento per un’ora al giorno ( sic ).

Mi siedo al tavolo, apro l’album e l’astuccio delle matite graduate da disegno, ma ho i brividi e la bramosia di fuoco e di calore é feroce.

Mi accosto al camino e lo carico di fogli di carta, ramaglie, legnetti e ciocchi di pino.

Il fuoco scoppietta subito, manda una nube bianca come un sospiro di sollievo e un’ondata di calore si allarga intorno a me.

Questa benefica emanazione, tepore, odore, rumore che sia, arriva al piano superiore, perché scende di corsa il gatto Tobias, che si strofina sui miei pantaloni, circondandomi con una lenta danza ed emettendo una serie di sordi mugolii.

Si acciambella poi sul divanetto davanti al camino e insieme, nuovamente amici, ci incantiamo davanti alle fiamme guizzanti e allegre.

Ripeto a me stesso, come una nenia, la bella poesia di Humberto Ak’abal sul fuoco, mentre Tobias, da buon gatto selvaggio, forse non pensa, gode il calore, dorme e i sogni sono solo suoi.

Humberto Ak’abal

IL  FUOCO

Il fuoco

Accucciato

Calma la tristezza del legno

Cantandogli

La sua ardente canzone.

E il legno

Lo ascolta

Consumandosi

Fino a dimenticare

Che fu un albero.

 

FIORI D’INVERNO


Poche sere fa, risalendo la collina verso la casa di mio figlio, siamo stati sorpassati da una spider rossa, a fianco del guidatore troneggiava un grande pino di Natale.

Mi sono rallegrato, anche se le feste erano ormai finite mi sembrava bello vedere un uomo in compagnia di un albero, quasi andasse in giro in compagnia di un amico o di un’amante.

Più avanti ho visto l’auto fermarsi lungo il parco e quasi subito ripartire via.

Quando abbiamo raggiunto il prato abbiamo scorto le nere sagome di decine di alberi di Natale, buttati uno sull’altro, in pose scomposte, quasi fossero corpi di soldati caduti dopo una furiosa battaglia.

Finite le feste, gli acquisti febbrili, l’apertura incuriosita dei regali ricevuti, i pranzi sontuosi, gli allegri brindisi, tutto finito anche per loro, silenziosi commensali.

Eccoli lì, che emergevano nel prato come verdi fiori invernali, improvvisamente esplosi nel gelo.

Ne ho raccolto uno poco distante, forse quello che viaggiava impettito sulla spider rossa, e faticosamente l’ho trascinato nella casa di mio figlio, che ha un camino.

Lui mi ha sgridato per l’ingombro e perché la legna si compra a ciocchi ben squadrati.

Ma nel freddo della sera ho reciso a piccoli pezzi i suoi rami resinosi e, acceso il fuoco, li ho gettati lentamente tra le fiamme, facendoli esplodere con un allegro scoppiettio, regalandoci luce e calore, danzando come fossero vivi.

Al centro dell’albero, nel fitto dei rami, ho scoperto alla fine una piccola stellina dorata di plastica, dimenticata e smarrita.

L’ho delicatamente raccolta e custodita nella tasca del mio cardigan blu.

A casa nostra l’ho posta a fianco del mio letto, per tenerla come sentinella e compagna dei miei sogni e dei miei ricordi.

PIACERE, VALDEMORT


“Papà, papaaa, fammi vedere la zampa di Valdemort !”

” Grr, grr !”

” Dai su, fai il bravo, qua la zampa Valdemort !”

Sua madre ride felice fino alle lacrime, dopo oltre venti giorni insieme al figlioletto lontano é sempre in stato di adorazione giuggiolesca, a parte alcune divergenze su come preparare il ragù o l’arrosto con patate.

Nonno Talpone invece, con la mano destra gonfia e bluastra per le tre artigliate inflitte dal gatto Tobias, di proprietà del Martello di dio, quello che secondo opinione corrente dovrebbe essere anche figlio suo, si aggira per la piovigginosa Brighton con un’enorme cerotto giallastro sul dorso della mano, rinnovato giornalmente dopo disinfettanti e creme antibiotiche.

