UN SUPEREROE


Ancora in Umbria per qualche giorno, nonno Talpone può godere i benefici dei commenti di parenti e amici in relazione al suo stato di “artiglio bendato” alla Capitan Uncino.
Le battute e le risate si sprecano.
“ Ma come ti sei messo a correre ? “ (Mi sento un atleta in incognito )
“ Perché cadi sempre ?” ( Non è quasi sempre vero )
“ Alla tua età, credi di essere ancora un giovanotto ?”  ( Si, perbacco !)
“ Racconta come ti è successo “ ( L’Istrice festosamente racconta per la centesima volta i fatti, ridendo sempre sino alle lacrime e singhiozzi, si, lei ride così )
Gentili senz’altro, ma intanto nonno Talpone sentiva un il dolore sordo alle gengive, alla mano sinistra e alla testa ( si, va bene, stamane ha battuto contro lo sportellone dell’auto, mentre cercava di estrarre ben cinque piantine di olivo che la moglie gli ha fatto acquistare, per rinfoltire l’oliveto di casa).
Come rimpiange i suoi nipotini, che gli telefonano per sapere quando ritorna a Milano, quelli che quando lo vedono gli chiedono come sta, preoccupati e curiosi, tastano le fasciature, magari giocando al passaggio a livello ( tocca un pulsante e la barra-braccio si alza e si abbassa ), chiedendo sempre di raccontare ancora come sia avvenuto l’incidente.
L’ultima volta lo Scoiattolino di cinque anni, quando ha sentito l’ennesima storia della rincorsa dell’autobus in partenza, ha chiesto:
“ Ma nonno, l’autobus ti è passato sopra ? “
“ No caro, lui stava lasciando la fermata, io lo rincorrevo soltanto “
“ No, no, l’autobus ti deve essere andato sopra, sono sicuro !”
Va bene, se per loro sono sempre nonno Hulk, non posso avere un polso fasciato se perlomeno non vi è passato sopra un intero autobus carico di pendolari.

ANNASTACCATOLUISA SARAI ANCORA CON NOI


Non la conoscevo, anche se mi sembra di aver letto una sua intervista su Repubblica Donna dell’impareggiabile Elasti, due giorni fa ho letto della sua scomparsa su Yahoo, ho letto il suo blog e mi sono commosso come un ragazzino, persino il lutto del grande Steve Jobs mi è sembrato meno importante, il che, per un fanatico della Apple dalla fine degli anni ’80 vuol dire molto.
Sono immusonito, stanco, demoralizzato, eppure non la conoscevo nemmeno.
Sarà perché sul proprio blog uno si apre come farebbe con un amico caro, forse è anche pericoloso e imprudente, ma anche affascinante aprirsi al mondo, è un atto di fiducia negli uomini, sembra incredibile detto da un vecchio pessimista cronico come nonno Talpone.
Comunque alcune frasi del suo blog mi hanno fatto capire il comportamento finale di alcuni amici, troppi in verità, vittime della bestiaccia.
Mi ero sentito escluso da loro, che negli ultimi tempi della loro malattia si erano esclusi dagli amici e dal mondo esterno, quasi li incolpassero di non essere vittime anche gli altri.
Ho capito forse qualcosa e ora me la sento vicina, per questo, ammirando il suo smisurato coraggio e la sua incredibile umanità, mi permetto di scrivere che per me e altri blogghisti o semplici lettori AnnastaccatoLuisa sarà ancora una vivace presenza per noi.

