Mattinata da spiaggia per i nonni :
Ore 6.30: sveglia urlante della piovretta di anni tre, subito un biberon di latte caldo e cartoni animati per ipnotizzarlo ed evitare che smonti e manometta i mobili e tutti gli oggetti disponibili.
Ore 7.30: sveglia sonnacchiosa dello scoiattolino di anni cinque, tentativi di farlo mangiare con promesse di farlo diventare forte come spiderman e forse anche come suo padre, residua alternativa come il nonno.
Ore 7.55: corsa di talpone in mezzo ad altri vecchietti asmatici e claudicanti per essere pronti alle ore 8 precise per l’invasione della spiaggia dell’albergo e occupazione con asciugamani, borse e altri oggetti personali delle sdraio preferite.
Di solito nonno talpone sgomita con poche mamme per l’ultima fila lontano dalla spiaggia ma fronte zona giochi, dove c’è una casetta di plastica, miniscivolo, bilancia altalena, cavalli a dondolo e spazio sabbia da costruzione.
La massa dei vegliardi arranca faticosamente ma con caparbietà feroce per la famosa seconda fila vista mare, essendo la prima soggetta a pagamento extra.
Occupate militarmente le due sdraio previste, corsa rapida in paese per acquisto di latte, focacce, yogurt e altra merce secondo disposizioni superiori di nonna generale, anche previo aggiornamenti telefonici last minute.
Ritorno in camera, valutazione critica acquisti, deposito e stivaggio merce, carico borsoni e discesa rapida con i nipotini urlanti, che si spingono e scalciano come fanno i loro supereroi violenti, maledetta TV spazzatura e moda americana.
Controllo gioco dei bimbi, non far tirare la sabbia addosso ad altri bagnanti, recupero del nuovo camioncino gigante, trafugato da bambino biondo di anni due, velocissimo e aspirante grassatore ( il camion formato maxi è stato acquistato dal generale, dato che il parco camion raggiungeva a malapena la mezza dozzina ed era prevista grande operazione trasporto truppe ).
Pacificazione di gruppo di bimbi che litigano per il possesso esclusivo del’unica malconcia casetta di plastica, allontanamento di hooligans di dieci-tredici anni che giocando a pallone travolgono pargoletti e castelli di sabbia appena costruiti.
Bagno collettivo, tenendo sotto stretto controllo la piovretta, che ad onta del suo nome, non sa nuotare ma cerca di guadagnare il largo, forte dei suoi braccioli arancioni. Accompagnamento dello scoiattolo, che se la cava benino a cagnolino, ma impone al nonno l’arrivo alla lontana boa rossa e poi la piattaforma bianca, ancora più lontana, dei bagni vicini, per puntare poi alla barchetta che vede all’orizzonte.
Nonno dice con voce suadente che lo faranno sicuramente, ma il giorno seguente, oggi sono troppo impegnati, magari chiameranno lo zio martello, quel pazzo scatenato che si fa due miglia di gara nel Tamigi, con lui può andare in Corsica e tornare per pranzo.
Ritorno urlante alle sdraio, asciugatura, rimessaggio giochi, lavatura piedi, risalita in camera per doccia calda, cambio costumi, apparecchiatura tavola e ritorno veloce al piano sotterraneo per il self service, sgomitando con altri vecchietti tremuli ed indecisi, ma esperti nel dribblaggio fila, per acquistare le cotolette milanesi orecchio di bue e patatine fritte per gli amati pargoli.
Sull’ascensore con in mano i vassoi bollenti talpone trova altre anziane signore, lente ed indecise, che sbagliano a pigiare i tasti dei piani, altre donne di stazza maxi che cercano inutilmente di entrare nella cabina affollata.
Si mangia finalmente ? No, oggi lo scoiattolino ha cambiato idea, le tagliatelle le voleva al sugo e non al pesto, no il parmigiano non ce lo voleva, perché non ci sono gli gnocchi al ragù?
La piovretta ingoia tutto in fretta, ma si unisce al coro “ Anch’io voglio “
L’istrice prussiana interviene con voce ferma, verso talpone beninteso, “ E tu non alzare la voce, hai capito ? “
A questo punto arriva la telefonata ansiosa dei genitori che chiedono con tono flautato se tutto va bene lì al mare, se i bambini sono stati bravi e concludono a volte con “ Beati voi che vi divertite “
Certo, anche se la mattinata è stata movimentata nonno talpone é felice.
In spiaggia ogni tanto guarda e compatisce quella coppia di vecchietti sulla cinquantina che arrancano anche loro nella fila delle otto del mattino per occupare il solito ombrellone ultima fila lato giochi, disperatamente composti e solitari, lei tipo ramarro al sole, lui sulla sdraio all’ombra, con giornale e settimana enigmistica, isola perduta nel mare di urla e di risate dei bambini che si rincorrono intorno a loro.