UN CALDERONE MAGICO


Credo che nonno T. si stia stancando di aspettare, questa mattina alle 4, nell’usuale peregrinazione prostatica mi ha raccontato dettagliatamente due storie, un altro paio sempre in tono concitato all’alzata delle 5.30, mentre fuori dalla porta del bagno i due gatti iniziavano le loro prove vocali mattutine in un crescendo da opera.
Ma secondo voi come si fa a trascrivere su carta, con la scelta maniacale della penna giusta, delle idee bislacche e umorali, quando sei con gli occhi chiusi che cercano solo di riprendere il sonno interrotto ?
E’ passato del tempo, sarà forse vero, sono tornato a Milano con tragicomiche avventure, siamo partiti e ritornati da Brighton ove abbiamo passato la Pasqua con il Martello di dio e il Selvatico Tasso Irlandese, abbiamo visitato con una dottissima guida Firenze e le Ville Medicee.
Però il tempo sembra essersi fermato, suddiviso in dettagliati ricordi che si compenetrano e riuniscono in un solo momento, quasi fosse un unico variegato sogno.
Dovrei svegliarmi, comunicare in qualche modo.
Nonno Talpone sembra instancabile, mi riempie di battute, episodi, fantasie, che ribollono nella mia testa come in un calderone magico, io sono solo e mi sento sempre stanco, scusatemi.

SOGNI


Quando erano ancora bambini, in quelle lontane estati di vacanza nelle colline del Varesotto, i piccoli amici proclamavano a gran voce i loro sogni da adulti.

“ Io guiderò un camion come mio padre !”

“ Invece io sarò il padrone  della segheria di mio nonno !”

“ E io entrerò nell’azienda dei tram come mio papà !”

Il giovane T., loro compagno di giochi estivi, proclamò battagliero “ Voglio diventare archeologo e andare in Egitto a scoprire i tesori dei faraoni”

I sogni dei bambini talvolta si radicano in loro, si ampliano e germogliano in ogni direzione, in modo convulso e irresistibile.

Più grandicello lui sognò di scrivere come i grandi romanzieri scoperti tra le bancarelle dei libri usati: Balzac, Pirandello, Poe, Dostoewskij.

Ben presto fu messo a lavorare come disegnatore meccanico, poi come geometra, tra molti, troppi lavori, per guadagnare qualche soldo.

Alcune persone fortunate, o magari più costanti e determinate, i loro sogni li hanno infine realizzati.

Il signor T. , come moltissimi altri, ha solo tentato molte, troppe volte, infine i suoi fantastici progetti e speranze sono rimasti sterili e velleitari sotto il suo cappello.

Dopo più di sessant’anni il vecchio signor T. si sente spesso stanco e appesantito, quasi assente, ma quando si siede solitario in un angolo gli capita di elaborare nella sua mente delle storie bellissime.

Si direbbe che qualcuno gli parli con una voce carezzevole e ammaliatrice, narrando curiose vicende fantastiche e avventurose che lo vedono protagonista assoluto.

Lui rimane là, bloccato, stupito e incantato, ogni storia poi evapora e si rinnova in un altro ambiente fluttuante, come una matassa colorata che man mano si districa in un lungo filo abbagliante senza fine.

“ Allora hai finito ? Devo andare in bagno anch’io ! – lo ha risvegliato la voce impaziente di sua moglie.

Lui avrebbe voluto chiedere di lasciargli almeno ascoltare la fine dell’ultima storia, ma lei non avrebbe capito.

Si è alzato goffamente, lievemente curvo, si è riassettato e si è trascinato in un’altra stanza verso una poltrona.

Arriverà ancora quella voce interiore, quella delle magiche storie , quella dei soli sogni che gli sono rimasti ?

APPUNTI SPARSI


Ricordi, immagini, frasi, pensieri.

Affiorano all’improvviso, si espandono lucidi, brillanti come sgargianti bolle di sapone … poi esplodono con un flop.

In questi giorni si accumulano le mezze pagine compitate in fretta, quando posso, ma non ne trovo il senso.

Santo Talpone  aiutami tu, sono sprofondato nelle ripetute abitudini di ogni giorno, fammi divertire o arrabbiare ancora.

I frizzi, le fantasie brillanti richiedono la tenace fatica di inseguirle subito, notte o giorno che sia, lasciando anche il letto caldo, il libro che stavi leggendo, le piccole comodità e gli altri impegni.

La pagina scritta è un’amante esigente e permalosa, ogni incostanza o presunto tradimento scatena la sua vendicativa scomparsa.

Pertanto non so, care amiche ed amici, se bastano le mie scuse per la mia assenza dal blog, ma vi prego, accettatele senza troppa insofferenza.

Scusate, mia moglie mi chiama.

Si, ho capito, vuole che esca ancora per andare al supermercato per fare la spesa.

Va bene cara, ma non è troppo presto per acquistare la farina 0 e 00 per preparare i ravioli di Natale ?

Povera piccola, devo caricarmi dei borsoni, sono il suo uomo di casa.

D’accordo, anche l’olio di mais, si, non mi sbaglio questa volta.

Come ?

Anche l’olio d’oliva dalla cantina per la salsa verde, sì lo so, è stata colpa mia di farmi regalare quel grosso mazzo di prezzemolo dal mio amico ambulante, quello del Bangladesh con sei figli, sai mi chiama sempre zio, quasi quasi penso di esserlo diventato, speriamo che non ci invitino per i matrimoni di tutti quei bambini.

Va bene devo uscire signore e signori, non ho mai avuto amanti e penso di aver poca fortuna anche con quella di fantasia.