IL CONTO DA PAGARE


Da qualche giorno nonno Talpone è lontano dal suo blog, anche se per la verità lui scrive ancora le sue piccole osservazioni su fogli di carta riciclata che poi non riesce a copiare sul computer e metterle in rete.

E’ spaventato, ansioso, corrucciato, come milioni di altri italiani per la situazione in cui viviamo in questi giorni.

Non solo da pensionato si ritrova più povero, con minor potere d’acquisto, con gravose tasse da pagare, con risparmi sbriciolati,, ma è la prospettiva futura e la sensazione generale di disperazione dei più deboli che lo paralizza.

Si può sorridere quando tutto intorno è buio ?

Unica amara soddisfazione : finalmente dopo una serie di mascalzoni e buffoni della peggior specie, che hanno oscurato perfino le macchiette della più scalcinata commedia all’italiana, tipo cinepanettoni di Natale, ora ci sono al governo delle persone presentabili, nella maggior parte, ma che ci presentano provvedimenti amarissimi e necessariamente ingiusti.

La fretta estrema di fare qualcosa per salvarci dal baratro economico, i compromessi dovuti ai partiti che lo appoggiano, hanno forzato una prima serie di provvedimenti necessari ma che scontentano tutti.

Un’ultima osservazione : mentre stamattina nonno Talpone accartocciava dei vecchi giornali per accendere il fuoco nel camino umbro, gli cade l’occhio su un titolo del 1° settembre scorso, poco più di tre mesi fa “ Il premier assicura che tutta la situazione è sotto controllo, basta con pericolosi allarmismi “.

E già, lui vedeva i lussuosi ristoranti sempre pieni di avventori.

Per forza, il conto lo avremmo pagato in seguito noi poveretti.

GAMBA DI LEGNO


Con una flemma e una noncuranza tutta inglese il Martello di dio si è alzato alle sei del mattino, da un’ora il frenetico genitore, nonno Talpone appunto, lo incalzava, saltellando, accendendo le luci, le radio per svegliarlo e farlo correre all’aereo che doveva ricondurlo ai suoi lidi abituali.

Con una calma e incosciente sicurezza che il cielo benigno tutto gli dovesse garantire, l’inglesino si è mosso lentamente, tra starnuti e sbadigli slogamascelle, mentre il padre sempre più agitato lo incitava in continuazione, controllando frenetico dalla finestra l’esiguo numero di taxi parcheggiati nella via sottostante.

Lui è da sempre abituato a salire per ultimo sull’aereo, magari dopo che lo hanno ripetutamente chiamato all’altoparlante con voci sempre più imperative e disperate.

Alla fine, dopo gli ultimi abbracci, è sceso saltellante dalle scale, poi, sotto l’occhio angosciato dei genitori, è riuscito a tuffarsi nell’ultimo taxi disponibile.

In seguito hanno ricevuto il rassicurante messaggio “ Tutto OK, arrivato in tempo “.

Video Skipe serale con i genitori “Uffi ! …Sono tremendamente raffreddato … etci ! Ho sonno, ho fame … ma perché questo specchio è storto ?”

Crash !!!

Si sente un pesante tonfo, colorite espressioni, rabbiosi accidenti lanciati al cielo.

Talpone chiede ansioso “ Cosa ti è successo ? Ti sei fatto male ?”

Ripresa video, un viso enorme, gonfio e lacrimoso “ Aiuto, mi è caduto lo specchio grande, che male boia, ho il pollice con il sangue “

“ Fammi vedere, poverino … ma quello è un piede, allora ti ha colpito l’alluce !”

“ Ma no, è il pollice, dai.. oh, ma tu dici che si chiama alluce ?”

Poverino, oltre che tremendamente imbranato come il padre, il buon Martello ha imparato benissimo l’inglese in questi 18 anni di lontananza, parlandolo ormai curiosamente con un marcato accento irlandese, ma sta rapidamente dimenticando la lingua materna.

Per non parlare di quando si azzarda a citare scampoli di parole milanesi come “ barlafuss “ o “ scarliga merluss “ con un ibrido e orrendo accento umbro-irlandese-lombardo che fa stridere i delicati condotti uditivi di nonno Talpone.

Bisogna comunque consolare il povero infortunato “ Su, non è niente, se tuo padre gira con l’uncino alla mano,” ti te podet fa el gamba de legn “, puoi mostrarti con la gamba di legno, “ te par no ? “, non ti pare ?

