SENZA SPIEDINI


Alleluia!

Questa mattina una giovane fascinosa chirurgo biondo platino ha sfilato i due spiedini dalla mano di Nonno Talpone, che lo facevano sentire come un porcellino pronto per la graticola, dichiarando formalmente che le ossa si erano finalmente saldate, dopo ben due mesi di frattura multipla per la sua caduta.

Sento il dovere di precisare che Talpone è un vecchietto timido, per cui trovandosi di fronte ad un chirurgo così conturbante, dagli occhi azzurri ammiccanti, non sapeva dove guardare, era imbarazzatissimo, forse è anche arrossito.

Resta il fatto che, quando la dottoressa con piglio deciso ha strappato con le pinzette i due ferri, il nostro eroe non ha sentito la necessità di alcuna anestesia e non ha patito alcun dolore, anche se le ferite gli sanguinavano.

Da domani potrà iniziare a lavarsi le mani come gli altri umani, tra una settimana addirittura avrà la chance di ricominciare a bere l’acqua della piscina durante il suo corso di nuoto.

Gli restava soltanto il rammarico di non dover più subire il trattamento riabilitativo da parte del gruppo di giovani belle ragazze che, per il suo bene, lo martoriavano con prese e piegamenti dolorosi da Aikido, sempre con un gentile sorriso.

Invece no, con suo gran giubilo,  gli hanno poi prescritto un’altra serie di dieci trattamenti di riabilitazione della mano.

Nonno Talpone è subito corso ad acquistare un alberello fiorito, un poster di Babbo Natale, cioccolatini Lindor, boeri e Turkish Delight per omaggiare le sue deliziose carnefici.

Nessuna paura, sono state quasi tutte allieve fedeli della sua Istrice Prussiana, in ogni caso le professionali ninfe potrebbero essere ampiamente le figlie del saltellante, euforico Nonno Talpone.

PULIZIE DI CASA


Un lungo silenzio, forse più di sette giorni, prendetelo come dovuto al viaggio di nozze di due vecchietti che hanno fatto pace dopo un bisticcio per futili motivi, parlando tra loro dicevano la stessa cosa, ma naturalmente come al solito non si erano capiti.
Chissà in futuro quando diventeranno veramente sordi o svampiti.
L’importante è che poi facciano pace, come sempre.
In realtà, più prosaicamente, l’omone tuttofare Georgiu, all’occasione imbianchino rumeno, ha imperversato in casa Talponi da domenica scorsa sino a venerdì sera.
Ha smerigliato e gessato i muri, imbiancato coscienziosamente tutte le pareti disponibili.
Si è vissuto tra teli impermeabili trasparenti che coprivano pavimenti, porte, corridoi, vivendo come nel paese delle fate, tra polvere biancastra, stracci, vernici, catini e fogli di giornale.
Nonno Talpone, smarrito e allucinato, saliva e scendeva le scale, portando giù sacchi di rifiuti e risalendo con latte di vernici, pacchi di stucco, provviste di cibo e bottiglie di vino.
Mamma Istrice in febbrile eccitazione ha dato ordini, sorvegliato i lavori, cucinando nel frattempo pranzi sontuosi, pastasciutte e carni due volte al giorno, con un tasso medio  di 5000 calorie; il povero ragazzo, ultra trentenne, poteva e in realtà aveva una fame da lupo dei Carpazi.
Talpone si è anche sorbito programmi televisivi in rumeno, via satellite, non si poteva lasciare il giovane senza intrattenimento ai pasti, mentre le bottiglie di vino evaporavano in modo miracoloso.
Alla fine si è pagato il ragazzo, lo si è portato in centro a vedere il Duomo e la Galleria, si è acquistato un bel gioco per suo figlio di quattro anni e lo si è accompagnato alla stazione per il ritorno al suo paesello della Valnerina.
Ora nonno Talpone, sotto le direttive del generale Istrice, deve aiutare a sistemare tutti gli oggetti accatastati e impolverati.
Con l’occasione ha calcolato che girano per casa più di 4500 libri, un terzo appartenenti alla moglie professoressa.
Chi poteva immaginare che un volume qua, un altro paio presi per curiosità, portassero alla fine ad un tale volume cartaceo.
Veramente troppi per il nostro appartamento, senza contare quelli stipati in solaio e in cantina.
Occorreva un vaglio severo ed una drastica riduzione.
Stamattina ho risolto brillantemente:
tre libri da restituire alla biblioteca comunale
due da regalare alla bancarella dell’usato
uno scompaginato da gettare
due sui whiskies per l’amico bevitore
un paio a testa ai nostri figli, come regalo prenatalizio
Ho ottenuto un varco di 12 centimetri nello scaffale, non posso che ritenermi soddisfatto.