Giorni fa il suddetto Tobias è tornato a casa con l’orecchio sinistro lacerato e sanguinante, si sussurra che nonno Talpone, ma lui nega, abbia pagato un gatto killer per la vendetta.

Intanto la storia continua ogni giorno, quando lo incontra o lo presenta ad amici il figlio inglese lancia la sua ferale battuta:

” Fai vedere la zampa, dai Valdemort !”

Martellante com’è, nonno Talpone ha timore che tra poco, incontrando qualcuno, lui si trovi inconsciamente a tendere la sua zampa fasciata, mormorando:

” Piacere, Valdemort !”

CHISSA’


Che strano inverno questo,lontano da casa, anche se vicina a quella del figlio inglese.
Anche il clima é diverso, instabile e capriccioso.
Se esce dal suo scuro sotterraneo nonno Talpone non sa mai che cosa troverà: la temperatura é di circa 10 -12 gradi, magari si scorge in alto un sole velato, ma si é subito spinti da un forte vento di mare gelido, che gioca sferzate potenti tra gli angoli delle strade.
Dopo un breveperiodo di cammino, magari come ieri quando eri allo scoperto sul lungomare, improvvisamente si é colti da uno scroscio di pioggia persistente, si corre via gelidamente inzuppati, per trovarsi un quarto d’ora dopo finalmente al rifugio in un caffé, a guardar fuori dalle vetrate una nuova pausa di sole molliccio che si riflette sulle pozzanghere dei marciapiedi.
Uscire per prudenza con un ombrello?
Questo significa passare la giornata con un inutile ingombro, visto che proprio quel giorno non pioverà mai, se non quando eri casualmente in un pub o nei negozi a curiosare tra i saldi.
Gli inglesi infatti girano sempre tranquilli, salvo i giovani con il cappuccio della tuta sbadatamente tirato in testa, quale che sia il tempo intorno a loro.
Certo vi sono anche i turisti con i loro piccoli ombrelli pieghevoli, di matrice cinese venduti ovunque ad una sterlina, cosí fragili e pronti a sfogliarsi come petali di un fiore alla prima ventata improvvisa e capricciosa.
Anche stamattina alle 8 nonno Talpone é uscito in tuta e scarpette da corsa rosso e blu, il cielo era limpido, non troppo freddo, le lastre dei marciapiedi ancora scivolose per un recente acquazzone.
Intorno a lui una folla di bambini, femminucce e maschietti, saltellanti e giocosi che stretti ai loro papà e mamme si incamminavano verso il vicino asilo..
Lui, un vecchio signore con il berretto di lana con ponpon calcato in testa, arrancava vicino a loro, rallentando, sia per il fiato corto che per godersi quello spettacolo di gioventú spensierata.
Che fitta di gelosia provava dentro di sé, che struggente nostalgia per i tempi lontani quando anche lui accompagnava i suoi figli, e piú recentemente quando poteva tornare dall’asilo o da scuola con i suoi due nipotini.
Tre anni fa anche loro erano qui, nella gioiosa Brighton, ahimé solo per una breve settimana e si passava insieme, mano nella mano,per questi stessi viali alberati.
Corri vecchio Talpone, corri via, allenati bene, quando tornerai a Milano ti presenterai in forma da loro, li potrai anche sfidare ad una breve corsa.
Chissà !
Forse loro, con naturale generosità, fingeranno di essere affannati e ti lasceranno passare avanti, come facevi tu nei loro primissimi anni di vita, in quelle giocose gare di velocità che facevate, tra strilli e risate a piena gola.

