AVEVO LA COSCIENZA PULITA


L’erba dei prati tagliata, la legna messa a posto bene, il mal di schiena garantiva che avevo lavorato sodo, secondo lei, la schiena intendo, questo voleva dire che non avevo più trent’anni, bugia, io stesso non ricordo mai la mia età, che ritengo elastica.
La conferma è arrivata stasera con una telefonata da Londra, il Martello di dio chiamava a rapporto.
Mi sono fatto un rapido esame di coscienza, dunque, l’erba era tagliata, i gatti nutriti, i rapporti con la moglie nella soglia della gentilezza, il suo vino inviato con corriere internazionale, mi sembrava di essere a posto.
“ NO – attacca lui – ma sei impazzito a scrivere su internet, nel tuo blog delle poppe delle gatte ? La campagna a Terni ti sta involgarendo, mettiti in carreggiata.”
Cerco di giustificarmi, era sua madre che chiedeva di vedere se la gatta allattava o no, io mi ero limitato a chiederglielo con le buone maniere, si l’avevo anche minacciata di non darle più gli spaghetti con carne se non mi riportava i cuccioli, ma poi le ho dato da mangiare lo stesso.
Anzi, nel mio ultimo pedinamento di Hilda, avevo avuto la fortuna di scoprire che li teneva nella vecchia legnaia, adesso facevo il servizio a domicilio per loro con ciotole a parte di spaghettata e acqua fresca.
“ Ci voleva poco a capire che li teneva là , scusa, era logico, ma comunque questi termini volgari non usarli più, hai visto i commenti sul blog ?”
“ No, non li ho visti, di solito c’è solo il tuo, non mi legge quasi nessuno”
“ Ecco, non c’era, quindi non va bene, capito ? E poi riporta indietro quel tuo e-book, ti sei fatto fregare dal commesso, fatti ridare i soldi, dopo ne cerchiamo uno buono qua a Londra, non devi comprare le cose senza dirmelo, capito ?”
Ho promesso che non lo farò mai più, intanto non capivo chi era il padre e chi il figlio.
Una cosa sapevo e ridacchiavo malignamente dentro di me, per fortuna tra poco sarebbe uscito dalla famiglia, non ero io il suo futuro compagno di vita, ora sarebbe toccato al suo fascinoso sposo, il Tasso o Badger irlandese.

18 aprile 2011 IN VIAGGIO


Stiamo viaggiando in auto verso l’Umbria.
Incredibile, noi nonni abbiamo avuto un colpo di fortuna.
Per una serie di coincidenze, la chiusura asilo per festività, le ferie non disponibili per i genitori, gli altri nonni occupati, abbiamo avuto in custodia i due pargoli per ben nove giorni durante il periodo di Pasqua.
Arriveranno i genitori in treno giusto per i tre giorni di festa, ma ne rimangono sei tutti per noi, se ce la faremo.
C’è gioia, c’è incoscienza per la fatica, ma in fondo la vita è una sfida.
La nostra casetta in Umbria è sulle colline sopra le cascate delle Marmore, è un terreno in forte pendenza, tenuto a uliveto e bosco di pini, querce e macchia mediterranea, distante tre chilometri dal vicino paesello medioevale.
C’è una nutrita e varia tribù di gatti semiselvatici, ma anche scoiattoli, istrici, tassi e persino numerosi cinghiali.
Bisognerà avere 24 occhi, ma ci divertiremo.
Il viaggio è lungo, di solito ci vogliono circa sei ore.
Il nipotino più grande, chiamato lo Scoiattolo, è legato sul seggiolino a fianco del posto di guida perché soffre il mal d’auto.
Però in questo modo si può parlare e commentare le auto e i camion che incontriamo per la strada.
Dopo aver finito un pacchetto di patatine e una limonata la conversazione si fa più intima.
Afferma con aria complice: “ Allora, mangerò tanta carnina, così diventerò grande e forte come papà”.
Confermo i suoi buoni propositi con un cenno del capo, devo solo ascoltare.
Lui continua :”Ma anche la pastasciutta fa diventare grandi, vero nonno ?”
“ Certo, è proprio così “ lo rassicuro.
“Voglio mangiare anche le carotine e l’insalata, così divento forte e pelato come papà, vero ?”
“ Questo è probabile, anzi sicuro” devo ammettere a malincuore.
Il piccolo non sa che mio padre, mio nonno, il bisnonno e io naturalmente, siamo diventati tutti pelati a partire dai vent’anni.
Con un fortunato slogan pubblicitario si potrebbe dire : “ Talponi, i buoni pelati di Milano”.