SCUSATE


Mi scuso con i miei  fedeli lettori. l’intervento alla mano è andato bene, Talpone si è anche divertito, forse per reazione alla paura.

Tutto bene, ma a casa ha avuto dolori lancinanti, non gli avevano dato antidolorifici, sognava una canna grossa come un sigaro, credo che per un paio di giorni farneticherà più del solito dentro il suo letto.

Grazie e scusate ancora

POMERIGGI DA SPIAGGIA


Finalmente le due belvette e il generale dormono nella camera vicina.
Talpone è distrutto, ma l’idea di essere fortunosamente padrone del campo, la cucinetta del miniappartamento, lo elettrizza e vince la sua stanchezza.
Guarda le notizie del suo Iphone, regalo natalizio del martello inglese, disgustato di vederlo girare con cellulari cimeli di almeno dieci anni prima.
Controlla la posta : email di banche, di assicurazioni, offerte di viaggio scontate, di un circolo ricreativo aziendale, oltre allo spam già filtrato dal programma.
Un paio di volte alla settimana uno scritto del martello inglese o di qualche sua amica.
Già, lui fa parte della generazione pre-informatica, i suoi conoscenti al massimo usano i cellulari per fare telefonate, due o tre sanno usare gli SMS, forse ancora meno quelli che scrivono email, se parli di blog e twitter ti guardano allibiti.
Usano ancora inviare cartoline illustrate dai luoghi di vacanza e per Natale.
Esistono ancora persone che scrivono lettere a mano con buste affrancate da francobolli multicolori.
Nonno talpone sta studiando una proposta di salvataggio di questa specie in via di estinzione, ne parlerà con il grande capo, quello dei ministeri distaccati nelle cittadine, che ora sta valutando il consiglio della creazione di nuovo  ministero a Terni, quello della bruschetta padana insaporita con l’olio di Varese.
Come se poi talpone non fosse un ibrido della generazione cartacea.
Prima di essere fulminato sulla via di Damasco dalla Elasti lui confondeva il blog con il bob.
Comunque ora apre il suo taccuino e scrive quanto gli detta il suo bestione nascosto, che poi trasferisce sul PC a velocità di appuntato dei carabinieri, con i due indici.
Evidentemente, dato questo metodo celere, molto viene cambiato e corretto.
Si è svegliata nel frattempo la tribù, distribuzione di succhini di frutta, latte e merendine.
Talpone annaspa sulla tastiera, i bimbi hanno fretta di scendere in spiaggia, lui attaccato al suo PC come una cozza non vuole cedere, geme che sta quasi finendo, sa che non avrà altre chance.
Alla fine la grande madre primordiale, la sua istrice amorosa, ne ha pietà e trascina al mare i due piccoli.
Martellato dal senso di colpa talpone chiude in fretta il suo pezzo, rivedendo e correggendo, ma tanto gli amici capiranno, in fondo non è uno scrittore.
Scende di corsa per corridoi e ascensori, scansando gruppi di vecchietti che si muovono lentamente.
Ma questo è un residence o un ospizio ?
Ma lo stuolo di mamme e bambini lo rassicura, non è stato ancora ricoverato.
In spiaggia tra grida, corse pazze, frigni e risate.
Una bimbetta gli si avvicina e chiede “ Come si chiama il suo bambino piccolo, il mio nome è Cristina “
La piovretta dai grandi occhi azzurri ha colpito ancora il cuore di una bambina.
Nonno talpone riceve queste richieste di presentazione femminili almeno due volte al giorno.
Solo che ieri una piccola ha commesso un madornale errore.
Piovretta era uscito inferocito di tutta fretta dalla casetta dei giochi, urlando “ Non sono una bambina, capito !!! Non sono una bambina “
Lo scoiattolino mi ha poi spiegato : una bimbetta di due anni l’aveva avvicinato con una maldestra domanda “ Io sono Gioia, tu come ti chiami, bambina ? “