PRONOSTICI E PRESAGI


La mattina del primo giorno dell’anno ci si sveglia tardi, per cercare di recuperare dai consueti bagordi della veglia precedente, il gran cenone e sopratutto i numerosi brindisi consumati.
Nonno Talpone é tra questi e quando ha messo i piedi fuori dal letto e ha sbirciato l’orologio ha letto stupito :” 11:10 MUOVITI ! ”
Eh già, il nuovo orologio Garmin che ha da poco ricevuto in regalo, oltre a segnare ora, minuti, giorno e mese, si permette di dare ordini “MUOVITI !” se pensa che lui deve cominciare a camminare o correre, gli conta i passi effettuati, in base al peso e all’età gliene ha imposti 9226 obbligatori ogni giorno, li traduce in km e gli fa notare le calorie consumate.
Tiene in memoria tutte le sue prestazioni dal giorno che ha cominciato ad allacciarlo al polso.
Per fortuna non provoca ancora delle scosse elettriche se non raggiunge l’obiettivo imposto.
Dato che ormai é assuefatto alle volontà altrui, vedi moglie, figli e nipoti per non parlar dei gatti, nonno Talpone si é alzato obbediente, si é messo in tuta e scarpette ed é uscito dalla porta di casa, arrancando sulla ripida scaletta che dal basement, o piano interrato, lo porta a livello stradale.
Quali i pronostici dell’anno?
A una cinquantina di metri ha scorto una donna freddolosa e rattrappita che avanzava verso lui, tra il forte vento e la pioggerella sottile che la sferzava.
Ahi, il primo d’anno donna vista, serie di guai prevista, diceva sua nonna quand’era bambino.
Ma poco dopo lei seguiva un giovane in giubbetto, piú in là un cagnolino.
Previsioni per l’anno leggermente equivoche.
Cosí lui ha pensato bene di scendere subito le scale e di ritirarsi nella sua tana.
Si é gratificato con una bella teiera di tè bollente, qualche biscotto secco, fette di pane tostato spalmato di houmous al gusto di fagiolini,asparagi e menta, per finire con un pie di mele e frutti di bosco.
Quella sera a casa del figlio Martello di dio, mentre accarezzava il vecchio gatto rossiccio Toby, questo, mero strumento del destino, con una fulminea zampata gli ha lacerato il dorso della mano, coprendolo di sangue.
L’anno comincia funesto.

UN TRANQUILLO NATALE


Alla fine abbiamo superato il punto critico.
Quello della partenza intendo, che angoscia tutte le persone sensibili, o quelle anziane se preferite.
Il problema per fortuna era già dimezzato in quanto la moglie Istrice Prussiana era stata categorica: solo lei sa preparare le valige, in questo campo come in molti altri il marito é sempre stato inaffidabile.
Cosí era rimasto solamente il suo zaino da preparare e nonno Talpone era stato almeno da due giorni ad angosciarsi su cosa metterci dentro e sopratutto cosa NON dimenticare.
Da persona previdente aveva scritto dettagliati fogliettini divisi in due colonne: cosa portare sú e cosa portare indietro.
Per il solito destino beffardo che lo perseguita i suoi foglietti, ma anche i quaderni, le agende,i taccuini tendono invariabilmente a nascondersi quando li crca.
Questo comporta nuovi elenchi e sforzi della sua debole memoria.
Alla fine aveva deciso: prima ditutto una tuta, magliette e scarpe da corsa per uno sperato illusorio allenamento alla mezza maratona.
Ma vi doveva trovar posto anche il portatile ( scordato ), i telefonini,il tablet, il phablet, lo smartphone,i vari carica batterie, i cavi di collegamento e il suo ebook reader ( dimenticato ).
Il tutto schiacciato dentro, sperando che non esplodesse davanti ai controlli dell’aeroporto.
Ma perché tutto questa tecnologia, piangeva da coccodrillo nonno Talpone.
” Bei tempi quando si usavano solo diari in marocchino rosso, penne, matite e temperino !”
Comunque sono arrivati nella casetta del Martello di dio, tra sorrisi, abbracci stritolanti, i previsti scontri verbali e sperano in un tranquillo Natale.
Natale sereno che ovviamente io e nonno Talpone auguriamo a tutti voi, forse ancora travolti dagli acquisti dell’ultima ora.

