Luna crescente


Ecco, oggi siamo in luna crescente.

Nonno Talpone per ora ha  concluso l’imbottigliamento di tutte le sue attuali specialità di vino:

Prosecco, Refosco, Rosso Vanai, Barbera, Bonarda, Freisa, Cabernet e Dolcetto.

Resta il bianco Sauvignon del trevigiano per il prossimo mese.

Nonno spera di essere ancora aiutato dal figlio Avvocato e dai due nipotini, lo Scoiattolino e il Polpettone.

Si erano divertiti molto a veder scorrere quel liquido profumato e inebriante, forse ancor più a martellarvi con furore i tappi con le mazzette di gomma da campeggio.

È una tradizione famigliare che si tramanda almeno dal tempo del mitico nonno Noe’, che produceva per passione le sue vigne nella bassa lodigiana e se lo beveva tutto.

Forse anche con troppa passione perché, pur avendo il mio nome, tutti lo chiamavano con quell’ appellativo biblico, quasi avesse lui solo inventato la vite e il suo delizioso nettare.

La luna cresce e anche i nipotini.

La cosa rallegra nonno Talpone e nello stesso tempo gli crea un certo timore .

Si ricorderanno di lui?

Poi in tarda mattinata il grande Avvocato su wathsapp gli ha inviato una bozza vocale di una poesia per la scuola composta dal Polpetto. chiedendogli un parere..

La trascrivo, dopo averla ascoltata più e più volte, la trovo commovente e bellissima.

 

La vita è come il vino,

Finisce in fretta,

Come tante gocce:

Glup, glup, glup, glup,

Senza mai fermarsi

Finché sei sazio

E allora arrivi in un paradiso

Con la bottiglia vuota

E un sorriso che non si toglie

Ma nella bottiglia rimarra’

Sempre una goccia

Glup, glup, glup

Della tua vita.

 

Cuore di nonno direte voi.

Sarà, ma lo spirito della stirpe del mitico nonno Noe’ continuerà ancora, questo è certo.

I 500 ANNI DI LEONARDO


Quasi frastornato , anche se incuriosito come sempre, dalle numerose iniziative di commemorazione del genio leonardesco, nonno Talpone al termine del giornale radio ha esclamato:

“Ma Leonardo è vivo, è in tutti noi!”

Allibito dalle sue parole declamate con tono profetico, o forse demenziale, ho chiesto maggiori spiegazioni.

“Semplice mio caro stenografo – ha soggiunto lui con voce didattica – Tanto rumore e chissà quanti geni sconosciuti sono tra noi.

Uno per fare un esempio l’hai proprio davanti a te!

Guardatevi allo specchio gente!

Non guardatevi le rughe o i capelli con un filo di grigio, se fortunatamente li avete ancora, ma scrutate e ascoltate i vostri pensieri creativi!

Una piccola invenzione rivoluzionaria la voglio divulgare gratuitamente.

Come ben sapete tutti abbiamo parenti e conoscenti logorroici, che cerchiamo di evitare come la peste.

Ad ogni incontro ci incastrano con il minuzioso e labirintico dettaglio dei loro mali o dei piccoli fatti quotidiani.

Non c’è salvezza, a meno che tu sia al telefono e alla fine, disperato, fai cadere inavvertitamente la linea, meglio se stai borbottando che non senti bene, emettendo adeguati ronzii e gorgoglii meccanici

L’ invenzione geniale è semplice.

Chiedete loro di scrivere i loro resoconti, perché li trovate interessantissimi ed è giusto che anche altri abbiano il privilegio di ascoltarli.

Li dovete incitare a scrivere un libro sui loro argomenti, ormai sono abbastanza economici da stampare.

In questo modo farebbero lavorare molta gente, anche se parenti ed amici saranno le vittime predestinate all’omaggio o all’acquisto del capolavoro letterario.

Un metodo economico e meno invadente è quello di pubblicare un blog.

Se la carta è paziente, come scriveva Anna Frank, internet è un immenso oceano pacifico.

Parola di un vecchio logorroico.

 

Così va meglio !


Dopo un mese di assenza è tornato a casa il gatto Coccolone.

Era stato lontano, custodito da una gentile signora filippina, perché il rifacimento dei pavimenti e il ripristino delle pareti, con caotico spostamento di mobili e libri, quanti volumi ahimè, per subita alluvione, rendeva impossibile la sua permanenza.

Anche nonno Talpone e sua moglie avevano traslocato come profughi in case amiche per qualche giorno.

Ora siamo finalmente tutti insieme a casa nostra, o meglio a casa sua, come ragiona sor Coccolone.