VITA DA SPIAGGIA


Mattinata da spiaggia per i nonni :
Ore 6.30: sveglia urlante della piovretta di anni tre, subito un biberon di latte caldo e cartoni animati per ipnotizzarlo ed evitare che smonti e manometta i mobili e tutti gli oggetti disponibili.
Ore 7.30: sveglia sonnacchiosa dello scoiattolino di anni cinque, tentativi di farlo mangiare con promesse di farlo diventare forte come spiderman e forse anche come suo padre, residua alternativa come il nonno.
Ore 7.55: corsa di talpone in mezzo ad altri vecchietti asmatici e claudicanti per essere pronti alle ore 8 precise per l’invasione della spiaggia dell’albergo e occupazione con asciugamani, borse e altri oggetti personali delle sdraio preferite.
Di solito nonno talpone sgomita con poche mamme per l’ultima fila lontano dalla spiaggia ma fronte zona giochi, dove c’è una casetta di plastica, miniscivolo, bilancia altalena, cavalli a dondolo e spazio sabbia da costruzione.
La massa dei vegliardi arranca faticosamente ma con caparbietà feroce per la famosa seconda fila vista mare, essendo la prima soggetta a pagamento extra.
Occupate militarmente le due sdraio previste, corsa rapida in paese per acquisto di latte, focacce, yogurt e altra merce secondo disposizioni superiori di nonna generale, anche previo aggiornamenti telefonici last minute.
Ritorno in camera, valutazione critica acquisti, deposito e stivaggio merce, carico borsoni e discesa rapida con i nipotini urlanti, che si spingono e scalciano come fanno i loro supereroi violenti, maledetta TV spazzatura e moda americana.
Controllo gioco dei bimbi, non far tirare la sabbia addosso ad altri bagnanti, recupero del nuovo camioncino gigante, trafugato da bambino biondo di anni due, velocissimo e aspirante grassatore ( il camion formato maxi è stato acquistato dal generale, dato che il parco camion raggiungeva a malapena la mezza dozzina ed era prevista grande operazione trasporto truppe ).
Pacificazione di gruppo di bimbi che litigano per il possesso esclusivo del’unica malconcia casetta di plastica, allontanamento di hooligans di dieci-tredici anni che giocando a pallone travolgono pargoletti e castelli di sabbia appena costruiti.
Bagno collettivo, tenendo sotto stretto controllo la piovretta, che ad onta del suo nome, non sa nuotare ma cerca di guadagnare il largo, forte dei suoi braccioli arancioni. Accompagnamento dello scoiattolo, che se la cava benino a cagnolino, ma impone al nonno l’arrivo alla lontana boa rossa e poi la piattaforma bianca, ancora più lontana, dei bagni vicini, per puntare poi alla barchetta che vede all’orizzonte.
Nonno dice con voce suadente che lo faranno sicuramente, ma il giorno seguente, oggi sono troppo impegnati, magari chiameranno lo zio martello, quel pazzo scatenato che si fa due miglia di gara nel Tamigi, con lui può andare in Corsica e tornare per pranzo.
Ritorno urlante alle sdraio, asciugatura, rimessaggio giochi, lavatura piedi, risalita in camera per doccia calda, cambio costumi, apparecchiatura tavola e ritorno veloce al piano sotterraneo per il self service, sgomitando con altri vecchietti tremuli ed indecisi, ma esperti nel dribblaggio fila, per acquistare le cotolette milanesi orecchio di bue e patatine fritte per gli amati pargoli.
Sull’ascensore con in mano i vassoi bollenti talpone trova altre anziane signore, lente ed indecise, che sbagliano a pigiare i tasti dei piani, altre donne di stazza maxi che cercano inutilmente di entrare nella cabina affollata.
Si mangia finalmente ? No, oggi lo scoiattolino ha cambiato idea, le tagliatelle le voleva al sugo e non al pesto, no il parmigiano non ce lo voleva, perché non ci sono gli gnocchi al ragù?
La piovretta ingoia tutto in fretta, ma si unisce al coro “ Anch’io voglio “
L’istrice prussiana interviene con voce ferma, verso talpone beninteso, “ E tu non alzare la voce, hai capito ? “
A questo punto arriva la telefonata ansiosa dei genitori che chiedono con tono flautato se tutto va bene lì al mare, se i bambini sono stati bravi e concludono a volte con “ Beati voi che vi divertite “
Certo, anche se la mattinata è stata movimentata nonno talpone é felice.
In spiaggia ogni tanto guarda e compatisce quella coppia di vecchietti sulla cinquantina che arrancano anche loro nella fila delle otto del mattino per occupare il solito ombrellone ultima fila lato giochi, disperatamente composti e solitari, lei tipo ramarro al sole, lui sulla sdraio all’ombra, con giornale e settimana enigmistica, isola perduta nel mare di urla e di risate dei bambini che si rincorrono intorno a loro.