NONNI DA RICICLARE


Dopo l’intervento al Pronto  Soccorso nonno Talpone ha dovuto anche affrontare l’appuntamento con il suo dentista veneto che, ciacolando ininterrottamente di casi clinici e di malasanità, l’ha intrattenuto per tre ore sul lettino, scavando, strappando, cucendo infine la gengiva della sua mascella inferiore con un lavoro di alta sartoria.
Mano delicata, anche per le circa trenta iniezioni di antidolorifico iniettate, ad ogni trapanata, quando il poveretto si agitava per il male, lo scavatore in mascherina suggeriva mellifuo “ Un altro goccetto ? “
Non di un’ombra de vin si trattava purtroppo, solo un’altra siringa di anestetico.
Ma tutto finisce, anche gli incontri con i dentisti veneti, così  nonno Talpone si è avviato lentamente verso la casa del figlio promettente avvocato, con passo assai meno baldanzoso dell’usuale.
Quando è giunto vicino al portone si è sentito un grido della vedetta appostata in alto “ Arriva il nonno ingessato, evviva, arriva !”
Ammirata accoglienza dei due nipotini, grande interesse per la fasciatura ad artiglio della mano sinistra del nonno, tastata, esaminata in dettaglio, scoprendo che conteneva anche una striscia di metallo.
Hanno perfino trovato una protuberanza vicino al polso, probabilmente una legatura interna del tutore, l’hanno creduta un pulsante e hanno iniziato a premerla chiedendo a cosa servisse.
Non potendo deluderli nonno Talpone, al loro tocco, alzava di scatto il braccio sinistro, con la prontezza di una barra del passaggio a livello, interpretazione discreta di un nonno semirobotizzato.
Dopo una quarantina di volte di quella manovra, i nipotini si sono stancati e hanno chiesto se il nonno aveva altri meccanismi nascosti.
Purtroppo il dentista veneto gli aveva negato i denti di acciaio, limitandosi a dei provvisori bianchicci che non interessano nessuno.
Se ne sono andati via delusi, i cerotti sulla gamba e sul braccio destro non erano abbastanza fascinosi.
Nonno Talpone si è quasi rammaricato di non essersi rotto la testa, almeno tutto fasciato poteva giocare con loro alla Mummia Maledetta del faraone Talpone IV.
Girando per la casa il promettente avvocato gli ha casualmente pestato un piede, causando un gemito al vegliardo, al che l’adorato figliuolo ha esclamato:
 “ Ma insomma questo nonno ha rotto il braccio, i denti, il piede, basta, bisogna buttarlo via e cambiarlo con uno nuovo !”
Il piccolo di tre anni, la Piovretta, si è subito entusiasmato all’idea ed è corso in cucina dalla mamma Tuttopiede, annunciando trionfante :
 “ Nonno buttare via in pattumiea !”

SPIACCICATO


Come ben sapete, nonno Talpone ultimamente ha scoperto l’esercizio fisico, la corsa ( diciamo pure la camminata a passo veloce ), addirittura, udite, udite, si era iscritto ad un corso di nuoto, quattro giorni fa aveva preso la sua prima lezione di crawl, migliorando a suo dire lo stile delle sue annaspanti bracciate.
L’entusiasmo è il suo punto debole, si sa, già progettava la traversata della Manica da Calais a Dover, già si vedeva sui giornali a pieno titolo “ Settantenne Talpone, atleta italiano, compie la traversata con bandiera tricolore sulla cuffia. Amaro disappunto dei leghisti, Bossi gli revoca la documentazione di nascita a Varese, avrebbe dovuto attraversare prima il Po, almeno il Ticino, sarebbe bastato anche l’Olona “
Così tre giorni fa, quando doveva prendere l’ autobus per andare a rinnovare la carta d’identità all’Anagrafe, gli era parso naturale rincorrere il mezzo che stava per allontanarsi dalla fermata.
Si era lanciato in una corsa sfrenata, dimenando le braccia e le gambette, sfoggiando le sue famose scarpette da jogging.
Si era lanciato, dicevo, con una tale grinta e furore da planare, dopo un breve volo, lungo e disteso sul marciapiede di granito, spiaccicato come un fico maturo quando cade dalla pianta.
Che strana sensazione essere aderente ad un pavimento, piatto come una tavola e, dopo la brevissima sensazione di volo nell’aria, cosi diciamo terra terra.
Non riusciva più ad alzarsi, un paio di passanti l’avevano amorevolmente sollevato di peso, rimesso in equilibrio, raccolto gli occhiali e il libro da terra.
E’ vero, prima correva con un grosso libro in mano, anche lui era volato in aria e caduto, però non si era fatto niente, aveva la copertina plastificata, era un paperback.
In posizione verticale, piuttosto confuso, Talpone si accorse che si era strappato i pantaloni nuovi, sanguinava dal ginocchio, dalla mano e dal gomito destro e , strano, nella mano sinistra, oltre al sangue, aveva un mignolo che andava all’insù con un’angolazione di 90 gradi.
Interessante, non era mai stato in grado di piegare le dita all’indietro, che abilità aveva acquisito !
Le pie persone gli chiesero come stava, se voleva un’ambulanza, lui rispose che voleva solo rifare la carta d’identità, era la quarta volta che ci provava, mancava sempre qualcosa o bisognava aspettare troppo tempo, lui aveva i suoi impegni, ma questa volta forse ce la faceva.
Fu stato gentilmente dissuaso e riaccompagnato verso casa sua.
Zoppicante e sanguinante quando finalmente giunse al portone, citofonò al suo amore del terzo piano, farfugliando “ Cara, sono caduto ! “
Salite le scale, lo accolse la sua Istrice prussiana, che non seppe fare a meno di ridere sino alle lacrime, pur accogliendolo e iniziando a disinfettare e portare le prime cure alle sue ferite.
Le torte in faccia, le cadute rovinose quando si inciampa, lo sbattere la testa su un ramo basso sono vecchie gag che hanno un successo garantito.
Anche il Martello di dio, subito avvisato, non potè fare a meno di accorarsi e di ridere di gusto insieme alla madre e mandargli un breve SMS quando nonno Talpone era ormai al Pronto Soccorso “ Allora come va la zampa ? Rotta ? Povero il mio Ciccione acrobata, la prossima volta che ti tuffi guarda che ci sia l’acqua davanti !”
Come è consolante quando tutti si preoccupano di te.