Sono tornati dalle vacanze pasquali anche i due nipotini, ancora piu cresciuti e indipendenti.

Certo rimaniamo sempre i loro nonni a cui sono affezionati, ma cosa saremo per loro?

Li seguiamo con curiosa attenzione, ma sempre pronti ad aiutarli nella loro scoperta del mondo.

Hanno un papà e una mamma che li seguono amorosamente e li gestiscono bene.

Ma i nonni sono come quelle spezie che, per quanto non strettamente vitali, danno un sapore alla vita.

Tornati a casa anche i nipotini adottivi dopo una lunga vacanza con il loro padre che si era allontanato con una nuova compagna.

Sono bambini più piccoli e noi, nonni putativi, siamo in una posizione di supporto importante ma difficile nella loro esperienza di rottura improvvisa dell’unità famigliare.

Amore, gentilezza e tanta diplomazia nei loro riguardi.

Il mondo dei giovanissimi è così stupendo ma incredibilmente fragile.

Il cerchio si è quasi chiuso e, con pensiero al suo caro Martello di dio, nonno Talpone ora sospira soddisfatto ” Cosi va meglio !”

WHY NOT A SMILE ?


A long age may bring you to be a wise man or a silly dischanched old man.

I sometimes feel a young childish way to look around me with a smile.

May be it happens when I hold in my hand a glass of red wine.

I don’t know if I am a wise or a silly old block but in same way smiling around me I touch the happiness.

UN SORRISO, PERCHÉ NO ?

Una lunga vita può portarti a diventare un saggio o uno sciocco vecchio disilluso.

Talvolta io provo come un bambino a guardarmi intorno con un sorriso.

Puo’ essere che mi capiti quando tengo in mano un calice di rosso vino.

Non so se sono un saggio o un vecchio sciocco, ma, in qualche modo, sorridendo intorno a me riesco a toccare la felicità.

Avevo provato una certa nostalgia per i due figli lontani, il Martello di Dio e il Selvatico Tasso irlandese.

Mi sono trovato a pensare a loro nel mio elementare inglese, condividendo la loro trepida attesa con questi pensieri per strappare loro un sorriso, magari anche di compatimento per un vecchio Talpone.

Scusa Ambiente


Qualcuno mi ha criticato per il mio post, come fosse una presa in giro del problema, anzi della tragedia ambientalista.

Non bisogna prendere alla lettera quello che lui pensa, nonno Talpone non è completamente indementito, almeno per ora, ma agisce come tutti noi quando diamo la colpa dei nosttn problemi a qualcun altro.

Inoltre lui tenta disperatamente di ironizzare su sé stesso e sugli avvenimenti quotidiani, perché come molti anziani ha timore del mondo, della vecchiaia, della morte.

È un meccanismo di autodifesa che ha scoperto casualmente otto o nove anni fa, grazie al figlio inglese e ad una gentile mammina, non li potrà mai ringraziare abbastanza per il loro generoso aiuto.

Scusate quindi le parole scritte incautamente, i vecchietti dovete sopportarli fin che ci sono.

Cambiamenti climatici


” Come si fa a sopravvivere a questa fastidiosa umidità?

Ci sta rovinando tutti quanti questo cambiamento climatico.

Guarda i miei pantaloni, i gilet, le giacche !

Tutti rovinati !

Si sono raggrinziti, ristretti, accorciati !

È anche vero che i tessuti di una volta erano di buona qualità, non come adesso!

Oh che tempi !”

Stamattina nonno Talpone dopo la doccia e la doppia rasatura aveva tratto dall’armadio una serie di abiti che gli erano palesemente inadeguati di almeno due taglie .

Da vecchio amico, nonché fedele amanuense delle sue frasi storiche, ho cercato di fare notare che attualmente siamo in un periodo di notevole siccità.

Ho anche voluto accennare alle recenti vacanze umbre, durante le quali i pranzi e le cene con i numerosi parenti si concludevano in solenne abbuffate.

Non dimenticherei anche le sue colazi mattutine, quando i tazzoni di tè verde dietetico si accompagnavano a larghe porzioni di pizze al formaggio pecorino pasquali e affettati di lonzino al pepe, prosciutto crudo, cioccolato e noci.

Il tutto era abitualmente consumato dopo la rituale tazza di yogurt alla greca, poiché lui crede alle diete salutari.

“Fandonie, insinuazioni !

Fake news ! – ha esclamato lui con veemenza –  Come puoi negare il cambiamento climatico !”