VACANZA AL MARE (1)


Siamo al mare con i due adorati vivacissimi nipotini, i genitori come al solito ansiosi e dispiaciuti di lasciare i loro pargoletti, ma il maledetto lavoro, affaticante, assorbente e stressante li aspetta come una nemesi a Milano.
L’avvocato Tuttopiede sogna un’improbabile fuga dagli impegni per godersi il mare con i figlioli, ma non lo farà, il senso tedesco del dovere le è stato fissato nel DNA.
Studierà i suoi atti processuali, scriverà interminabili resoconti e proposte, documenti e resterà con il cuore quaggiù con i suoi bambini.
Il marito avvocato cerca di darsi un contegno, ma anche lui vorrebbe rimanere qui.
Prima di partire la mamma chiede ansiosa al suo scoiattolino “ Allora, farai il bravo con i nonni ? Ma io non ti mancherò ? “
Lui consolatorio “ Ma no mamma, non ti preoccupare, ogni tanto ti verrò a trovare “

PICCOLE COSE


Sveglia alle quattro del mattino, nonno talpone si lava e veste velocemente, ultime impacchettature nella valigia e nello zaino, controllo triplice che niente sia stato dimenticato, ma sa già che non sarà così.
Pronto a correre giù in auto nella notte verso la stazione, per salire sul treno che lo riporterà a Milano.
Sì, ha dato da mangiare una lauta colazione di addio alle sue cinque gatte, già sveglie a quell’ora, ma come avranno fatto ?
Lui pregusta una bella dormita nel suo vagone vuoto, chi mai viaggia di domenica ?
Invece entra subito nello scompartimento una famigliola di stranieri con due piccoli bambini di cinque o sei anni, parlano una lingua strana che non riconosce, forse è albanese.
Lui chiude gli occhi e cerca di pensare da stoico, ma inutilmente.
I due piccoli, maschietto e femminuccia sono bravissimi e educati, sussurrano poche frasi nel loro idioma incomprensibile e si addormentano.
Durante il viaggio saranno sempre tranquilli, curiosi e timidi, sorrideranno gentili all’offerta di tarallucci e persino di barrette di cioccolato, senza accettarli.
Incredibile, se si potesse conversare nonno talpone vorrebbe sapere come hanno fatto i genitori ad educarli così, ma in fondo gli fanno persino impressione nella loro angelicità.
Comunque dopo sette ore di intercity express, che ferma ad ogni più piccola stazione, arriva finalmente a destinazione, stravolto dal sonno e dalla stanchezza.
Nella giornata precedente aveva completato i lavori di taglio dell’erba nei suoi 3000 metri quadrati di collina ripida e sassosa, pompato lo zolfo su viti e olivi, finito i lavori di recinzione.
Tutto è pronto e messo in sicurezza per il prossimo arrivo dei nipotini scatenati.
Persino una piscinetta di due metri, un nuovo cumulo di sabbia da gioco e tendine varie da indiani.
Lo scoiattolino e la piovretta sostengono che da nonno talpone ci si diverte di più, perché si può fare di tutto, dal martellare i muri al costruire cumuli di fango, scavare buche, creare passaggi segreti nel folto dei cespugli, cacciare i gatti e le lucerole.
Insomma non è un posto a giardino e orto ben curato dove bisogna fare attenzione, come dall’altro amatissimo nonno.
In fondo nonno talpone lo piglia quasi come un complimento e non un rimprovero, se questo è considerato un terreno dell’avventura.
Per le gatte magari invece sarà un periodo di ramadan.
Ma perché divagare, arrivato a casa lo accoglie la sua istriciotta, fresca di parrucchiere, il viso rilassato da una settimana di vacanza, senza problemi di cucina, ricca di aperitivi e uscite in pizzeria con le amiche, rallegrate da quei discorsi che possono fare le donne senza maschi intorno.
Talpone in questo periodo l’ha sentita per telefono quattro o cinque volte al giorno, ma capisce che è rilassante sentirsi libera di tanto in tanto, ora la guarda felice e amorevole, con gli occhi di ventenne.
Lei trae dal frigorifero i piatti di vitello tonnato, che goduria, lui toglie dalla valigia il cofanetto di nere prugne montagnole, colte la sera precedente dagli alberi dell’orto, acerbette come piacciono a lei.
Si mettono a tavola, assaggiano, si raccontano mille particolari, si guardano e sorridono felici.
Sono le piccole cose quotidiane, quelle sciocchezze che ti fanno amare la vita, quei piccoli regali da nulla, quelle gentilezze minute, che magari passano inosservate al momento, ma che rimpiangeremo in futuro quando verranno a mancare, allora saranno perdute per sempre.
 Questo avrei voluto dire e augurare a quella coppia smagliante di giovani belli, simpatici, ricchi e very smart che incontrai alla cerimonia di mio figlio martello di dio e che avevo già augurato al suo matrimonio.
 