DUBBI FREUDIANI


Il migliore amichetto del nipote Scoiattolino ha recentemente dichiarato alla madre che la sua prospettiva futura di lavoro sarà di fare il ladro o il rapinatore al bancomat.
Idee chiare e precise per un ragazzino sveglio e fantasioso di cinque anni e mezzo.
Nonno Talpone prima ha riso e ha scherzato, facendo le sue solite battute di dubbio gusto, poi, ripensandoci bene, è entrato in uno stato leggermente ansioso ed ha chiesto a sua volta al suo amato Scoiattolino cosa volesse fare da grande.
“ Il maiale “ è stata la sorprendente risposta.
Ancora più ansioso, Talpone, visto il vergognoso stato morale delle presenti autorità istituzionali, ha domandato ancor più agitato “ Ma quale maiale, quello della fattoria che grugnisce, o … ?”
“ Si nonno, quello della fattoria ”
“ Ma quello poi lo ammazzano e ne fanno salsicce, dai sii serio, pensa ad un lavoro come quello di papà e mamma che fanno gli avvocati, su, cosa vuoi fare da grande ? “
“ Il maiale, se cercano di prendermi io scappo via e mi nascondo nel bosco “
Chissà, magari avrà visto il film “ Babe, il maialino coraggioso “, o le sue parole avranno un significato nascosto che richieda un’interpretazione freudiana ?
Per consolarsi nonno Talpone fa la stessa domanda al fratellino Piovretta che siede vicino a loro sul divano.
Risposta secca e decisa “ Farò la scarpa “
Ora i dubbi freudiani sono duplici, o forse si preparano semplicemente altri futuri bamboccioni.

CAN CAN


Ci sono molti modi per reagire all’ambiente che ci circonda, ci tempesta, ci mortifica, ci demoralizza, bisogna divertendosi, irridendo tutto e tutti, a cominciare da noi stessi, come dicono i napoletani “ pazziare “, nonno Talpone alla sua veneranda età l’ha riscoperto e apprezzato.
Stasera la sua adorabile consorte, l’operosa Istriciotta, era impegnata come al solito in una telefonata di lavoro, l’argomento era la demenza senile di qualche conoscente.
Il tema delle conversazioni sono sempre ricoveri ospedalieri, carenze assistenziali degli enti preposti, parenti alle prese con anziani che danno i numeri e di cui nessuno se ne vuole occupare, riabilitazioni e consigli medici.
L’argomento è oggetto di molteplici telefonate giornaliere e serali, preferibilmente alle ore dei pasti.
Questa volta nonno Talpone riconosce la voce dell’interlocutrice, è un’amica carissima dei tempi dell’università, chiede allora di poter parlare anche lui, esordendo alla talponese, prendendosi in giro per i suoi malanni veri e presunti, scherzando su malattie e morti, cosa si può fare, ci siamo destinati.
Allegria, come diceva il buon poeta Delio Tessa “ Alegher, l’è el dì di Mort “
Basta con questi discorsi menagramo, confessa che al prossimo matrimonio lui si sceglierà una ballerina del Can Can ( è confuso e rimasto un po’ arretrato con i tempi, scusatelo ).
Chiede poi all’amica come stia di salute.
“ Ho un po’ di fascite… “
“ Beh, io ho la tallonite “
“ Comunque mi consolo di non avere niente di peggio…”
“ Verissimo cara, dentiere, fascette, prostatine, menopausette, bypassini… alegher, alegher ! “
Ripassa il telefono all’Istrice professionale e con gridolini da indiano metropolitano si mette a ballare in mezzo alla cucina di casa, una danza scaramantica che lui ritiene essere un can can indiavolato.
Alegher !
Pensare che aveva bevuto solo una mezza bottiglia di ottimo Barbera di Volpedo.
Ma quando si è giovani la gioia è con noi.