VITA IN FAMIGLIA


La sorpresa per i ragazzini era partita con il piede sbagliato.

A mezzanotte un infreddolito e affamato Martello Inglese si era intrufolato nella casa del fratello Promettente Avvocato, i piccoli dormivano ovviamente, non gli restava che assaltare il frigorifero della cucina per ingurgitare porzioni di carne, riso, prosciutto e pomodori.

Una delle cose antipatiche di questo figlio di nonno Talpone è che riesce ad essere sempre affamato, tipica la sua domanda ripetuta ed ossessiva “ quando si mangia ?” o “ Va bene, ma non c’è niente da mangiare qui?”.

Lui sgranocchia, assaggia, ti ruba volentieri dal piatto, ti chiede mellifuo “ questo non lo mangi, vero ?”, rimanendo inspiegabilmente sempre magro e asciutto come un’acciuga salata.

Non capisco perché essendo tutti alti uguali e longilinei ( permettetemi questa affermazione come ipotesi talponesca ) i tre maschi della famiglia abbiano pesi differenti : il padre sui teorici 93 chili, il figlio maggiore circa 83, il petulante minore, l’emigrato londinese veleggi invece tra i 67 e i 73 chili.

Vi sembra leale ?

Inoltre è l’unico esemplare ancora dotato di capelli, non solo presenti, il che rappresenta già una provocazione, ma li ha folti, riccioluti e lanosi come una pecora merinos.

Ma tornando ai fatti accaduti, la mattina seguente il Promettente Avvocato, quando alle sette si sono svegliati i suoi piccoli, ha esclamato con tono giulivo “ Bambini guardate chi c’è in sala !”

Tutti in coro hanno risposto “ Che bello è già arrivato Babbo Natale con i regali !”

Una lieve delusione nello scoprire invece che si trattava soltanto dello zio inglese, senza barba bianca, senza renne, anche se fortunatamente fornito di qualche regalo.

Ma poi è tornata la gioia, gli sono saltati addosso svegliandolo in modo rapido ed energico, si sono fatte comunque grandi feste, in seguito la previdente mamma Tuttopiede ha manda fuori tutti i maschi per organizzare le faccende di casa .

Nonna Istrice era parimente impegnata a cucinare e scrivere i suoi capitoli dell’ennesimo libro sulla demenza senile, così nonno Talpone, che già si sentiva escluso e abbandonato dal mondo, è stato richiamato a far parte della comitiva dei maschietti per un’escursione istruttiva al Museo della Scienza e della Tecnica.

Forse non è stata molto culturale, a parte l’attenzione esagerata verso il sacchetto delle pizzette e delle bibite, i due scatenati bambini si sono interessati soprattutto a cercare di far funzionare le locomotive in esposizione, il piccolo esemplare di Piovra è riuscito ad azionare di nascosto una serie di leve e pulsanti con funzioni sconosciute, sono anche riusciti ad entrare nella stiva del veliero cercando di mettere una palla nel cannone di bordo, senza essere scorti da nessun guardiano nei dintorni, ma facendo sudar freddo il buon nonno Talpone.

La serata si è conclusa con una  cena di tipo indiano, arricchita dalle varie pietanze trasportate in valigia dal profugo londinese, oltre a crostini con humus e kimchi preparato in modo favoloso da un’amica coreana.

Nella casa dell’avvocato è stato giustamente apprezzato un vecchio Amarone e del frizzante Ortrugo bianco, tanto per creare un clima multietnico, dopo di che i figli hanno cominciato a scherzare, prendersi in giro e farsi i dispetti, come se avessero ancora l’età dei nipotini, che erano sì allegri, ma alquanto perplessi dei grandi che giocavano come fossero anche loro bambini.

Alla fine i lazzi sono stati dedicati al vecchio pater familias, quel severo nonno che inciampa sempre, batte la testa, si rompe e taglia le dita e vedendoci poco riesce a compiere gaffes indegne.

Benevolmente la dolce avvocato Tuttopiede ha cercato di osservare “Ma poverino, lui non si accorge degli ostacoli perchè è preso da alti pensieri …”

“ Si così alti che sbatte sempre la testa contro gli stipiti delle porte !”hanno subito ribattuto i devoti figlioli.

La sua Istrice Prussiana ha naturalmente riso fino alle lacrime, poi il micidiale Martello di dio ha osservato acutamente “ Certo che semmai il papà dovesse cadere in modo catastrofico e morire, la mamma riuscirebbe a rotolare dalle risate nella fossa e così sarebbero insieme anche per il lungo sonno”.