SALUTI


Saluti dal profondo centro.
Dove se non hai un SUV o il gippone fuoristrada non sei nessuno.
Dove si va a sagre o cenoni per fare una gran magnata e si parla della prossima gran magnata.
Dove ci sono più fucili da caccia che uccelli.
Dove quando sei sposato e non hai l’amante sei strano o un frocio.
Dove si dice che le donne hanno bisogno solo di due C , c..zi e cazzotti.
Dove se hai il figlio o la figlia omosex la mandano subito dallo psichiatra, nel più completo silenzio stampa famigliare.
Dove i giovani sono senza speranze e senza lavoro, poiché per averlo ci vogliono raccomandazioni grandi come TIR, o bisogna pagare.
Dove c'é il signore gentile che dice “ povero B. non lo fanno lavorà, qua ce vole ancora er duce  pe’ sistemà l’Itaglia “.
Saluti acidi da nonno talpone nella verde, gentile campagna umbra, quasi sempre uguale dal veneto alla sicilia.

MI MANCANO


Quiete della campagna umbra ?
Fanfaluche, balle, spot pubblicitario da promozione turistica.
Nonno talpone è iroso, corrucciato e brontolone.
Arriva quaggiù per lavorare ?
Piove a catinelle, cascate d’acqua notte e giorno.
Viene finalmente una giornata di sole ?
Sì, il decespugliatore funziona al primo colpo ( miracolo ! ) ma dopo tre ore di lavoro lui deve smettere per il mal di schiena che lo distrugge.
Le sue cinque gatte gli sono d’intorno, vengono a mangiare, ma poi fanno le schizzinose sul menù del giorno, perché il vicino della domenica le vizia a scatolette di carne.
In realtà nonno talpone si sente maledettamente solo, telefona quattro o cinque volte al giorno alla sua istriciotta  che è lontano, a Milano.
Lei si riposa, esce con le amiche, chiacchera felice e leggera, fa le sue ricerche in pace, ma lui sente il morso insidioso della lontananza.
E’ vero, è proprio lui, quello che sostiene che una pausa, un intervallo, una separazione alimenta l’affetto e l’amore, come un soffio d’aria sulle braci del camino.
Però che fatica, che patimento quel soffiare !
Forse gli manca il martelletto grazioso, sì il figlio londinese, che da quando si è sposato sembra molto meno agitato e aggressivo del solito, forse è normale per tutte le coppie fresche di luna di miele.
Gli manca molto anche l’avvocato, l’impegnatissimo stakanovista legale, sua moglie timida e sorridente, la tuttopiede, e i loro due piccoli cucciolotti, che ora si divertono in montagna e non si ricordano del nonno buffone.
Nonno talpone quindi lavoricchia, legge, scrive e cerca di convivere con la natura solitaria del luogo, ma loro gli mancano.
Poi diranno che, beato lui che è andato in campagna a divertirsi, non immaginano che la solitudine è anche sofferenza, uno vuole partire e nello stesso tempo non allontanarsi mai.
Il lavoro in campagna è faticoso, è un termometro implacabile delle tue forze e della tua età.
Ieri sera la nipotina punk mi ha presentato a cena un suo amico, grosso e irsuto, con criniera e gran barbone, sembrava un timido leone.
 In fondo all’orto abbiamo parlato un po’ e fumato la pipa della pace, come novelli indiani delle periferie.
Per fortuna l’erba non è sempre da tagliare e procurare mal di schiena.
Un attimo di pace e sollievo, ma ora che sono a casa, di notte, mi sento le canzoni di Vasco Rossi e sento che mi mancano dolorosamente, sì mi manca  tutta la grande cucciolata di nonno talpone.