ANCORA IL NONNO FOLLETTO


“ Pronto ? Il folletto dei ciucci ? “
“ Che ciucci, gli asini ? Di che parli ? “
“ No, parlo con il folletto che ritira i ciucci ai bambini e gli lascia in cambio i regalini. Hai capito ora ? “
Si tratta del promettente avvocato di Milano, tuo figlio primogenito, quello delle brillanti idee che ti fanno trasformista alla Fregoli, nonno Talpone svegliati !
Anche se stai gustando un saporitissimo pulpo a la gallega, cucinato con raffinatezza dalla cognata Paperoga, forza, riprendi i riflessi intorpiditi dal buon Vermentino di Sardegna e dall’antipasto di mare.
Respira a fondo, tappati il naso e parla in falsetto con la Piccola Piovra di tuo nipote, oggetto di un vile mercanteggiamento che lo priverà della gioia del ciuccio, rinviando di quindici anni la gioia di succhiare, quando fumerà due pacchetti di sigarette al giorno, con gravi conseguenze per la sua salute.
“ Pronto, sono il folletto degli asini, no scusa… dei ciucci, ecco bambino, ma tu chi sei ? “
“ Piovretta sono… tu pigli i ciucci ? “
“ Si, sono proprio il folletto che fa queste cose, che cosa vuoi per regalo in cambio del tuo ciuccio ? “
“ Tu, tu prendi ciuccio, io voio Skai Wokker…io Piovretta, via, via… numero 2, terzo piano, capitoo ? “
“ Va bene, bene…gasp “ ( senza fiato )
Nonno Talpone con i suoi problemi di respirazione spera che la serie dei folletti sia al termine, non vorrebbe finire a faccia in giù su un gustoso piatto di insalata di polpi, anche se in fondo… che talponesca morte eroica sarebbe, ragazzi !

NIPOTINI E MAGLIETTE


La gentile mamma dei miei due nipotini, l’avvocato Tuttopiede, mi ha riferito che, mentre era ai giardinetti con i piccoli, è stata  avvicinata da un burbero signore non più giovane che ha avuto da recriminare sulla maglietta di suo figlio.
Nonno Talpone ha subito chiesto quale fosse il motivo, temendo che gli avessero fatto indossare una delle solite magliette con quelle scritte teoricamente spiritose, tipo quella da lui stesso sbadatamente sbandierata per tutto il paesello umbro quando faceva le corsette agonistiche.
Scoprendo in seguito che portava sul petto una scritta in italiano che recitava “ Tengo sempre dei preservativi in tasca, ogni tanto li spolvero “
Niente di tutto questo, il piccolo scoiattolino aveva una maglietta della GAP, che, è stato spiegato in seguito a nonno Talpone, è il marchio di una catena di negozi di abbigliamento americana, tipo discount.
GAP ?
E allora ?
Ah, forse il vecchio imbecille del quartiere locale pseudo- vip, aveva forse alluso alle unità del Gruppo di Azione Partigiana, operanti nelle città italiane nella Resistenza ( 1943-1945 ).
Con quella cervellotica reminiscenza il vecchio nostalgico aveva pensato bene di sgridare un bambino di cinque anni e la sua giovane mamma.
A pensarci bene aveva ragione, forse si doveva andare a comperare le magliette da UBA UBA ( ma esiste ancora ? ), o meglio da BUNGA BUNGA.
 Aggiornatevi mamme, se volete convivere nel quartiere degli pseudo vip, detto anche Wisteria Lane.