DINOSAURI CONTEMPORANEI


Lo riconoscono tutti: gli anziani, ovvero quelli sopra i 60 anni, stentano ad adattarsi alle diavolerie della cosiddetta rivoluzione digitale.
Nonno Talpone li osserva spesso con occhio complice ed intenerito.
Quelli che utilizzano ancora i loro cellulari preistorici a conchiglietta e non sanno ancora usare gli SMS.
Quelli che si fanno affibbiare da negozianti furbetti dei prestigiosi portatili, ma non sanno come accenderli.
Quelli che si comprano l’ultimo iPhone ma lo sanno usare solo come telefonino.
Lui invece, nonno Talpone intendo, non solo da più di 25 anni colleziona computer, ma sa usare perfino WhatsApp.
Così ieri sera ha potuto ricevere una serie di ben 4 messaggi dal suo Martello di dio.
“ Va che sono intelligente io “
( La modestia è una parte fondamentale del suo carattere.)
“ Ma tu sai che puoi dettare i pensieri tuoi e di nonno talpone al cellulare e lui te li trascrive ?”
( Per un attimo ho sperato che finalmente fosse nonno Talpone a scrivere magicamente le sue fantasie affabulatorie.)
“ Poi ti mandi la e-mail dello scritto e semplicemente lo copi e incolli sul tuo blog”
( Mi sembra piuttosto elementare.)
“ Va che furbo sono io !”
( Solo intelligente e furbo ? Si vede che è leggermente depresso, altrimenti avrebbe scritto che è anche geniale, magnifico e bellissimo, attributi che suo padre di nascosto riconosce in modo appassionato a lui e al fratello, ma che non ammetterebbe mai ad alta voce, altrimenti chi li fermerebbe più ?)
Così dopo aver riletto più volte i messaggi e averli trascritti su un foglio di carta per prudenza, nonno Talpone ha impugnato il suo smartphone, ha schiacciato il tasto colorato di Google, quando ha visto il simbolo del microfono ha sospirato sollevato “ Ah che furbo …”
Ma non è riuscito a proseguire che subito, dalla diavolesca applicazione, è emersa la ricerca delle sue parole.
Con i seguenti primi risultati :
“ Ha ha ha ( sic) furbo sono che ti ha fatto scappare non ho kik e non rompete il c…”
“ Tony è furbo ha ha ha ( sic)”
Nonno Talpone ne è rimasto così amareggiato che mi ha chiamato per trascrivere con rolleball pen sul suo quadernetto a righe la sua avventura, per poi digitarne il testo , tasto dopo tasto, sul suo vecchio computer.
In fondo anche lui è un dinosauro contemporaneo.

CONVERSAZIONI PLATONICHE


“ … Ora l’accademia platonica è finita per sempre … Le conversazioni platoniche si risvegliano per un istante solo quando due amici si incontrano … I due hanno un incedibile rispetto l’uno per l’altro, parlano a voce bassa, si ascoltano, si interrogano … talvolta stanno in silenzio … I due non sono affatto simili … ma questa è la condizione ideale per la conversazione … Proprio perché ognuno parla con il suo opposto porta alla luce le sue idee più profonde … e disegna grandiose architetture di immagini …”
( da Pietro Citati – L’armonia del mondo )
Nel leggere queste frasi nel libretto acquistato giorni fa in una bancarella di libri usati nonno Talpone ha avuto un fremito e ricorda quei indicabili momenti, molto più frequenti in gioventù, quando con un caro amico si è inaspettatamente trovato in questa magnifica situazione.
Un amico di cui magari si conosceva reciprocamente ogni fatto e ogni pensiero ma, apprezzandolo per la curiosa e paziente intelligenza, nel conversare e confrontandosi si scoprivano e si facevano germogliare anche le proprie idee.
Magari non si avevano che effimere architetture di pensieri, ma quale piacere lo stimolo dell’intelligenza, il calore umano di un rapporto con una persona acuta e paziente, lontano dal bla bla quotidiano.
Come tutti i veri piaceri quelli in fondo quelli erano una pausa breve ma rilassante della propria vita.
Bisogna riconoscere che come l’amore anche l’amicizia è un dono stupendo che quando si riceve non finisce mai di stupirci e che per questo bisognerebbe sempre sforzarsi di meritare.