IL LIFTING


La mattina era stata caldissima come i giorni precedenti lì a Milano, quindi nonno talpone, salendo sul treno, pregustava il fresco delle colline umbre o almeno della sua casa di campagna, dalle mura spesse mezzo metro e circondata da querce e pini.
Passato l’appennino già a Prato i vagoni venivano investiti da una pioggia sempre più intensa, poi ad Arezzo sembrava di essere sotto la doccia dalla furia dell’acqua.
Pensava  a questo punto, con malcelata soddisfazione, che poteva dire addio ai lavori di taglio dell’erba nel giardino giungla della sua casetta, dove si aggirano le piccole tigri delle sue gatte con figliolanza.
A Orte l’aspettava l’auto della gentile cognata, complice di baruffe scherzose, lui degno emulo di Paperino  e lei di Paperoga, come infatti si chiamano vicendevolmente.
E’ un’abile ceramista e pittrice, viscerale ma simpatica, la mamma della mia nipotina punk, l’Isi.
Appena arrivati a Terni si sono rinfrancatici con una tazza di tè al Ginko Biloba       ( dicono che sia ottimo per le vertigini ma il sapore è da medicina ) poi i genitori se ne sono andati fuori, invitati ad un cenone di conoscenti, lasciando lui e l’Isi come due orfanelli.
Nonno talpone aveva fatto un po’ di sceneggiata per l’abbandono, cercando di far sentire un’eventuale senso di colpa ai genitori, ma era tutto contento di uscire tutto solo con la nipotina per una cenetta rustica in un ristorante tra le colline.
Liberi, senza gli adulti che parlano solo loro di quanto sono bravi, di quello che hanno detto e fatto, e giù consigli, raccomandazioni, domande sulla scuola, sugli amici, quello che devi fare e non fare.
Hanno poi ordinato cose semplici : bruschette con tartufo, ciriole alla ternana con funghi e peperoncino per il talpone, un’enorme bistecca ai ferri con rucola per la nipotina ventenne che deve crescere.
Il locale era praticamente vuoto, così hanno potuto perdersi come due giovani in chiacchere di cinema e di libri, di ragazzi e di ragazze, ascoltare le pene d’amore della nipotina  e rievocare a sua volta qualche scampolo del passato di ventenne, per fare raffronti e riderci sopra, sia del presente che del passato.
Proprio così, hanno raggiunto un solenne accordo di vertice, quando non si possono cambiare le situazioni o le persone l’unica soluzione è trovare il lato umoristico o grottesco, per godersi almeno una bella risata.
Sarà stato il vino o l’ottimo pasto, dopo cena nonno talpone voleva ancora fare il giro dei pub e lei voleva andare a casa a riposare, così lui non capiva più se era il nonno o la nipote.
Comunque grazie cara piccola punk con l’orecchino, con quella serata gli hai fatto fare un lifting di ringiovanimento, come se lo sogna un certo venditore di saponette televisivo.