NON HO L’ETA’


Tre giorni senza scrivere un post e nonno Talpone si sente in colpa come se avesse marinato la scuola, come ha potuto mancare all’appuntamento con il suo blog ?
Vero che non ha ricevuto richiami all’ordine dal figlio Martello di dio, troppo impegnato con il suo trasloco di casa, sommerso da scatoloni e preso da donazioni alla Charity  di ogni tipo di libri, vestiti, oggetti, tanto da ridursi probabilmente a due valige e due gatti, oltre al Tasso irlandese ovviamente.
Non è stato nemmeno punto da mosca tze-tze , cadendo in letargo, anche se per i maligni questo è quasi un suo stato endemico.
Semplicemente Talpone ha raggiunto per pochi giorni la sua amata Istriciotta in Umbria e laggiù si è fatto irretire dalla fantasia di fare qualcosa di concreto e manuale, così ha chiamato il suo fido muratore Georghiu, abile giovanotto rumeno, iniziando una serie di pesanti lavoretti di manutenzione all’esterno di casa.
Le sue enfatiche affermazioni “ Non so a quali generazione appartengo “ si sono liquefatte rapidamente già alla prima sera, dopo nove ore di picconamento  e scarriolature di terriccio e pietre.
Il secondo pomeriggio dopo sei ore ha pagato e ringraziato l’amico muratore per l’opera prestata e subito dopo cena si è trascinato a letto sfinito.
Dopo una giornata di riposo ha ripreso la penna e il computer con le mani ancora dolenti per stendere queste poche righe.
Nonno Talpone non si rende conto che, se è nonno, magari avrà anche gli anni e le forze relative al suo status, quindi forse si deve rassegnare a sognare le avventure e le prove di forza, va bene continuare a  giocare ai pirati e ai cavalieri medioevali con gli amati nipotini.
Poi lavate le mani, andare a cena e poi tutti a nanna.

TENNIS E PAPPATACI


Forse i recenti temporali faranno scomparire questa miriade di piccolissimi pappataci, proliferati in questa caldissima estate, insetti voraci che ci riempiono di punture, facendoci grattare furiosamente in ogni parte del corpo, lasciando gonfiori e pustolette fastidiose.
Nonno Talpone rimpiange perfino le vecchie zanzare, quelle grosse dalle lunghe zampette, non meno fameliche, ma almeno visibili e, forse, schiacciabili.
No, queste sono microscopiche, dicono che siano cinesi, forse anche perché anche loro sono prodotte in economia.
Certamente si possono acquistare pomate, spray, diffusori elettrici, gabbiette con lucine azzurre che con poderosi schiocchi fulminano ogni incauto insetto che vi si avvicini.
Personalmente il vecchio Talpone preferiva il vecchio zampirone a spirale quando doveva sostare all’aperto, anche se il districare le due spirali unite era un gioco di pazienza orientale e di solito finiva con la distruzione furiosa degli incastri.
Meglio di tutto quelle candeline aromatiche che danno allegria e forse sicurezza.
Ma qualche giorno fa lui ha fatto un’importante scoperta : i soliti cinesi hanno inventato una racchetta colorata che, azionando un pulsante, si elettrifica e con un breve schiocco distrugge tutti gli insetti invisibili che incontra nella sua traiettoria.
Nonno Talpone, ha il segreto rimorso di essere una plateale “ schiappa” nel gioco del tennis, del pingpong e di ogni gioco che richiede l’uso di una palla.
In pratica non ne vede la traiettoria, il movimento, l’uso stesso gli sta antipatico e frustrante.
Ecco finalmente la sua rivincita, ora si aggira per le stanze con la sua racchetta colorata, la muove intorno con mosse sapienti, che lui ritiene di Tai Chi Chuan, ad ogni schiocco un sorriso beato gli si delinea sulle labbra, fa ginnastica e si sente un paladino, un ammazzasette delle favole.
Tre consigli :
– Attenti a non folgorarvi da soli con movimenti incauti
– Le mosche sono troppo veloci, occorre ancora la vecchia paletta
– Non è un gioco da bambini, se non volete passare la giornata al pronto soccorso dell’ospedale.
E’ anche vero che questa potrebbe essere un’esperienza didattica che li potrebbe interessare quando in seguito giocheranno “ al dottore “, passatempo che furoreggiava quando Talpone era bambino, non so se dopo tante generazioni sia  ancora un gioco in voga tra maschietti e femminucce.