SETTE PIU’ DUE


Ti svegli in una mattina come le altre, dalla finestra scorgi un sole offuscato dallo smog, dalla strada salgono i soliti rumori di una città congestionata dal traffico, i gatti pretendono la loro colazione per poter poi dormire, loro che ti hanno svegliato con miagolii incessanti, strofinamenti, ronde ravvicinate e qualche amorevole zampata.
Aspetti che qualche umano ti dica qualcosa oggi, forse ti sei arrovellato con questo pensiero assillante dalla sera prima, in fondo capita una sola volta all’anno, per fortuna,ma non accade niente, tua moglie ti chiede con noncuranza i soldi per il parrucchiere, svuoti subito il portafoglio, in fondo che importa ?
Fai colazione e aspetti.
Niente, silenzio ovunque.
Poi alle dieci ti arriva una telefonata dalla cognata Paperoga, ti fa gli auguri, chiede quanti anni hai da oggi e si stupisce:
“ Così tanti ?”
Quando ti passa il cognato e lui ti chiede se già hai necessità di un catetere.
Finalmente la sensazione di gelo si scioglie, la moglie si ricorda anche lei, più tardi anche quei pochi amici che ti rimangono si uniscono negli auguri e nei hai bisogno per superare la barriera della ricorrenza.
A pranzo arriva la famiglia del figlio milanese con pacchi di regali e i nipotini cinguettanti, frenetici.
“ Nonno dove sono gli altri regali di Babbo Natale ? li apriamo subito ?”
“ Bambini ! Prima fate gli auguri al nonno, è il suo compleanno !”
“ Sì, ma li apriamo i regali, dai li apriamo ?”
E’ la celebrazione anticipata di Natale oggi e il compleanno unito di nonno e della smagliante mamma Tuttopiede, in seguito saremo separati per le feste.
Il nonno sorride paziente, oggi si è messa una camicia nuova e un farfallino amaranto che aveva indossato solo per il matrimonio del suo Martello di dio alcuni anni fa, si commuove e li scusa.
Li capisce bene perché se la matematica è una scienza esatta sette più due fa nove.
Con quell’età ipotetica di nove anni lui si sente decisamente dalla parte dei bambini.

SCINTILLE NATALIZIE


Buone notizie : nonostante la crisi dei posti di lavoro, nessuna aspirante dattilografa ( figuriamoci poi con miti pretese di pagamento ) si è presentata da nonno Talpone.
Ragion per cui il sottoscritto operatore ( scioperato ? perché mai ?) manterrà il suo posto al foglio scritto con penna stilografica e alla tastiera del computer.
A spiegazione della mia pretesa neghittosità devo peraltro precisare che sono stato in Umbria al mio campicello a raccogliere le poche olive del campo ( ma il giovane olivo Antonio ne portava parecchie ) , nonché a compiere le varie manutenzioni, a subire stoicamente un incredibile numero di inviti a pranzi e cene di pantagruelica quantità, a spaccare infine rami e ceppi per un camino quanto mai famelico.
Ma non ci si ferma mai, tra pochi giorni partiremo ospiti dalla coppia Martello di dio e Tasso irlandese per un periodo probabilmente fin troppo lungo.
Sarà senz’altro un piacere garantito se la coabitazione non scatenerà scintille.
Per ora mi auguro siano pacifici fuochi natalizi, ma conoscendo i caratteri spigolosi di nonno Talpone e del suo dolce Martellino non mancheranno sorprese.
Ma in ogni famiglia, come in ogni coppia, ci vuole anche movimento, altrimenti sai che noia !

PS
Sono riuscito a censurare nonno Talpone quando aveva precedentemente scritto :
“Dattilografa volonterosa, miti pretese, bella presenza, illibata cercasi “
Sai l’Istrice allora come si sarebbe scatenata !