Bello avere una famiglia allegra, in fondo cosa desiderare di più ?

Certo che se la giovane Istrice avesse accettato la geniale idea talponesca di avere cinque o più figli …

SENZA SPIEDINI


Alleluia!

Questa mattina una giovane fascinosa chirurgo biondo platino ha sfilato i due spiedini dalla mano di Nonno Talpone, che lo facevano sentire come un porcellino pronto per la graticola, dichiarando formalmente che le ossa si erano finalmente saldate, dopo ben due mesi di frattura multipla per la sua caduta.

Sento il dovere di precisare che Talpone è un vecchietto timido, per cui trovandosi di fronte ad un chirurgo così conturbante, dagli occhi azzurri ammiccanti, non sapeva dove guardare, era imbarazzatissimo, forse è anche arrossito.

Resta il fatto che, quando la dottoressa con piglio deciso ha strappato con le pinzette i due ferri, il nostro eroe non ha sentito la necessità di alcuna anestesia e non ha patito alcun dolore, anche se le ferite gli sanguinavano.

Da domani potrà iniziare a lavarsi le mani come gli altri umani, tra una settimana addirittura avrà la chance di ricominciare a bere l’acqua della piscina durante il suo corso di nuoto.

Gli restava soltanto il rammarico di non dover più subire il trattamento riabilitativo da parte del gruppo di giovani belle ragazze che, per il suo bene, lo martoriavano con prese e piegamenti dolorosi da Aikido, sempre con un gentile sorriso.

Invece no, con suo gran giubilo,  gli hanno poi prescritto un’altra serie di dieci trattamenti di riabilitazione della mano.

Nonno Talpone è subito corso ad acquistare un alberello fiorito, un poster di Babbo Natale, cioccolatini Lindor, boeri e Turkish Delight per omaggiare le sue deliziose carnefici.

Nessuna paura, sono state quasi tutte allieve fedeli della sua Istrice Prussiana, in ogni caso le professionali ninfe potrebbero essere ampiamente le figlie del saltellante, euforico Nonno Talpone.

PULIZIE DI CASA


Un lungo silenzio, forse più di sette giorni, prendetelo come dovuto al viaggio di nozze di due vecchietti che hanno fatto pace dopo un bisticcio per futili motivi, parlando tra loro dicevano la stessa cosa, ma naturalmente come al solito non si erano capiti.
Chissà in futuro quando diventeranno veramente sordi o svampiti.
L’importante è che poi facciano pace, come sempre.
In realtà, più prosaicamente, l’omone tuttofare Georgiu, all’occasione imbianchino rumeno, ha imperversato in casa Talponi da domenica scorsa sino a venerdì sera.
Ha smerigliato e gessato i muri, imbiancato coscienziosamente tutte le pareti disponibili.
Si è vissuto tra teli impermeabili trasparenti che coprivano pavimenti, porte, corridoi, vivendo come nel paese delle fate, tra polvere biancastra, stracci, vernici, catini e fogli di giornale.
Nonno Talpone, smarrito e allucinato, saliva e scendeva le scale, portando giù sacchi di rifiuti e risalendo con latte di vernici, pacchi di stucco, provviste di cibo e bottiglie di vino.
Mamma Istrice in febbrile eccitazione ha dato ordini, sorvegliato i lavori, cucinando nel frattempo pranzi sontuosi, pastasciutte e carni due volte al giorno, con un tasso medio  di 5000 calorie; il povero ragazzo, ultra trentenne, poteva e in realtà aveva una fame da lupo dei Carpazi.
Talpone si è anche sorbito programmi televisivi in rumeno, via satellite, non si poteva lasciare il giovane senza intrattenimento ai pasti, mentre le bottiglie di vino evaporavano in modo miracoloso.
Alla fine si è pagato il ragazzo, lo si è portato in centro a vedere il Duomo e la Galleria, si è acquistato un bel gioco per suo figlio di quattro anni e lo si è accompagnato alla stazione per il ritorno al suo paesello della Valnerina.
Ora nonno Talpone, sotto le direttive del generale Istrice, deve aiutare a sistemare tutti gli oggetti accatastati e impolverati.
Con l’occasione ha calcolato che girano per casa più di 4500 libri, un terzo appartenenti alla moglie professoressa.
Chi poteva immaginare che un volume qua, un altro paio presi per curiosità, portassero alla fine ad un tale volume cartaceo.
Veramente troppi per il nostro appartamento, senza contare quelli stipati in solaio e in cantina.
Occorreva un vaglio severo ed una drastica riduzione.
Stamattina ho risolto brillantemente:
tre libri da restituire alla biblioteca comunale
due da regalare alla bancarella dell’usato
uno scompaginato da gettare
due sui whiskies per l’amico bevitore
un paio a testa ai nostri figli, come regalo prenatalizio
Ho ottenuto un varco di 12 centimetri nello scaffale, non posso che ritenermi soddisfatto.