 

Aromi di canapa


All’ospedale durante il prericovero per l’operazione alla cataratta gli avevano messo delle gocce dilatatorie, motivo per cui  non vedeva molto bene.

Nonno Talpone, pur con una visione ancor più vaga e nebulosa aveva però deciso di uscire in strada senza guida per acquistare il suo yogurt preferito alla greca.

Su un marciapiede ha però sbattuto contro un cartellone pubblicitario.

Scrutando da vicino ha visto l’immagine di una grande foglia.

Di vite?

Di acero?

Noo, era di canapa!

Incuriosito era entrato nel negozio ove una procace giovane signora ( ? ) l’ha salutato gentilmente.

Lui come un timido studentello ventenne, o almeno così era imbranato nei suoi verdi anni, ha chiesto se la foglia era quello che lui pensava.

“Ma certamente, caro, vendiamo pacchetti da dieci grammi per sigarette, ma anche creme, dolcetti, caffè, tisane, caramelle a base di canapa terapeutica.

Degluttendo imbarazzato lui ha scelto una tisana al gusto di liquirizia e canapa, ha pagato e stava per uscire di soppiatto come un ladro, quando la bella signora ( così forse appariva alla sua vista appannata ) gli ha offerto con insistenza un caffè e due dolcetti della medesima composizione.

Lui ha bevuto, sgranocchiato e mentre cercava di uscire da quell’antro peccaminoso, la sua maga Circe con voce flautata lo ha invitato a passare la mattina seguente per una colazione gratuita in sua compagnia, dato che si sentiva molto sola.

Ritornato a casa ha nascosto dietro i barattoli del tè la sua tisana.

Nel pomeriggio ha avuto un problematico mal di pancia, forse dovuto ai suoi diverticoli o ad un senso di colpa  psicosomatico.

Non è più tornato su quel marciapiede, le fantasie da figlio dei fiori meglio lasciarle nei ricordi.

Ammetto, sono un nonno fifone.

Stati d’animo agitati


Grunt!

Nonno Talpone è da poco tornato dalla campagna umbra dopo aver potato e concimato le sue piante di ulivi, limoni e rose.

Per la cronaca si è quasi arrostito preparando il falò delle ramaglie, con il risultato di bruciarsi le sopraciglia e i baffi.

Il naso no.

Ora a Milano freme impaziente.

Cosa fare?

I suoi due nipotini sono lontani in vacanza, gli altri due adottati pure, quindi si trova in uno stato di irritabile inquietudine.

Un nonno senza nipotini è come un capitano senza nave, un maestro senza allievi, un bambino senza giochi.

Neanche la prossima consegna di dieci damigianette di vino novello per la sua scorta in cantina sembra consolarlo, questo è grave.

Prova vocale


Non e morto né addormentato o stanco.

Ci vede poco e male.

Stamattina, Festa della Liberazione ha avuto una delle sue idee geniali ( lui modestamente le chiama leonardesche ).

Perché non recitare ad alta voce il suo blog?

Ormai i libri li ascolta con radio, recorder e apps apposite ( scusate sento digrignare i denti della mia ex insegnan di lettere).

E invece non si può!

Ho reclamato con i gestori del blog, scrivendo con il naso a tre centimetri dal video del telefonino ( il mio naso e abbastanza lungo di suo).

Ora aspetto, in fondo male che vada la cornea ho ancora tre centimetri prima di schiacciarmi sullo schermo.

Perché noi no?


Ecco il gruppetto di anziani che si ritrova per festeggiare i 70 di uno di loro.

Tavolata con una lunga fila di bottiglie di vino schierate sulla tovaglia, poi larghe fondine riempite di polenta e casseula ( verze cotte con cotenne, pezzi di maiale e salamini) .

Perché a una certa eta’ si festeggia ancora come gli altri, ma con pranzi robusti e sostanziosi, dimenticando colesterolo, pressione alta, disturbi gastrici, cuore aritmico e la melanconia.

Poi formaggi grana e pecorino, torte, caffè e grappini.

Non si scherza sulla pappatoria.

Si ride molto e si ricorda tanto.

Poi, al solito, si fa la conta.

” Io qua sono il più giovane di tutti !”- strilla uno con l’aria di galletto.

“Si certo, a 67 anni tu sei proprio un bambino, che ciuccia grappino invece del lattino !”

” Noi tutti guardiamo te – insinua un altro perfidamente- perché sei il più vecchio di tutti a 76 anni !”

Ecco ci manca nel gruppo un novantenne, anzi un centenario, così, si spera, se c’è arrivato lui perché noi no?