SCUSATE


Mi scuso con i miei  fedeli lettori. l’intervento alla mano è andato bene, Talpone si è anche divertito, forse per reazione alla paura.

Tutto bene, ma a casa ha avuto dolori lancinanti, non gli avevano dato antidolorifici, sognava una canna grossa come un sigaro, credo che per un paio di giorni farneticherà più del solito dentro il suo letto.

Grazie e scusate ancora

POMERIGGI DA SPIAGGIA


Finalmente le due belvette e il generale dormono nella camera vicina.
Talpone è distrutto, ma l’idea di essere fortunosamente padrone del campo, la cucinetta del miniappartamento, lo elettrizza e vince la sua stanchezza.
Guarda le notizie del suo Iphone, regalo natalizio del martello inglese, disgustato di vederlo girare con cellulari cimeli di almeno dieci anni prima.
Controlla la posta : email di banche, di assicurazioni, offerte di viaggio scontate, di un circolo ricreativo aziendale, oltre allo spam già filtrato dal programma.
Un paio di volte alla settimana uno scritto del martello inglese o di qualche sua amica.
Già, lui fa parte della generazione pre-informatica, i suoi conoscenti al massimo usano i cellulari per fare telefonate, due o tre sanno usare gli SMS, forse ancora meno quelli che scrivono email, se parli di blog e twitter ti guardano allibiti.
Usano ancora inviare cartoline illustrate dai luoghi di vacanza e per Natale.
Esistono ancora persone che scrivono lettere a mano con buste affrancate da francobolli multicolori.
Nonno talpone sta studiando una proposta di salvataggio di questa specie in via di estinzione, ne parlerà con il grande capo, quello dei ministeri distaccati nelle cittadine, che ora sta valutando il consiglio della creazione di nuovo  ministero a Terni, quello della bruschetta padana insaporita con l’olio di Varese.
Come se poi talpone non fosse un ibrido della generazione cartacea.
Prima di essere fulminato sulla via di Damasco dalla Elasti lui confondeva il blog con il bob.
Comunque ora apre il suo taccuino e scrive quanto gli detta il suo bestione nascosto, che poi trasferisce sul PC a velocità di appuntato dei carabinieri, con i due indici.
Evidentemente, dato questo metodo celere, molto viene cambiato e corretto.
Si è svegliata nel frattempo la tribù, distribuzione di succhini di frutta, latte e merendine.
Talpone annaspa sulla tastiera, i bimbi hanno fretta di scendere in spiaggia, lui attaccato al suo PC come una cozza non vuole cedere, geme che sta quasi finendo, sa che non avrà altre chance.
Alla fine la grande madre primordiale, la sua istrice amorosa, ne ha pietà e trascina al mare i due piccoli.
Martellato dal senso di colpa talpone chiude in fretta il suo pezzo, rivedendo e correggendo, ma tanto gli amici capiranno, in fondo non è uno scrittore.
Scende di corsa per corridoi e ascensori, scansando gruppi di vecchietti che si muovono lentamente.
Ma questo è un residence o un ospizio ?
Ma lo stuolo di mamme e bambini lo rassicura, non è stato ancora ricoverato.
In spiaggia tra grida, corse pazze, frigni e risate.
Una bimbetta gli si avvicina e chiede “ Come si chiama il suo bambino piccolo, il mio nome è Cristina “
La piovretta dai grandi occhi azzurri ha colpito ancora il cuore di una bambina.
Nonno talpone riceve queste richieste di presentazione femminili almeno due volte al giorno.
Solo che ieri una piccola ha commesso un madornale errore.
Piovretta era uscito inferocito di tutta fretta dalla casetta dei giochi, urlando “ Non sono una bambina, capito !!! Non sono una bambina “
Lo scoiattolino mi ha poi spiegato : una bimbetta di due anni l’aveva avvicinato con una maldestra domanda “ Io sono Gioia, tu come ti chiami, bambina ? “